Red Bull - Alonso: un sogno che non si può realizzare

Bernie voleva rimettere Fernando su una macchina competitiva, ma con il motore Ferrari non è più possibile

Red Bull - Alonso: un sogno che non si può realizzare
Daniel Ricciardo, Red Bull Racing
Fernando Alonso, McLaren
Fernando Alonso, McLaren
Daniil Kvyat, Red Bull Racing RB11
Stoffel Vandoorne, McLaren Test and Reserve Driver with Jenson Button, McLaren and Fernando Alonso,
Daniil Kvyat, Red Bull Racing RB11
Fernando Alonso, McLaren MP4-30
Fernando Alonso, McLaren MP4-30
Daniil Kvyat, Red Bull Racing RB11

Nel paddock riprende corpo una voce che circolava, seppure sommessa, già a Monza: la Red Bull Racing ha fatto un sondaggio su Fernando Alonso se fosse stato disponibile a guidare nel 2016 la RB12 con il motore Mercedes. L'idea di portare lo spagnolo bi-campione del mondo nel team di Milton Keynes pare sia stata ispirata da Bernie Ecclestone, che ha assoluto bisogno di rimescolare le carte del Circus per ridare pepe ad una Formula 1 che sembrava lobotizzata dal dominio Mercedes (almeno fino a Singapore).

Dalla Red Bull avevano mandato messaggi chiari a un interlocutore: "Eventualmente, vogliamo trattare direttamente con Fernando, senza il suo solito codazzo di manager". La voce era rimbalzata a Woking e non è casuale il fatto che proprio nel weekend del Gp d'Italia si è parlato all'improvviso di un prolungamento del contratto di Jenson Button con la McLaren. Che senso avrebbe tenere due campioni del mondo, che costano una fortuna al team di Ron Dennis, se le prestazioni sono quelle di chi è condannato a restare nella seconda metà della griglia per un motore Honda poco potente?

L'uscita di Alonso dopo appena un anno di contratto, in realtà, avrebbe aperto la porta della Formula 1 a Stoffel Vandoorne, leader indiscusso della GP2 con il team ART e già da due anni inserito nel programma giovani McLaren. Il 23enne belga è il gioiellino che Ron Dennis si sta curando esattamente come in precedenza aveva fatto con Lewis Hamilton: non costa niente e, soprattutto, merita il salto nel Circus, molto più di Kevin Magnussen che ha già avuto l'ok della McLaren per guardarsi altrove.

La voglia di tenere Jenson Button, quindi, era dovuta alla necessità di dare una continuità alla line-up dei piloti, qualora, davvero Fernando Alonso avesse potuto lasciare la McLaren-Honda. Dopo il voltafaccia della Mercedes che ha negato i suoi motori alla Red Bull Racing, l'operazione si è sgonfiata, tanto più che Daniel Ricciardo e Daniil Kvyat stanno mostrando prestazioni che meritano la conferma, senza andare a sfasciare quel programma giovani su cui si tiene in piedi il sistema di reclutamento dei piloti dei "bibitari"

La filosofia di Milton Keynes è sempre stata chiara: i conduttori preferiscono allevarli in casa per poi non doverli pagare cifre folli (i 33 milioni di euro l'anno che per esempio percepisce proprio Fernando Alonso). Gli uomini di Dietrich Mateschitz scelgono di investire il budget nello sviluppo della monoposto, più che nel top driver da prendere sul mercato.

Non crediamo, quindi, che l'affaire Alonso possa avere un seguito in red Bull Racing, ora che la trattativa dei motori si è spostata sul versante Ferrari. Che effetto potrebbe avere scoprire una Rossa eventualmente battuta dalla RB12 con la power unit di Maranello guidata dallo spagnolo? Meglio evitare, con buona pace dei giornalisti spagnoli che, invece, non hanno ancora capito che la bolla sembra essersi sgonfiata...

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