A Monza servono "solo" 62 litri di benzina per 100 km

Anche se è il tempio della velocità è una delle piste dove si parte con meno carburante (2,5 kg al giro)

A Monza servono
Monza è la pista più temuta dai motoristi: per l’appuntamento nel “tempio della velocità” i tecnici mettono da parte uno degli otto motori nuovi che sono ammessi nel corso della stagione. Gli ingegneri della Renault conoscono alla perfezione le caratteristiche del tracciato brianzolo perché è quello che normalmente utilizzano nelle simulazioni al banco per stressare un propulsore e verificarne l’affidabilità. La pista di 5.793 metri viene percorsa con l’acceleratore completamente spalancato per il 75% del percorso, con quattro picchi di velocità massima oltre i 320 km/h. Secondo la stima dei tecnici francesi il V8 RS27 procederà a pieno regime per circa 20 secondi nei due rettilinei principali del circuito. Le monoposto toccheranno la velocità media più alta dell’anno, sfiorando i 240 km/h e la meccanica sarà sottoposta a carichi che non si riscontrano in nessun altro tracciato del mondiale. Anche se il motore funziona a pieno regime per i tre quarti del circuito, il consumo di carburante è di soli 2,5 kg al giro, vale a dire uno dei più ridotti della stagione, per cui le vetture partono con un carico di carburante minore del solito. Questo circuito vanta i livelli di efficienza dei consumi più alti della stagione, in quanto il motore funziona a livello costante per la maggior parte del tempo con deportanze aerodinamiche ridotte. Rettilineo dei box E’ uno dei quattro tratti del circuito che vengono percorsi a pieno regime. Dato che le velocità raggiunte su questo rettilineo sono le più elevate della stagione, è indispensabile utilizzare i rapporti del cambio omologati più lunghi. Di conseguenza, la caduta di regime tra una marcia e l’altra è maggiore rispetto ad altre piste. La maggiore difficoltà è quella di non arrivare al limitatore di giri (18 mila) troppo presto, perché il pilota diventerebbe una facile preda per i concorrenti dietro di lui, che lo supererebbero senza difficoltà. Una settima troppo lunga si ripercuoterebbe all’uscita delle chicane dove è necessario sfruttare tutta la coppia del V8, per cui è evidente che bisogna trovare il giusto equilibrio. Variante della Roggia Si parla spesso dei rettifili di Monza, ma nella prestazione globale contano anche le chicane: nelle prime due, il pilota deve effettuare frenate brusche, passando da 300 a meno di 80 km/h, prima di riaccelerare. La tendenza dei piloti è di tagliare il più possibile le varianti per percorrere meno strada, ma sono costretti a saltare sui cordoli: il rischio è di “decollare” se non si sceglie l’assetto più adatto (non troppo rigido). Da evitare i saltellamenti nocivi per la tenuta delle gomme o dei pattinamenti che possono portare il motore al limitatore, anche perché il pacchetto aerodinamico impone ali molto scariche alla ricerca della migliore efficienza all’avanzamento e la minore resistenza frontale. La Parabolica Questa curva lunghissima viene affrontata in quarta marcia a circa 180 km/h: ancora prima di arrivare al punto di corda il pilota è obbligato ad aprire il gas per non toglierlo più fino al rettilineo d’arrivo. Questa è senz’altro la curva più complicata del circuito. Il motore deve fornire una coppia costante per tutto il tratto, onde assicurare una buona guidabilità al pilota per evitare variazioni di velocità troppo repentine che potrebbero rendere instabile il comportamento della monoposto… I NUMERI DI MONZA Lunghezza: 5,793 m Velocità media: 236 km/h Velocità max: 331 km/h % di giro alla massima accelerazione: 72 Consumo di carburante per giro (kg): 2,5 Consumo di carburante (l/100 km): 62

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Campionati Formula 1
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