Hamilton: il campione che combatte contro i... demoni

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Hamilton: il campione che combatte contro i... demoni
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5 nov 2019, 09:11

Lewis dopo aver conquistato il sesto titolo mondiale si è aperto con i giornalisti in un racconto che ne delinea la grandezza che va oltre l'essere uno dei piloti più grandi della storia. Ha sofferto per la scomparsa di Lauda, ha patito la mancanza dell'ingegnere "Bono". Ma non si accontenta: ha ancora tanta voglia di vincere.

La bandiera a scacchi del Gran Premio di Austin è sventolata da due ore, e la consueta programmazione della conferenza stampa post-gara è stara modificata.

Parlano prima Valtteri Bottas e Max Verstappen, poi arriva Lewis Hamilton, da solo. Quando si siede, con movimenti molto lenti e l’espressione di chi ha dato tutto, parte un lungo applauso.

Il tono di voce basso stride con una felicità che traspare da ogni poro. Hamilton non ha fretta, parla di tutto e parla molto, un Lewis ben diverso da quello che sabato (dopo la delusione subita in qualifica) rispondeva a monosillabi.

Terminata la lunga conferenza, altro applauso, e sono diversi i giornalisti a congratularsi con lui di persona.

L’ufficio stampa Mercedes gli ricorda la rigida scaletta degli impegni, ma questa volta Lewis non scappa. Una stretta di mano, una firma sul pass stagionale, un selfie, qualche abbraccio ai volti più noti. Non è un giorno come tanti altri, le emozioni, per una volta, hanno la precedenza, e Hamilton ha deciso di godersi tutto, a ritmi molto più bassi del solito.

Come valuti questo titolo Mondiale rispetto ai cinque precedenti? Quanto è stato difficile?
“Non è stato di certo il più semplice da conquistare, per tutti noi come squadra è stato l'anno più difficile a causa della scomparsa di Niki. Era un elemento fondamentale del nostro team, e dopo la sua morte non è stato semplice andare avanti come sempre, mantenere la solita concentrazione".

"In una gara è anche mancato il mio ingegnere Bono, e sono situazioni che ti mettono alla prova perché per vincere un Mondiale devi restare concentrato tutto l’anno. Credo che solo atleti al vertice del loro percorso sportivo possono capire, può arrivare un giorno in cui ti accorgi che non riesci più a fare quello che ti veniva molto bene il giorno precedente, ed è in questi momenti che devi reagire".

"La monoposto che abbiamo avuto a disposizione quest’anno non è stata semplice da capire. Abbiamo iniziato la stagione andando a Melbourne e pensavamo che non saremmo stati in grado di vincere, ed anche al giro di boa stagionale ci siamo trovati indietro come performance".

"È stata la seconda metà della stagione più dura che abbiamo dovuto affrontare da quando sono in questo team, combattendo contro Ferrari e Red Bull, il che sotto molti aspetti è fantastico, mi piacciono le sfide e non mi tiro mai indietro".

"Tornando alla domanda, ogni viaggio è diverso, ogni anno affronti un diverso giro sulle montagne russe provando emozioni differenti. Ho scritto qualcosa sui miei social questa mattina: ognuno di noi sta lottando con qualcosa nella vita, piccola o grande che sia. Ho cercato di mostrare alla gente che, dall'esterno, le cose sembrano sempre fantastiche, ma non è ogni volta così".

"Sto anche lottando con molte storie diverse, combattendo alcuni demoni e cercando di assicurarmi di crescere sempre come persona. Penso che ieri (Lewis si riferisce al quinto posto in qualifica) sia stato chiamato ad una prova, e oggi sono stato in grado di fare una delle mie gare più belle. Ora sono davvero contento”.

Quanto è soddisfacente aver creato questa squadra attorno a te? Ti dà fastidio quando ti dicono che la macchina ha pesato più del pilota nella conquista dei titoli Mondiali?
“Non c'è un solo pilota che in passato abbia vinto un titolo Mondiale senza avere una grande squadra attorno a sé. Non esiste un solo tennista mondiale che abbia vinto un titolo senza avere una grande gruppo attorno a lui, fa parte del gioco ed è il modo in cui utilizzi gli strumenti che hai a disposizione che modella il futuro del viaggio che stai facendo".

