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Giovinazzi esclusivo: “Kimi? Avversario ostico, amico leale”

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Giovinazzi esclusivo: “Kimi? Avversario ostico, amico leale”
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21 nov 2019, 12:08

Il pilota italiano si è meritato la conferma dell'Alfa Romeo dopo un debutto sofferto: l'inizio è stato difficile, ma poi ha saputo rivaleggiare con Raikkonen. Il pugliese racconta a Motorsport.com come sta vivendo la sua esperienza in F1: Antonio non si è trasformato, ma è rimasto lo stesso di sempre.

Forma fisica perfetta, modi gentili ed un sorriso che testimonia la consapevolezza di essere sul tetto del mondo del motorsport.

Antonio Giovinazzi è molto lontano dallo stereotipo del pilota ‘bullo’, e ci vuole pochissimo a capire che questo venticinquenne di Martina Franca è un ragazzo che poggia su basi solidissime.

Fondamenta che Antonio ha rafforzato anno dopo anno, conquistandosi sul campo ogni salto di categoria fino ad arrivare laddove voleva essere: in Formula 1. C’era chi l’impresa l’aveva già battezzata come impossibile, ma Antonio ha confermato che solo chi si rassegna è sconfitto, ed il tempo gli ha dato ragione.

La sua prima stagione da titolare in Formula 1 terminerà ad Abu Dhabi, quasi nove mesi dopo il via di Melbourne. Un periodo intensissimo per Giovinazzi, nel quale ha vissuto le difficoltà dei primi passi (da cui è uscito con un intenso lavoro), la gratificazione dei primi risultati, la gioia della riconferma ed anche l’exploit di Interlagos, che ha dato una scossa importante alla sua classifica.

C’era ruggine da togliersi di dosso, un ambiente nuovo con cui familiarizzare e dei risultati da conquistare per garantirsi un futuro, e questo Giovinazzi l’ha fatto.

Ora sa che ad attenderlo ci sarà una stagione 2020 in cui si giocherà moltissimo, ma questa non è una novità per Antonio, ma questa volta con tutti gli strumenti del caso, senza dover rincorrere. Ci crede l’Alfa Romeo, ci crede chi lavora per lui, ma soprattutto ci crede Antonio, uno che, decisamente, non molla mai.

Possiamo dire che la conferma per il 2020 era il primo obiettivo che dovevi raggiungere in questa stagione?
“Sì, sicuramente, soprattutto perché la mia non è stata certo una stagione in discesa, ed in particolar modo nella prima parte ho dovuto affrontare diverse difficoltà. Volevo con tutte le mie forze la riconferma, perché ho capito quanto sia importante il fattore esperienza in Formula 1, e credo che potrò affrontare il Mondiale 2020 con basi ben diverse rispetto a quelle su cui ho potuto contare questa stagione”.

“Nella seconda metà del campionato credo siano arrivati segnali importanti, ho capito che la direzione era quella giusta. Ma non è stato semplice concretizzare questa crescita in risultati, perché a metà schieramento guadagnare o perdere due decimi sul fronte tecnico fa una grandissima differenza, e noi come team abbiamo avuto qualche difficoltà in più rispetto ad inizio anno”.

Hai sottolineato quanto siano cambiate per te le cose nella seconda metà di stagione. Ora che conosci il futuro forse puoi analizzare in modo più tranquillo il tuo 2019. Quanto è stato difficile tornare a correre dopo quasi due anni di inattività?
“Onestamente, mi aspettavo di incontrare meno difficoltà, mi sentivo pronto. Invece non è stato così, nelle prime gare ho faticato tantissimo, ho dovuto ritrovare gli automatismi, visto che oltre all’esperienza a Le Mans non avevo praticamente corso per due anni”.

“Rientrare in Formula 1 e sfidarsi ruota a ruota con i migliori piloti al mondo non è stato per niente facile, ed in più bisogna considerare che la Formula 1 è un mondo a parte, non paragonabile alle mie esperienze precedenti in F2 o F3. Qui in gara hai tante cose da tenere sotto controllo, gomme, benzina, motore, non è semplice arrivare ad avere la padronanza della situazione, ci vuole un po' di tempo”.

