F1 | Hamilton davanti senza super-motore ma Verstappen si nasconde

La Mercedes piazza due W12 davanti, ma Lewis non è soddisfatto del giro secco. L'epta-campione, che non ha usato il motore 5, teme Max che ha mandato in avanscoperta Gasly con il motore Honda. L'appuntamento di Geddah è spettacolare, ma pone molti dubbi sulla sicurezza in qualifica: oltre ai piloti dovranno tenere gli occhi aperti anche gli ingegneri di pista e i commissari di percorso, perché i rischi del traffico sono molto pericolosi.

F1 | Hamilton davanti senza super-motore ma Verstappen si nasconde

Il copione visto al termine della prima giornata di attività sulla pista di Jeddah è in linea con quanto emerso nelle ultime due gare. Lewis Hamilton si sta abbonando alla “P1”, e d’altronde la sua posizione nella classifica di campionato non gli concede strategie alternative, ma curiosamente al termine della giornata Lewis ha sottolineato la necessità, in vista di domani, di lavorare proprio sulla simulazione di qualifica.
“Non siamo veloci sul giro singolo – ha ribadito – non siamo ovviamente in una brutta posizione, ma la Red Bull in quelle condizioni è molto veloce. Abbiamo del lavoro da fare”.

Non scopriamo oggi come in questo 2021 sia Red Bull che Mercedes si stiano danno battaglia anche davanti ai microfoni, e sorprende un po' che Hamilton indichi Verstappen (quarto al termine della FP2) come un avversario temibile nelle simulazioni di qualifica.

In realtà il box Mercedes e quello Red Bull Racing iocano a carte copertissime, e sia Max che Lewis mostreranno il loro reale potenziale solo nelle qualifiche di domani.

Domani Lewis potrà contare sulla PU n.5

La prima conferma arriva dalla notizia trapelata dopo la sessione FP2 in merito alla power unit utilizzata oggi da Hamilton. Non è stata la numero 5, quella che ha esordito in Brasile, che sarà montata solo nella notte di Jeddah in vista della giornata di domani. Ed anche in casa Honda si è scelto di viaggiare in modalità molto conservativa, mandando AlphaTauri in avanscoperta per valutare la resa della power unit con una mappatura più spinta, come evidenziato da un ottimo Pierre Gasly, che ha concluso la giornata in terza posizione davanti a Verstappen.

In attesa di valutare domani il reale potenziale dei due candidati al titolo Mondiale, la Mercedes oggi ha comunque raccolto riscontri complessivamente più positivi rispetto alla Red Bull, e non solo con l’1-2 al termine della FP2.

Il dato più significativo è arrivato dalle simulazioni di gara, che hanno confermato le due Mercedes in vetta con una sequenza di tempi veloci e costanti, sia con le gomme medie (montate da Hamilton) che con le soft utilizzate da Bottas.

La seconda notizia positiva per Toto Wolff è stato il buon inizio di weekend di Bottas, subito a suo agio sull’inedito layout di Jeddah, a differenza del suo alter-ego Sergio Perez, apparso più in difficoltà nel digerire il tracciato.

Un aspetto subito sottolineato dalla Red Bull nella speranza di scuotere in messicano in vista di domani. La speranza Mercedes non è solo quella di confermare Hamilton in pole (la squadra ci crede molto) ma di monopolizzare la prima fila, sarebbe un colpaccio che consentirebbe a Lewis di poter essere in una posizione molto più favorevole al via, ed in caso di doppietta di cambiare drasticamente lo scenario prima della trasferta finale di Abu Dhabi.

Q1 ad alto rischio

Quando nella prima metà della sessione FP2 le venti monoposto sono scese in pista per la simulazione di qualifica, è emerso in modo chiaro quale sarà il problema che domani dovranno affrontare tutti i piloti nella sessione Q1: il traffico.

Non è l’abituale caos che a volte si innesca sui circuiti cittadini, perché a Jeddah le velocità sono decisamente elevate, e questo aumenta molto il delta tra i piloti impegnati nel giro veloce e chi procede a velocità ridotta. Un aspetto che insieme alle numerose curve ‘cieche’ può innescare scenari pericolosi.

In più la conformazione della pista porta i piloti a rallentare alla curva 27 prima di lanciarsi nel giro veloce, ed in quel tratto abbiamo visto formarsi una vera e propria coda che ostacola chi sopraggiunge a massima velocità.

Domani servirà molta attenzione, da parte dei piloti, dei commissari di percorso e soprattutto servirà l’aiuto degli ingegneri di pista, gli unici che potranno aggiornare i piloti sulle condizioni del traffico osservando i dati ‘gps’.

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