"Mi sento molto, molto privilegiato ad essere in questo team e molto felice del contributo che riesco a dare, è gratificante avere la conferma che sono stato in grado di aiutare a guidare il team nella giusta direzione per lo sviluppo della monoposto, contribuendo a far diventare la vettura più veloce".

"Siamo riusciti a vincere delle gare in cui non eravamo i più veloci in pista, e ci siamo riusciti grazie ad un lavoro collettivo, un lavoro di squadra”.

In qualche occasione hai sottolineato come il tuo rendimento in qualifica questa stagione non ti abbia soddisfatto. Ma se guardiamo il valore aggiunto che sei riuscito a garantire in gara, possiamo considerare il Mondiale 2019 come il tuo migliore?
“Penso di sì. L’anno scorso è stata una stagione di crescita continua, e credo che abbiamo proseguito con lo stesso approccio anche in questo Mondiale, fino ad oggi e senza mai fermarsi. In merito alle qualifiche credo di aver avuto una buona costanza, e pur non ottenendo delle pole position spettacolari come lo scorso anno, mi sono confermato in prima o seconda fila tranne ad Austin".

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Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1, solleva una bandiera del Regno Unito dopo aver vinto il titolo mondiale

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1, solleva una bandiera del Regno Unito dopo aver vinto il titolo mondiale
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Foto di: Joe Portlock / Motorsport Images

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1, festeggia la vittoria del titolo mondiale con il team

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1, festeggia la vittoria del titolo mondiale con il team
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Foto di: Steve Etherington / Motorsport Images

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1, festeggia la vittoria del titolo mondiale con il vincitore della gara Valtteri Bottas, Mercedes AMG F1, il team e l'attore Matthew McConaughey

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1, festeggia la vittoria del titolo mondiale con il vincitore della gara Valtteri Bottas, Mercedes AMG F1, il team e l'attore Matthew McConaughey
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Foto di: Steve Etherington / Motorsport Images

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1, esce dalla sua monoposto, in griglia di partenza

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1, esce dalla sua monoposto, in griglia di partenza
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Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

Il Campione del Mondo Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1, festeggia sul podio con Valtteri Bottas, Mercedes AMG F1

Il Campione del Mondo Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1, festeggia sul podio con Valtteri Bottas, Mercedes AMG F1
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Foto di: Steve Etherington / Motorsport Images

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1, festeggia dopo aver conquistato il Mondiale

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1, festeggia dopo aver conquistato il Mondiale
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Foto di: Steve Etherington / Motorsport Images

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1, festeggia la vittoria del Mondiale con il padre Anthony e la matrigna Linda

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1, festeggia la vittoria del Mondiale con il padre Anthony e la matrigna Linda
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Foto di: Steve Etherington / Motorsport Images

James Allison, Technical Director, Mercedes AMG, e Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1, secondo classificato, sul podio

James Allison, Technical Director, Mercedes AMG, e Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1, secondo classificato, sul podio
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Foto di: Simon Galloway / Motorsport Images

Valtteri Bottas, Mercedes AMG F1, primo classificato, Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1, secondo classificato, e il team Mercedes festeggiano

Valtteri Bottas, Mercedes AMG F1, primo classificato, Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1, secondo classificato, e il team Mercedes festeggiano
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Foto di: Steven Tee / Motorsport Images

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1, 2° classificato, festeggia con una bandiera britannica, nel parco chiuso, dopo aver conquistato il suo sesto titolo

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1, 2° classificato, festeggia con una bandiera britannica, nel parco chiuso, dopo aver conquistato il suo sesto titolo
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Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1, 2° classificato, festeggia con una bandiera britannica, nel parco chiuso, dopo aver conquistato il suo sesto titolo

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1, 2° classificato, festeggia con una bandiera britannica, nel parco chiuso, dopo aver conquistato il suo sesto titolo
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Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1, 2° classificato, festeggia con una bandiera britannica, nel parco chiuso, dopo aver conquistato il suo sesto titolo