Quanto è stata importante in questo tuo processo di crescita avere un compagno di squadra come Kimi Raikkonen?
“All’inizio non è stato facile. Arrivavo da due anni di stop, e al mio fianco ho trovato un campione del mondo, con un’esperienza enorme, un pilota che qualche mese prima aveva vinto un Gran Premio, diciamo un confronto non proprio semplice per un esordiente!”.

“Kimi non ha certo avuto problemi di adattamento, ed è stato subito in grado di tirare fuori il massimo dalla monoposto in un momento, come quello di inizio stagione, in cui la squadra si è confermata competitiva”.

“E, ovviamente, nella prima parte di stagione confrontare i suoi risultati con i miei non mi ha aiutato. Però allo stesso tempo questa situazione è stata una grande opportunità, perché avendo un riferimento così importante mi ha fatto crescere molto, e devo ringraziare Kimi perché si è confermato un grande professionista ed una persona squisita, mi ha sempre aiutato indicandomi la strada giusta da seguire. Sono molto contento di poter continuare a lavorare con lui anche nella prossima stagione”.

Nei primi mesi del Mondiale abbiamo visto Kimi concretizzare dei buoni risultati mentre tu faticavi ad affacciarti nella top-10. È stato motivo di frustrazione o una spinta a dare sempre di più?
“Un mix delle due. A inizio anno ci sono anche state situazioni in cui la fortuna non mi ha proprio aiutato, avrei potuto ottenere il mio primo punto Mondiale molto prima del Gran Premio d’Austria, ma le cose non sono andate come speravo”.

“Ci sono stati dei momenti difficili, non ero contento, ma la motivazione c’è sempre stata. La conquista del primo punto a Spielberg mi ha sbloccato, da quel momento in qualifica è andata molto bene, la performance è stata sempre in linea con Kimi e in diverse occasioni anche meglio”.

“È stato fondamentale non perdere la motivazione nei momenti duri, non è semplice restare concentrati quando ti chiedono ‘come mai sei ancora a zero punti’, rischi di perdere la direzione. Mantenere il focus è stato cruciale, ma dentro di me ho sempre saputo che la velocità c’era, anche quando non arrivavano i risultati sperati vedevo in telemetria che avevo perso tempo in un punto specifico, ma che nel complesso ero in linea con Kimi, serviva mettere tutto insieme, ed è ciò che sono riuscito a fare nella seconda metà di stagione”.

C’è stato il momento della svolta?
“Ora ti sembrerà strano, ma è stato il weekend di Spa. Ovviamente l’errore nell’ultimo giro ha pregiudicato il bilancio del weekend, ma in quel fine settimana ho capito che potevo farcela. Il mio obiettivo era confermare un ottimo ritmo di gara, perché sapevo di essere a posto in qualifica, ma mancava quello”.

“A Spa ho finalmente sentito di esserci, ho riprovato quel feeling che avevo in Formula 2: ho fatto dei bei sorpassi e la gestione della corsa è stata buona. Dopo l’incidente ero deluso, ma allo stesso tempo sapevo di essere tornato ad avere il giusto approccio, e infatti la settimana successiva a Monza ne ho avuto la conferma, così come a Singapore, dove oltre ai punti credo di aver fatto un ottimo lavoro in qualifica”.

“Poi è arrivata Suzuka, pista che non conoscevo, ed in tanti mi avevano detto che su quel circuito per un esordiente è dura. Con queste premesse poco rassicuranti… ho saltato FP1 per un problema tecnico, ed il sabato non si è girato per il maltempo. Così mi sono ritrovato in qualifica con pochi giri percorsi, ma alla fine sono andato meglio di Kimi: è stata una bella risposta”.

Hai sottolineato più volte la necessità di migliorare in gara. A cosa ti riferisci nel dettaglio?
“Iniziamo col dire che una corsa di Formula 1 dura tra un’ora e mezzo e le due ore, quindi il doppio rispetto alle categorie in cui avevo corso in precedenza. Devi essere sempre al cento per cento, tenere tutto sotto controllo e dare i feedback corretti alla squadra”.

