Hamilton senza clausola Verstappen: lo spauracchio è Russell

Si legge che fra le clausole per il rinnovo del contratto Lewis voglia mettere delle barriere all'arrivo in Mercedes di Verstappen. L'inglese in realtà non pone alcuna pregiudiziale sul compagno di squadra, ben sapendo che dovrà fare i conti con George, il connazionale che tanto ha impressionato sulla W11 nel GP del Sakhir.

Hamilton senza clausola Verstappen: lo spauracchio è Russell

La clausola Max Verstappen non esiste. È pura invenzione. Lewis Hamilton non ha alcun potere con Mercedes nell’imporre un compagno di squadra “comodo”.

Certo, non è un mistero il fatto che l’inglese si sia speso a favore del rinnovo di Valtteri Bottas, visto che i due sono sempre andati molto d’accordo, ma chi ha messo in piazza che l’epta-campione sia preoccupato dall’eventuale arrivo nella squadra di Brackley da parte dell’olandese si sta sbagliando di grosso.

La ragione? È molto semplice: il futuro della Stella è già scritto. E si chiama George Russell e non Max Verstappen. Lo stesso Hamilton ne è pienamente consapevole perché, dopo il debutto sulla W11 nel GP di Sakhir del 23enne talento preso dalla Williams proprio per sostituire Lewis affetto dal Coronavirus, ha pretese di vedere la telemetria del giovane di King’s Lynn, considerandolo una seria minaccia per il futuro.

Al debutto sulla Mercedes, Russell aveva fallito la pole position di 26 millesimi di secondo e al via della gara aveva sorpreso subito Bottas per andare a condurre il GP con grande padronanza. Solo il caos ai box nel doppio cambio gomme al pit stop e la “misteriosa” foratura successiva hanno relegato George a un incolore nono posto in classifica, esaltato solo dal giro più veloce in gara, quando il ragazzino inglese ha rifilato più di un secondo a tutti quanti.

Hamilton sa benissimo che se dovesse tirare ancora la corda per il rinnovo del contratto, sarebbe certamente Russell il pre-destinato a sostituirlo, non di certo Max Verstappen.

L’olandese è da sempre un “pallino” di Toto Wolff: l’austriaco aveva cercato di strapparlo a Helmut Marko che è stato capace di prenderlo facendolo debuttare in F1 ancora minorenne, prendendo un grande azzardo. Ma vide lontano.

Toto vorrebbe Max come successore di Hamilton, ma è indubbio che la strada verso la gloria per il tulipano è sbarrata da Russell. L’inglese è diventato l’idolo di Ola Kallenius: in una sola gara George ha dimostrato al mondo che, su una freccia d’argento, diversi piloti sarebbero in grado di lottare per il mondiale, polverizzando l’immagine di Valtteri Bottas, ora troppo sottostimato rispetto al suo effettivo valore.

Il messaggio è chiaro: a vincere sarebbe la Mercedes, non Lewis Hamilton. Premesso che dissentiamo da questo dogma, perché bisogna riconoscere tutto il valore del campione del mondo (Russell ha già “rubato” alcune soluzioni che Lewis ha sviluppato sulla Mercedes e le ha copiate alla Williams) e quanto ha contribuito con il suo talento alla striscia di successi.

Nico Rosberg lo ha battuto nel 2016, ma poi il tedesco ha “dovuto” ritirarsi sfinito dalla contesa con un pilota che lui stesso ha giudicato più forte.

Fatto sta che sui media si legge più dello spauracchio Verstappen che di George. Ed è veramente strano, visto che Wolff ha ancora il “cartellino” di Russell e, quindi, ha in mano un altro puledro nella sua scuderia di giovani. Eppure il britannico in questo momento è visto più come un… pericolo capace di minare un sistema che ruota intorno a Hamilton che una risorsa.

Tutto ciò è anomalo e mette in luce come ci sia una profonda diversità di vedute fra la Mercedes disegnata da Wolff e quella desiderata da Kallenius, grande capo di Daimler AG.

L’austriaco non ha più l’autonomia illimitata che gli aveva concesso Dieter Zetsche e che ha prodotto finora sette titoli mondiali di fila piloti e Costruttori. Lo svedese è figura più attiva: un decisionista che vuole essere presente.

Lewis dovrebbe averlo capito e lo vedremo dalla firma al contratto nella settimana, ma il dualismo che si staglia sullo sfondo quali effetti potrebbe avere su un sistema Brackley che finora è parso granitico?

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