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1, 2° classificato, festeggia con una bandiera britannica, nel parco chiuso, dopo aver conquistato il suo sesto titolo
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Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1, 2° classificato, festeggia nel parco chiuso dopo aver conquistato il suo sesto Mondiale

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1, 2° classificato, festeggia nel parco chiuso dopo aver conquistato il suo sesto Mondiale
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Foto di: Simon Galloway / Motorsport Images

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1, 2° classificato, esce dalla sua monoposto, nel parco chiuso, dopo aver conquistato il suo sesto Mondiale

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1, 2° classificato, esce dalla sua monoposto, nel parco chiuso, dopo aver conquistato il suo sesto Mondiale
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Foto di: Simon Galloway / Motorsport Images

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W10, viene salutato dal suo team, mentre vince il suo sesto Mondiale

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W10, viene salutato dal suo team, mentre vince il suo sesto Mondiale
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1, festeggia il suo sesto Mondiale, nel parco chiuso

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1, festeggia il suo sesto Mondiale, nel parco chiuso
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Foto di: Steven Tee / Motorsport Images

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W10, precede Valtteri Bottas, Mercedes AMG W10

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W10, precede Valtteri Bottas, Mercedes AMG W10
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Foto di: Andrew Hone / Motorsport Images

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1, in griglia di partenza

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1, in griglia di partenza
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Foto di: Glenn Dunbar / Motorsport Images

Sebastian Vettel, Ferrari SF90, precede Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W10, Charles Leclerc, Ferrari SF90, Alex Albon, Red Bull Racing RB15, Carlos Sainz Jr., McLaren MCL34, e Lando Norris, McLaren MCL34, alla partenza

Sebastian Vettel, Ferrari SF90, precede Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W10, Charles Leclerc, Ferrari SF90, Alex Albon, Red Bull Racing RB15, Carlos Sainz Jr., McLaren MCL34, e Lando Norris, McLaren MCL34, alla partenza
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W10

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W10
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Foto di: Steve Etherington / Motorsport Images

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1
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Foto di: Steve Etherington / Motorsport Images

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1
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Foto di: Steve Etherington / Motorsport Images

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W10

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W10
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Foto di: Joe Portlock / Motorsport Images

Meccanici al lavoro sull'auto di Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W10

Meccanici al lavoro sull'auto di Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W10
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Foto di: Steve Etherington / Motorsport Images

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W10

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W10
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Foto di: Steve Etherington / Motorsport Images

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W10

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W10
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Foto di: Steve Etherington / Motorsport Images

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1
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Foto di: Steve Etherington / Motorsport Images

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W10

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W10
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W10

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W10
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Foto di: Simon Galloway / Motorsport Images

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W10, precede Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C38

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W10, precede Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C38
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W10

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W10
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Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W10

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W10
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Foto di: Simon Galloway / Motorsport Images

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W10

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W10
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Foto di: Simon Galloway / Motorsport Images

"A parte Hockenheim, dove però mi concedo delle attenuanti per le condizioni fisiche che non erano ottime, credo che sia stato l'anno in cui ho espresso la miglior performance, e credo sia il risultato della volontà di far sempre meglio. Sto lavorando ad un capolavoro e non ho ancora finito, c’è sempre da capire, da domare, da padroneggiare con il giusto approccio. Andando avanti credo che ci saranno più alti e bassi lungo la mia strada, ma sento di avere gli strumenti migliori a questo punto della mia carriera, per poterli affrontare senza ansie”.

Hai sempre confermato che avresti affrontato ogni gara come una storia a sé. Ma quando ti sei svegliato questa mattina, hai pensato “devo vincere la gara" o “devo vincere il campionato”? O entrambi? O nessuno dei due?
“Quando mi sono svegliato questa mattina… non ho pensato al campionato. In genere è un pensiero che cerco di mettere sempre in secondo piano, e durante la stagione generalmente non ci penso, mi concentro davvero sull’obiettivo della prossima gara, senza guardare la classifica".