“Dare un’indicazione per anticipare o ritardare il pit-stop di un giro a volta fa la differenza, e di situazioni come questa ce ne sono parecchie e vanno tutte assimilate in tempi brevi. E qui emerge l’esperienza”.

A volte la strategia di gara non ti ha aiutato…
“È difficile, ci sono tante incognite in una gara. A Singapore se la Safety Car fosse entrata un giro primo avrei concluso la corsa in sesta posizione, a volte rischi e ti va bene, altre volte no. Non ha senso dare colpe”.

Quando hai messo insieme tutto ciò che serviva per sfruttare al meglio la monoposto a mancare un po' è stata proprio la… monoposto, visto che anche Kimi è stato sette gare fuori dalla top-10, mentre tu per due volte sei andato a punti. Cosa vi è mancato sul fronte della performance nella seconda parte di stagione?
“Da inizio anno è stato abbastanza chiaro che il confronto tra le squadre a metà schieramento sarebbe stato sul decimo se non sul centesimo, e in questo contesto se un team migliora anche di un solo decimo può scalare una, due o anche tre squadre. Forse a noi è mancato questo, qualche avversario ha fatto un passo avanti migliore del nostro, anche di poco, ma quel poco ha avuto un grande impatto sui risultati”.

“A volte è stato motivo di rammarico, perché sentendomi più padrone della situazione ambivo ad essere in zona punti, ma fa parte del gioco. Quando il confronto è così tirato devo dire che è motivo di soddisfazione centrare dei risultati, sai che è stato fatto un buon lavoro, perché è tutt’altro che facile”.

Come ti è stata comunicata la riconferma?
“Due telefonate, prima Fred (Vasseur) poi Mattia (Binotto), direi due telefonate molto belle anche se quella che ricorderò per sempre è di dodici mesi fa, quando mi fu comunicato che sarei stato pilota titolare Alfa Romeo nel 2019. Per ora quella resta l’emozione più grande, in futuro vedremo”.

A fine 2020 in Formula 1 scadranno molti contratti, a parte Leclerc e Ocon sembrano tutti essere sul mercato. È un aspetto che i piloti tengono molto in considerazione in vista della prossima stagione mondiale. Ci pensi anche tu?
“Le regole sono chiare, se farò una buona stagione, ed io voglio fare una buona stagione, diventa il tuo biglietto da visita. Mi preparerò al massimo possibile, non voglio lasciare davvero nulla al caso, devo far bene sul campo per fare in modo che siano i risultati a parlare per me”.

La Formula 1 è sempre un sogno, per ogni pilota, ma è anche un mondo costantemente sotto i riflettori, e quando le cose non vanno per il verso giusto arriva il rovescio della medaglia. C’è stata qualche critica che non hai digerito nel corso di questa stagione?
“Se c’è un aspetto che ho colto subito in Formula 1 è di non prestare troppa attenzione a tanti giudizi che ti girano intorno. Un weekend puoi essere sommerso di complimenti, quello dopo diventi un’incapace”.

“Ecco, meglio lasciar perdere entrambi i casi, perché seppur in modo differente non fanno bene. Ho cercato di non farmi influenzare, ascolto sempre i consigli e le opinioni di Fred, Mattia o del mio management, ma per il resto cerco di isolarmi”.

Quando ogni weekend di gara sei alla driver parade, qual è il pilota con cui parli di più?
“Kubica. Con Robert abbiamo in comune la passione per la bicicletta, ma anche con Pierre, Charles, e con altri piloti che ho conosciuto in passato. Adesso siamo qui, in Formula 1, ma siamo sempre noi”.

Ad inizio anno eri davvero contento di essere uno dei ‘venti’, di essere un pilota di Formula 1. Ti sei abituato?
“Sì, come qualsiasi altro aspetto della vita, credo. I primi giorni non mi era indifferente ritrovarmi ai briefing o nel paddock con campioni del mondo come Kimi, Sebastian o Lewis, poi ti ci abitui, credo sia normale.”

