Hakkinen difende Bottas: "Critiche esagerate per Valtteri"

L'ex campione del mondo finlandese scende in campo per difendere Valtteri dopo i duri attacchi che il pilota Mercedes ha ricevuto dopo l'errore commesso al via del GP d'Ungheria: "È comodo elogiare un campione del mondo, così come criticare il suo compagno: è un confronto facile che però non considera il quadro generale di cosa significhi essere l’altra metà di una squadra che vince il titolo. Bottas fa un grande lavoro che resta oscuro".

Hakkinen difende Bottas: "Critiche esagerate per Valtteri"

Terminato il Gran Premio d’Ungheria, Valtteri Bottas è stato oggetto di un attacco feroce da parte di molto appassionati, addetti ai lavori ed anche qualche collega.

L’errore commesso all’Hungaroring ha assunto un peso specifico importante per il momento in cui è stato commesso, la prima curva dopo il via, e per le conseguenze che ha comportato.

Il contesto, ovvero una situazione resa già critica dalla mancanza di aderenza, non è stato motivo di sconti. Quando si tratta di Bottas i giudizi sono sempre secchi, tranchant, senza diminuitivi.

Di errori nelle fasi di partenza ce ne sono tanti, anche lo stesso Charles Leclerc, giustamente contrariato per essere stato una delle vittime del via dell’Hungaroring, lo scorso anno a Spielberg fu autore di una manovra che mise fuori gara il compagno di squadra Vettel, e le condizioni non erano difficili come a Budapest.

Sono episodi che ci sono stati e sempre ci saranno nel mondo delle corse, destinate ad assumere un eco proporzionale non al gesto in sé, ma alle conseguenze del caso.

Nel caso di Bottas gli effetti sono stati di grande portata, perché ha coinvolto un pilota in corsa per il titolo Mondiale che sta sfidando l’altra Mercedes e i giudizi sono stati pesantissimi.

Valtteri non ha i tratti caratteriali del maschio alpha, segnali che invece giungono forti a chiari dal suo compagno di box, ma tra gli 899 piloti che hanno scritto la storia della Formula 1, solo poche decine hanno certificato di possedere l’istinto ‘cannibale’ che nel mondo dello sport è associato ai grandi campioni.

Uno dei membri di questo club molto esclusivo, Mika Hakkinen, dopo il weekend ungherese ha detto la sua su Bottas, valutando la sua figura nel complesso e sottolineando un ruolo che da quando esiste la Formula 1 è sempre stato cruciale nell’economia di una squadra.

“Facile sparare su Valtteri”

“So cosa vuol dire affrontare il miglior pilota di una generazione, nel mio caso, Ayrton Senna, così come aver lavorato con ottimi compagni di squadra come Johnny Herbert, Martin Brundle, Nigel Mansell e, naturalmente, David Coulthard".

"È molto comodo elogiare un campione del mondo, così come criticare il suo compagno di squadra, è un confronto facile che però non considera il quadro generale di cosa significhi essere l’altra metà di una squadra che vince il titolo. Ho vinto due campionati del mondo, ed in parte è stato possibile perché Coulthard si è confermato un forte compagno di squadra”.

“Quando la McLaren mi ha messo in macchina al fianco di Senna è stata un'opportunità fantastica, ma anche una sfida enorme e mi sono reso contro di cosa vuol dire l’esperienza".

"È il numero di giri che hai percorso al volante di una Formula 1? La tua capacità di saper leggere e sfruttare i dati? O invece la capacità e l’intelligenza di capire ciò che sta accadendo all'interno del team? In realtà si tratta di tutte queste cose e molte altre".

"Durante la mia carriera ci sono stati momenti in cui, ad esempio, improvvisamente non riuscivo a far funzionare le gomme, e il mio compagno di squadra era più veloce di sette decimi. È una sensazione orribile, quindi inizi a guardare tutte le temperature, le pressioni, l'assetto della vettura, cercando di scoprire cosa sta facendo il tuo compagno di squadra".

"So cosa si prova a mettere il setup del tuo compagno di squadra sulla tua macchina e poi trovarla molto difficile da guidare per poi scoprire che il tempo sul giro è mezzo secondo più veloce! Ti insegna ad avere una mentalità aperta con l’altra parte del garage e a diventare meno egoista”.

Bottas con un ruolo chiave nei successi Mercedes

Un lavoro oscuro, quello del secondo pilota, ma che nell’arco di una stagione contribuisce alla risoluzione di problemi poco visibili ma di estrema importanza.
“Questo lavoro di squadra tra piloti è un aspetto molto importante per una squadra di vertice – ha proseguito Hakkinen - la Mercedes sa bene cosa può succedere quando due piloti si combattono in un modo distruttivo, lo hanno già vissuto".

"In questi anni una parte importante del lavoro di Valtteri è stato quello di lavorare al fianco di Lewis, spingendo il più possibile ma mantenendo sempre la massima comunicazione con l’altra parte del box. Questo aspetto genera un clima positivo nella squadra, ed è importante soprattutto quando sei un top-team".

"Da campione del mondo inevitabilmente costruisci la squadra intorno a te, lasciando al tuo compagno di squadra molto più lavoro da fare, poi ci sono altri aspetti, come abbiamo visto a Silverstone quando Valtteri in qualifica ha dato la scia a Lewis, o quando ti fermano prima in gara per valutare lo stato delle gomme, e non è facile. La Mercedes ha un approccio molto corretto e Valtteri sa che il suo compito è battere la concorrenza della squadra, in particolare ora che Red Bull e Honda hanno fatto un importante passo avanti”.

Bottas si confronta con il numero 1

“Come compagno di squadra di Lewis – ha concluso il bi-campione del mondo - Valtteri si deve confrontare con il pilota più completo in assoluto presente da anni in Formula 1. È stato incredibile vedere quanto sia rimasto calmo, controllato e determinato, quanto abbia continuato a lavorare duramente, nonostante stesse incassando tante critiche feroci quanto facili".

"C'è un luogo comune secondo il quale vincere dei Gran Premi è facile e scontato quando hai la macchina migliore, ma personalmente non credo ci sia nulla di facile in Formula 1. E se poi il tuo compagno di squadra è un pluricampione del mondo come Lewis, beh, non è semplice per nulla".

"In questo contesto saper garantire alla squadra quel grado di armonia e concentrazione che è fondamentale per raggiungere i massimi traguardi è tutt’altro che semplice, e questo è uno dei motivi per cui sono certo che Valtteri meriti maggiore credito per il lavoro che ha svolto e che continua a svolgere”.

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