Nel tunnel il motore respira meno per l'aria calda

Nel tunnel il motore respira meno per l'aria calda

Il Gp di Monaco richiede strategie particolari: il tornante, per esempio, si percorre a 44 km/h a soli 7 mila giri!

Sapete qual è la curva più lenta di tutto il mondiale di Formula 1? È il tornante della vecchia stazione, l’impegnativa piega a sinistra del Grand Hotel Hairpin (cambia nome spesso, al variare della gestione del mega albergo che è costruito sul tunnel: si percorre a 44 km/h a leggere la telemetria dei motori Renault e viene percorsa a soli 7 mila dei 18 mila giri che il regolamento FIA concede ai motovi V8 di 2,4 litri. Questa curva a gomito richiede una speciale mappatura dell’acceleratore elettronico e un’adeguata taratura della frizione che permetta al pilota di intervenire per evitare un'eccessiva spinta del motore. CONTA LA TRAZIONE In questo punto la qualità principale richiesta alla monoposto è la trazione, ma la potenza deve essere dosata con grande sensibilità e delicatezza perché può bastare un niente per patire un pattinamento o provocare una collisione con la vettura davanti o contro il muro. Trovare la giusta mappatura può far guadagnare o perdere istanti preziosi. L’efficienza aerodinamica perde la sua primaria importanza che è determinante in altri circuiti, e conta trovare un buon assetto meccanico. Si modificano appositamente i bracci delle sterzo e delle sospensioni proprio per facilitare la percorrenza della piega più lenta del mondiale. SI GIRA A SOLI 153 KM/H DI MEDIA Il Gp di Monaco richiede una messa a punto fatta di compromessi. Il circuito cittadino del Principato rappresenta l'opposto di ciò che avviene abitualmente nel calendario della F.1: si lavora alle basse velocità a differenza degli altri circuiti dove si opera alle velocità medio-alte. A Montecarlo si registra la velocità media più bassa del mondiale (solo 153 km/h), mentre la velocità massima non supera i 280 km/h, rispetto agli oltre 315 km/h del Gran Premio di Spagna. IL V8 AL MASSIMO PER IL 35% DEL GIRO Il motore Renault RS27 viene utilizzato al massimo regime solo per il 35% del giro, per cui le tarature dell’elettronica sono finalizzate al miglioramento della coppia. Si utilizzano rapporti del cambio più corti, mentre è fondamentale trovare un buon raffreddamento del propulsore non potendo per regolamento aprire delle feritoie per evacuare l’aria calda: ci si ingegna a disperdere il calore attraverso l'acqua e il sistema di lubrificazione. Per coprire i 3,340 m è necessario solo 1,5 kg di carburante, per un consumo stimato di 64 litri per 100 km. ARIA “CALDA” NEL TUNNEL Oltre al breve rettilineo dei box, il tunnel è l'unico tratto in cui le monoposto si lanciano alla massima velocità: il tratto tra la curva del Portier e la chicane del porto è di appena 670 m (una frazione di pista che si percorre in 8/9 secondi): è un’area dove si potrebbe attivare il KERS, ma solo per difendere la propria posizione più che per tentare un sorpasso, visto che la traiettoria di uscita è molto sporca. In questa fase il motore può ingoiare più aria per “respirare” meglio che in altri punti del tracciato più lenti, tuttavia c’è anche un rovescio della medaglia: data la natura chiusa del tunnel, infatti, l'aria convogliata nel V8 attraverso l'airbox ha una temperatura estremamente elevata. Non solo, ma è piena di polvere e pezzi di gomma che non possono essere spazzati via all’interno del tunnel.

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