Ritorna la voce sulla Michelin, ma non è tardiva?

Ritorna la voce sulla Michelin, ma non è tardiva?

Todt spinge il rientro dei francesi, mentre la Pirelli ha già un accordo per il 2014 con 10 delle 11 squadre

Puntuale è tornata fuori la voce che la Michelin sarebbe interessata a rientrare in Formula 1. La BBC ha dato conto di contatti fra il responsabile della Casa francese, Pascal Couasnon, con il presidente della FIA, Jean Todt che da mesi sta lavorando nel tentativo di riportare il "Bibendum" nel Circus. Queste voci hanno infastidito la Pirelli che ha già raggiunto l'accordo con dieci delle undici squadre impegnate in Formula 1 per fornire loro in esclusiva le gomme nel prossimo anno. Paul Hembery casca dalle nuvole all'ipotesi che la FIA possa indire un bando per l'aggiudicazione della commessa 2014, tanto più che nel mese di ottobre la Casa milanese dovrà depositore il modello di copertura che la Pirelli intende usare al via della rivoluzione delle monoposto dotate dei motori V6 turbo. Cosa sta succedendo? A dispetto di quanto sono andati dicendo sia Jean Todt che Bernie Ecclestone, il famoso Patto della Concordia non è ancora stato firmato (è stato raggiunto solo un accordo di massima) per cui ciascuno cerca di alimentare la sua fame di potere. Il presidente transalpino è il fautore del cambiamento del fornitore di gomme, per niente soddisfatto delle polemiche in cui la Federazione Internazionale si è vista coinvolta per i problemi di gomme, mentre Mister E è un fedele sostenitore della continuità con la Casa milanese. Bernie Ecclestone è riconoscente con la Pirelli per la disponibilità che il marchio italiano ha sempre dato per dare ai Gp una maggiore vivacità, sobbarcandosi ingenti costi di ricerca che si sarebbe potuta risparmiare con una gestione delle gomme improntata sulla massima durata. La sensazione è che al rinnovo dell'accordo manchi solo la firma, ma c'è chi cavalcando presunti problemi di gomme (le forature di Vettel e Alonso di ieri hanno trovato una spiegazione logica che nulla a che fare con la sicurezza degli pneumatici forniti a Spa), vorrebbe ancora rovesciare il tavolo. E' giusto ricordare che la Michelin, società molto seria e credibile, ha sempe detto di non essere interessata a entrare in F.1 in regime di monopolio, ma di essere disposta ad andare alla sfida tecnica se sarà possibile introdurre pneumatici con misure più vicine a quelle del prodotto di serie. Concetti sacrosanti e condivisibili, ma non a pochi mesi dalla stagione che farà partire una rivoluzione regolamentare con l'adozione dei motori turbo. La progettazione delle macchine nuove è già in fase avanzata per cui è improponibile pensare di cambiare un parametro findamentale come la misura delle coperture. Ma allora dove si vuole arrivare a parare?

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