"E devo dire che questo approccio nel mio caso ha sempre funzionato. Ogni weekend di gara è una storia a sé, un viaggio diverso, sei in posti diversi, ti imbatti in gente diversa, respiri un’aria diversa, ma mi sforzo per arrivare in pista sempre con un’energia positiva, in perfetta forma fisica ed il giusto atteggiamento mentale".

"Non sai mai che sfide ti attendono: ad esempio nelle qualifiche di ieri stavo cercando uno di quei giri speciali, ci ho provato e riprovato, e poi ho pensato che siamo alla fine dell’anno ma sono ancora qui a caccia di questi traguardi".

"Ma è giusto così, se fosse tutto facile quando ci riesci non sarebbe motivo di entusiasmo, così mi sono preparato per una gara dura, visto che scattavo dalla quinta posizione. Ho analizzato le partenze di tutte le precedenti gare di Formula 1 disputate ad Austin, cercando di capire a cosa avrei potuto puntare".

"Alla fine però pensavo ad una sola cosa: come posso vincere? E così è stato in gara, quando ero terzo e uscivo dall’ultima curva non guardavo chi mi precedeva, ma dov’era Valtteri, il leader della corsa. E chiedevo i suoi tempi sul giro, perché era con lui che mi volevo confrontare".

"Ho provato a farcela fino alla fine, ma Valtteri ha svolto un ottimo lavoro, quindi bisogna congratularsi con lui e sono sinceramente contento per ciò che ha dimostrato. Ha fatto un importante passo in avanti nelle prestazioni e vi racconto cosa credo che sia un aspetto tutt’altro che facile: quando lavori in squadra cerchi di ottimizzare tutto ciò che hai a disposizione, Bono è sempre stato un grande ingegnere ma mi piace pensare che siamo cresciuti insieme, stimolandoci a vicenda, e credo che oggi sia ad un livello altissimo, e lo stesso vale per me come pilota".

"E quando lavori da vicino con questi professionisti e poi il tuo numero due passa al tuo compagno di squadra, portando tutto ciò che hai sperimentato negli anni, non è facile da accettare. Ma vuol dire iniziare una nuova sfida, e Marcus, il nuovo ingegnere, ha fatto un lavoro fantastico ma all'inizio non è stato così facile".

"Tutte le mie carte degli anni precedenti sono state mostrate all’altra parte del box, e così mi sono rimboccato le maniche per ritrovare quel piccolo vantaggio che permette di vincere un campionato, e ci siamo riusciti”.

Hai menzionato ad un tuo confronto con dei demoni, combattendo demoni. Ti andrebbe di approfondire ulteriormente questo aspetto? È curioso che ne parli in un giorno così trionfale… “A dire il vero non mi va, sono aspetti personali, ciò che tutti noi sfidiamo quando ci guardiamo allo specchio ogni giorno, che tu ti senta bene o male".

"C'è sempre un lato oscuro che cerca di tirarti giù e devi costantemente confrontarti con questo aspetto... Non so come vi svegliate la mattina ma quando mi guardo allo specchio spesso mi dico: “sì, puoi farlo. Sì, sei eccezionale. Sì, sei in forma e ci riuscirai. Sì, puoi vincere questa gara se fai quello che sai fare e continui a credere in te stesso”.

"Sto solo cercando di mostrare un lato che ognuno di noi vive in modi differenti, ma non poi così diversi. Quest’anno non pensavo che la scomparsa di Niki mi avrebbe colpito in modo così profondo. È stato davvero sconvolgente, e oggi mi manca molto."

"Mi sono reso conto di quanto amassi quella persona e quanto sia stato sempre un riferimento per me, dal momento in cui mi ha chiamato chiedendomi di venire in Mercedes, a quando ci siamo seduti insieme in hotel a Singapore dopo che in pista mi ero fermato con il cambio della McLaren fuori uso".

