Rosberg è re d'Austria, Ferrari giù dal podio

Rosberg è re d'Austria, Ferrari giù dal podio

Il tedesco precede Hamilton con Massa terzo. Vettel rallentato da un pit stop lento. Crash di Raikkonen con Alonso

Nico Rosberg vuole riaprire il mondiale: il tedesco centra il secondo successo nel Gp d'Austria dopo una partenza perfetta che lo ha portato al comando dalla prima curva, incurante del fatto che Lewis Hamilton abbia provato a chiuderlo. Rosberg coglie il terzo successo stagionale e l'undicesimo in carriera, riducendo a 10 punti il distacco dal leader del mondiale limitato a soli 10 punti.

Il battuto è Lewis Hamilton che non è mai stato in grado di mettere in difficoltà la supremazia del compagno di squadra: l'inglese, inoltre, si è visto aggiungere 5 secondi di penalità al suo tempo perché ha superato la linea bianca all'uscita dalla pit lane in Curva 1. Un errore del quale non si è reso nemmeno conto e che gli è stato comunicato via radio dal muretto. Il britannico non ha saputo sfruttare la partenza della pole, ma non è un segreto per nessuno che non gradisse questa pista.

La Mercedes conferma la superiorità della W06 Hybrid e gli inseguitori, ancora una volta, hanno partecipato ad un'altra gara. La Ferrari non ha appagato le aspettative del presidente Sergio Marchionne che si aspettava una Rossa più vicina alle frecce d'argento. Non solo non è stata in grado di acchiappare Nico Rosberg e Lewis Hamilton, ma per la seconda gara di seguito perde il terzo gradino del podio. Questa volta non per un errore del pilota (Sebastian Vettel è stato perfetto) ma per un problema al pit stop: ci sono voluti 13" secondi per sostituire la gomme posteriore destra a causa di un altro guaio al dado.

Alla ricerca del pit più veloce si realizzano dadi con una filettatura minima e basta una manovra sbagliata per "spanarli": Sebastian Vettel ci ha rimesso un podio e la Ferrari ha il rammarico di essere stata scavalcata da Felipe Massa con una Williams di nuovo in gran forma. Il brasiliano torna a essere terzo dopo il Canada, ribadendo che la FW37 ben si adatta ai saliscendi del Red Bull Ring.

Il tedesco ci ha provato nel finale a riprendere la Williams ma nonostante l'uso dell'ala mobile non ha avuto l'opportunità di portare un vero attacco a Felipe che ha festeggiato il podio come fosse una vittoria. La SF15-T non ha il passo per sfidare le Mercedes, ma senza l'erroraccio al pit stop Sebastian Vettel avrebbe forse potuto contrastare il secondo posto a Lewis Hamilton, vittima della penalità.

E' un periodo che non gira a favore della Ferrari. E se non va bene a Vettel, va certo peggio a Kimi Raikkonen. Il finlandese pare sia stato la causa del bruttissimo incidente nel corso del primo giro con Fernando Alonso. Secondo lo spagnolo la Ferrari di Kimi si sarebbe intraversata in accelerazione e dopo aver perso trazione, si è intraversata venendo colpita dalla McLaren dello spagnolo che è letteralmente decollata sulla SF15-T.

Le due monoposto, paurosamente una sull'altra, sono scivolate lungo le barriere senza controllo. I due piloti sono usciti quasi incolumi (Fernando è stato mandato all'infermaria dei box perché si è acceso il sensore di sicurezza dei 15 G), ma il finlandese è stato lesto a togliere le mani dal volante perché la ruota anteriore destra della MP4-30 gli è passata molto vicina dalle mani.

L'incidente è stato messo sotto investigazione dai commissari sportivi e sarà discusso nel dopo gara dal momento che non si sono viste immagini che hanno chiarito con precisione l'accaduto.

Non è mai stato in partita Valtteri Bottas con la seconda Williams: il finlandese, staccato di 53" da Rosberg ha però dato vita ad una bella sfida con Nico Hulkenberg: erano in lizza fra di loro due piloti che sperano di vedere il loro futuro a Maranello. Il fresco vincitore della 24 Ore di Le Mans con la Porsche è sesto con la più modesta Force India rispetto alla FW37: il tedesco ha ritrovato una verve che sembrava assopita e si è dovuto arrendere nel finale quando non aveva più gomme. Questi ultimi due piloti sono stati gli ultimi a pieni giri, tutti gli altri sono stati doppiati. Roba d'altri tempi che evidenzia quale sia il gap dei primi dal resto del gruppo!

Positiva la prestazione della Lotus con Pastor Maldonado (mentre Romain Grosjean si è fermato per il cedimento del cambio): il venezuelano con la E23 Hybrid è tornato a punti perl la terza volta consecutiva, regalando brividi e spettacolo nella sua battaglia con Max Verstappen in evidente inferiorità tecnica con la sua Toro Rosso asfittica di cavalli con il motore Renault. Il rookie si è difeso con i gomiti larghi su Pastor che ha rischiato un brutto botto in velocità prima della staccata. La top ten è completata da Sergio Perez nono con l'altra Force India davanti a Daniel Ricciardo con la Red Bull Racing.

L'australiano ha agguantato un punticino iridato come se stesse combattendo per la vittoria, ma è evidente la pochezza della RB11 non solo nelle deficienze di motore, visto che la Toro Rosso è stata nettamente più competitiva per tutto il week end. Ricciardo può solo consolarsi di essere tornato davanti a Daniil Kvyat che ha concluso dodicesimo: il russo ha pagato anche la sostituzione del muso per un contatto nelle prime fasi di gara che lo ha costretto ad un pit al primo giro durante la safety car che lo ha fatto piombare in fondo al gruppo.

Pessima gara per la McLaren: se Fernando Alonso non è riuscito nemmeno a scontare tutte le penalità rimediate in qualifica (per la sostituzione del motore Honda) per lo spaventoso incidente con Raikkonen, Jenson Button ha fatto poca strada con la seconda MP4-30: l'ha parcheggiata nel box già al nono giro per i soliti problemi di affidabilità di una power unit che non sta insieme.

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A proposito di questo articolo
Campionati Formula 1
Piloti Lewis Hamilton , Felipe Massa , Nico Rosberg
Articolo di tipo Ultime notizie