Montezemolo: "C'è la mia disponibilità per tre anni"

Il presidente della Ferrari non considera chiuso il ciclo al Cavallino e spegne le voci degli ultimi giorni

Montezemolo:

Luca di Montezemolo paralizza l’attenzione del paddock di Monza. Tutti vogliono sapere che ne sarà del suo destino, dopo che negli ultimi giorni si erano sparse le voci di una sua uscita dalla Ferrari per prendere la presidenza della nuova Ali-had.
“Ho visto il polverone degli ultimi giorni che francamente, al di là del fatto che d’estate c’è sempre la necessità di avere un tormentone, mi è sembrato eccessivo. Ieri ho lavorato per la Ferrari e davanti abbiamo dei mesi importanti: ad ottobre saremo al Salone dell’auto a Parigi dove presenteremo una Ferrari nuovissima. E poi avremo a ottobre un grande evento a Los Angeles dove verranno 600 Ferrari per festeggiare i 60 anni negli Usa con una macchina straordinaria che verrà realizzata in dieci esemplari e che vi faremo vedere presto”.

Presidente, ma lascerà la Ferrari?
“A marzo ho dato la mia disponibilità agli azionisti e, soprattutto, alle donne e agli uomini della Ferrari, ai quali sono legato moltissimo, di un impegno per altri tre anni. E questo è tutto. Stiamo lavorando a due cose fondamentali: chiudere un anno che rappresenterà il record storico di risultati economici e finanziari per il cavallino. E mi fa piacere dirlo perché ogni anno stiamo sempre migliorando. Quello che ho detto spero di averlo espresso in modo chiaro. Il giorno che ci dovessero essere delle novità sarò io il primo a farle sapere”.

Come giudica il lavoro di Mattiacci?
A Marco sto molto vicino. Mi ricorda un po’ il primo periodo di quando Jean Todt è arrivato da noi: si sta ambientando perfettamente e in fretta alla Formula 1. Stiamo lavorando per il rilancio e la riorganizzazione della squadra corse. Mi sembra che qualche piccolissimo miglioramento, anche se non sufficiente ci sarebbe stato negli ultimi tempi”.

Ha ricevuto un’accoglienza molto calda dai tifosi ferraristi…
“Mi fa molto piacere essere qui a Monza, perché per me e non solo per me, e penso ai tifosi, è un weekend straordinario. Qui ho vinto il mio primo titolo mondiale come direttore sportivo e come assistente di Enzo Ferrari nel 1975 con Niki Lauda. E qui abbiamo vissuto momenti straordinari con Michael, al quale voglio mandare un abbraccio affettuoso di tutta la Ferrari. E penso alla vittoria di Fernando nel 2010”.

Il presidente non vuole dimenticare anche Stefano Domenicali…
“Gli mando un abbraccio perché è la prima volta che vengo a Monza senza Stefano: ha rappresentato molto per la Ferrari e per me, purtroppo la legge dello sport si basa sui risultati”.

Monza alimenta delle aspettative nei tifosi…
“Sappiamo che questo Gp è molto difficile per la nostra macchina. Ho parlato con Mattiacci, con i tecnici e con i piloti che, come al solito, ce la metteranno tutta perché abbiamo una grande debito nei confronti dei nostri tifosi. Li ringrazio per l‘accoglienza che mi hanno riservato quando mi sono affacciato al muretto”.

Si parla della necessità di cambiare la Formula 1
“La F.1 sta vivendo un momento delicato. Noi siamo stati i primi ad ammetterlo, ma qualcuno ha pensato che lo dicessimo perché la Ferrari non è competitiva e volessimo agire sui regolamenti. Se c’è una squadra che è titolata e ha l’obbligo di parlare di Formula 1 è la Ferrari, dal momento che, a dispetto di tutti gli altri, è lì da sempre!”.

E quale sarà l’obiettivo?
“Ho detto a Mattiacci che dobbiamo parlare dei regolamenti nelle dovute sedi per mettere al centro i tifosi, gli appassionati che seguono i Gp alla televisione o che vengono in autodromo. Questa è la nostra priorità: servono regolamenti più semplici che la gente capisca. Dobbiamo recuperare delle emozioni intorno alla F.1 e, soprattutto, si deve capire che la F.1 è ricerca: non si può far partire una stagione senza che poi si possa toccare il motore. Si toglie la motivazione ai tecnici. Non si può avere uno sport che tra una gara e l’altra cade nel vuoto per voi della stampa. Abbiamo bisogno di uno sport che riprenda a fare le prove: i test servono agli sponsor, servono a creare degli eventi, servono a creare dei tecnici o dei giovani meccanici e a provare dei giovani piloti. Se qualcuno non li vuole fare non li faccia. Se qualcuno pensa che siano troppo cari non li faccia, se qualcuno ha degli eccellenti simulatori non li faccia, ma deve finire l’appiattimento della Formula 1 verso il basso”.

Le scelte sono state fatte per ridurre i costi…
“Qui si parla di ridurre le spese quando abbiamo fatto dei motori che non sono mai stati così cari nella storia della Formula 1. Rischiamo di fare la figura dei ridicoli, fermo restando che i costi vanno tenuti d’occhio. La F.1 è uno show che va semplificato: abbiamo proposto di parlarne con le televisioni, i media, gli sponsor e gli organizzatori per apportare le modifiche che servono a questo sport straordinario. La Ferrari non è contro nessuno, ma lavora in favore della F.1”.

Intanto bisognerebbe tornare a vincere…
“Stiamo lavorando a casa per migliorare nelle corse. E ricordo a chi si dimentica in fretta, che negli ultimi quindici anni la Ferrari è ancora la squadra che ha vinto di più”.

Ma Alonso resterà alla Ferrari?
“Fernando ha un contratto con noi fino al 2016. È un accordo importante. Lui vuole le stesse cose che vorrei pure io: una macchina più competitiva. La vogliono i tifosi, i tecnici. Questo è l’impegno di tutti. Spero che Kimi faccia un’altra bella gara dopo Spa, specie ora che si sta adattando alla macchina. E spero che questo sia un weekend meno negativo di quello che ci aspettavamo venendo qui”.

E sul futuro di Monza?
“Ogni tanto riappare questo tema: ne parlerò con Ecclestone e non credo che ci saranno problemi…”.

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A proposito di questo articolo
Campionati Formula 1
Piloti Kimi Raikkonen , Fernando Alonso
Articolo di tipo Ultime notizie