“Ritorno a farci caso quando invito degli amici e vedo le loro espressioni quando vedono da vicino Lewis o Seb… Posso dire che sono dei colleghi? Ma si, dai”.

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Lista

Carlos Sainz Jr., McLaren MCL34, precede Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C38

Carlos Sainz Jr., McLaren MCL34, precede Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C38
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Foto di: Jerry Andre / Motorsport Images

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C38

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Foto di: Jerry Andre / Motorsport Images

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing with aero paint

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing with aero paint
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Foto di: Jerry Andre / Motorsport Images

Kimi Raikkonen, Alfa Romeo Racing e Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing

Kimi Raikkonen, Alfa Romeo Racing e Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing
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Foto di: Jerry Andre / Motorsport Images

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C38

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C38
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Foto di: Jerry Andre / Motorsport Images

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C38

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C38
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Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

Auto e volante di Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C38, sulla griglia

Auto e volante di Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C38, sulla griglia
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Foto di: Simon Galloway / Motorsport Images

Frederic Vasseur, Team Principal, Alfa Romeo Racing e Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo

Frederic Vasseur, Team Principal, Alfa Romeo Racing e Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C38, arriva sulla griglia

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C38, arriva sulla griglia
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Foto di: Jerry Andre / Motorsport Images

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C38

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C38
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Meccanici al lavoro sulla Alfa Romeo Racing C38 di Antonio Giovinazzi

Meccanici al lavoro sulla Alfa Romeo Racing C38 di Antonio Giovinazzi
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Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing
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Foto di: Jerry Andre / Motorsport Images

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing parla con i media

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing parla con i media
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Foto di: Andy Hone / Motorsport Images

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing, Kimi Raikkonen, Alfa Romeo Racing con la livrea dell'Alfa Romeo Racing C38 per Monza

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing, Kimi Raikkonen, Alfa Romeo Racing con la livrea dell'Alfa Romeo Racing C38 per Monza
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Foto di: Alfa Romeo

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C38

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Foto di: Andy Hone / Motorsport Images

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C38

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Foto di: Simon Galloway / Motorsport Images

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing

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Foto di: Jerry Andre / Motorsport Images

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C38

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Foto di: Glenn Dunbar / Motorsport Images

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing, parla con Frederic Vasseur, Team Principal, Alfa Romeo Racing, nel paddock

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing, parla con Frederic Vasseur, Team Principal, Alfa Romeo Racing, nel paddock
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C38

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C38
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Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

Robert Kubica, Williams Racing, e Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing

Robert Kubica, Williams Racing, e Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing
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Foto di: Jerry Andre / Motorsport Images

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C38

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Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C38

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Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing sulla griglia

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Foto di: Andrew Hone / Motorsport Images

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C38

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Foto di: Glenn Dunbar / Motorsport Images

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C38

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Foto di: Andrew Hone / Motorsport Images

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C38

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Foto di: Glenn Dunbar / Motorsport Images

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C38

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Foto di: Alfa Romeo

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing, sulla griglia

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Foto di: Andrew Hone / Motorsport Images

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C38

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Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing, viene truccato

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing, viene truccato
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Foto di: Jerry Andre / Motorsport Images

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C38

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C38
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C38

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Foto di: Andy Hone / Motorsport Images

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C38

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Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C38

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C38
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Foto di: Jerry Andre / Motorsport Images

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C38

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Foto di: Steven Tee / Motorsport Images

Il casco 2019 di Antonio Giovinazzi

Il casco 2019 di Antonio Giovinazzi
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Foto di: Camille De Bastiani

Valtteri Bottas, Mercedes AMG W10, precede Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C38

Valtteri Bottas, Mercedes AMG W10, precede Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C38
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Foto di: Steve Etherington / Motorsport Images

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C38

Antonio Giovinazzi, Alfa Romeo Racing C38
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Foto di: Andy Hone / Motorsport Images

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