"Si è tolto il cappellino ed abbiamo iniziato a parlare, trattative di ogni tipo. Abbiamo sempre parlato tanto, soprattutto sui suoi aerei. Poi… c’è stato un altro evento, abbiamo perso un ragazzo nel weekend di Spa. Quando vedi quelle immagini, quando accade qualcosa del genere, possono sorgere molti dubbi nella tua mente: è tempo di smettere o devo continuare? C’è molta vita dopo il termine della carriera di un pilota, voglio ancora passare del tempo con la mia famiglia, vorrei avere una famiglia un giorno, ma poi capisco che amo così tanto ciò che faccio da non poterci essere nulla che oggi può fermarmi”.

Lewis, sei titoli mondiali non ti collocano solo tra i più grandi piloti dei piloti di Formula 1, ma probabilmente ti rende uno degli sportivi più grandi di sempre. È qualcosa che riesci a cogliere?
“No, onestamente, no. Come dovrei sentirmi? Mi ricordo quando ero un ragazzino, mi svegliavo, scendevo le scale e la mia matrigna, Linda, che è qui oggi, mi preparava un panino con la pancetta e io e mio padre ci mettevamo sul divano a guardare il Gran Premio".

"È strano pensare che hai sempre guardato i tuoi idoli in televisione ed oggi sei la persona che viene trasmessa dalla televisione, così come lo è pensare che sto facendo qualcosa di simile al grande Ayrton e al grande Michael".

"È surreale pensare che questo viaggio, la mia vita, mi abbia portato a fino a qui, vincendo un sesto titolo Mondiale. Ma non so davvero come dovrei sentirmi adesso, però posso dire di essere gratificato. Sto volando molto in alto in questo momento, ho la mia famiglia con me e non ricordo l'ultima volta che il mio patrigno e la mia matrigna, mio ​​padre e mia mamma sono venuti insieme allo stesso Gran Premio a vedermi".

"Ma volevo condividere questo momento con loro, persone che alla fine sono state cruciali per permettermi di essere dove sono, hanno sacrificato tutto ciò che avevano per me. La vita che ho oggi, le opportunità che ho oggi le devo anche a loro, e sono davvero orgoglioso di vederli tutti sorridenti in questo momento”.

Ci sarà un momento, stasera, domani, la prossima settimana, in cui ti rilasserai pensando a tutto questo?
“Di solito mi concedo del tempo alla fine della stagione, quando il lavoro finisce e puoi semplicemente scaricare la tensione e sederti a bere una birra. Sarò con i miei cani, con i piedi sul divano, e probabilmente solo allora potrò realmente assaporare quanto sia stato bello quest’anno".

"Nella mia mente sono troppo competitivo, quindi oggi penso: okay, abbiamo ancora due gare da fare, come potrò fare un lavoro perfetto, come potrò migliorare in qualifica. Ci sono altre due qualifiche da provare per ottenere la pole, vedrò se sarà possibile avere il potenziale per fare un giro come ho fatto a Singapore l'anno scorso".

"Cerco sempre di migliorare e mi piace molto essere in questo sport, a cui sono grato per avermi dato uno scopo di vita”.

Ora sei molto vicino al record di Michael. Quanto sei motivato ora a concludere la tua carriera con i numeri del più grande pilota che abbia mai guidato un'auto di Formula 1?
“Ho sempre detto che raggiungere Michael non è mai stato un mio obiettivo, perché non sono una persona che pensa davvero a record o quel genere di cose".

"Ho sempre pensato che avvicinare la carriera di Michael fosse inverosimile, poi ho vinto un Mondiale, ed è rimasto uno solo per un po', e quel genere di record mi sembrava irraggiungibile. Ora, invece, è un traguardo vicino, e faccio anche fatica a mettere tutto a fuoco".

"Ma non è certo la possibilità di raggiungere Michael che mi fa correre, mi diverto, e questo conta davvero, e non sono neanche il tipo di persona che pensa a cosa accadrà tra un anno. Credo di avere la capacità di continuare a crescere e di fare sempre di più con la mia squadra, quindi questo è l'obiettivo, poi il tempo lo dirà. In questo momento mi concentro solo sul cercare di essere il più in forma possibile, sorridere il più possibile e godermi questo bellissimo viaggio che chiamiamo vita”.

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