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Haas: la questione dei freni diventa un tema... caldo

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Haas: la questione dei freni diventa un tema... caldo
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Magnussen e Grosjean si sono ritirati nel GP d'Austria per gli identici problemi di freni che hanno accusato dei surriscaldamenti. Perchè la copia della Ferrari rinuncia a uno dei punti forti della Rossa per cercare prestazione?

La Racing Point fa scalpore: un team cliente che dispone della Mercedes W10, campione del mondo l’anno prima, scatena grandi attenzioni. Quella di Silverstone è la squadra che ha fatto il salto più grande in termini di prestazione assoluta rispetto all’equivalente GP d’Austria 2019.

Magari i due piloti in pista non hanno raccolto quello che il potenziale avrebbe meritato, ma la contestata RP20 è risultata 921 millesimi più veloce della monoposto di Andy Green dello scorso anno, mentre l’altra F1 copia e incolla, la Haas VF-20 è risultata più lenta della “Ferrarina” dell’anno prima di 619 millesimi.

Diciamo che 0”3 possono dipendere dal motore del Cavallino che si è sgonfiato di cavalli (ma ora c’è chi sta esagerando nel dare tutta la colpa al propulsore della SF1000, limitando l’effetto degli altri problemi – aerodinamica e telaio – solo alla power unit), ma l’involuzione del resto lascia perplessi.

Perché il disegno della scocca è quello della SF90 realizzato da Dallara con intrinseche qualità di produzione, la power unit e il cambio sono 2020 così come le sospensioni. Ma come è possibile che non si seguano le linee guida di Maranello per evolvere la vettura (la Racing Point ha cambiato il deviatore di flusso ai lati delle pance adottando pari pari la soluzione Mercedes del GP del Giappone)?

La risposta può essere fin banale: la SF1000 è peggiorata di 920 millesimi rispetto alla Rossa dello scorso anno, per cui può avere senso che lo staff aerodinamico diretto da Ben Agathangelou cerchi soluzioni diverse. Ci sta, ma i risultati sono stati eloquenti. Due piloti ritirati per lo stesso problema tecnico: surriscaldamento dei freni!

Haas VF-20, dettaglio della brake duct anteriore

Haas VF-20, dettaglio della brake duct anteriore

Photo by: Giorgio Piola

Ferrari SF1000, dettaglio della brake duct anteriore

Ferrari SF1000, dettaglio della brake duct anteriore

Photo by: Giorgio Piola

E, allora, si scopre che la Haas adotta un impianto Brembo, ma già da tempo utilizza dischi Carbon Industrie per le reiterate lamentele di Romain Grosjean. Il pilota francese si è fatto una reputazione con le pepate dichiarazioni via radio ascoltate in mondo visione sui freni. Un must che, evidentemente, ha reso poco credibili le lamentele del transalpino a Spielberg.

Sta di fatto che per migliorare le prestazioni aerodinamiche della brake duct anteriore, l’impianto è andato in sofferenza di raffreddamento a causa dell’aria più rarefatta dovuta ai 700 metri di quota del Red Bull Ring, tanto Magnussen che Grosjean sono finiti nella sabbia della curva 4 per il surriscaldamento del disco di carbonio.

La vettura clone, insomma, se si allontana troppo dall’originale peggiora. Nel team di Stroll lo hanno capito, eccome. Non alla Haas, evidentemente. La squadra americana non ha svolto test dopo il lockdown, mentre la maggioranza dei team ha effettuato un filming day o una sessione con una macchina del 2018.

Per risparmiare non erano stati previsti nemmeno degli aggiornamenti tecnici sulla VF-20 che è rimasta la stessa dei collaudi a Barcellona dove le temperature erano quelle tipiche invernali, mentre il debutto stagionale è avvenuto nel pieno dell’estate...

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Serie Formula 1
Evento GP d'Austria
Piloti Kevin Magnussen , Romain Grosjean
Autore Franco Nugnes