Ferrari: non evoluzione, ma rivoluzione 2012

Ferrari: non evoluzione, ma rivoluzione 2012

Alonso per vincere vuole una Rossa più veloce di sette decimi. Basterà per lottare con Red Bull e McLaren?

Povero Fernando Alonso. È costretto a fare buon viso a cattiva sorte. Lo spagnolo a Interlagos ha dato una ulteriore dimostrazione di classe cristallina infilzando i due piloti della McLaren nei primi giri del Gp del Brasile. Ancora una volta i tifosi del Cavallino si sono illusi che il talento dell'asturiano potesse coprire le troppe magagne della 150° Italia. In particolare lo splendido sorpasso all'esterno con cui Nando ha sorpreso Jenson Button, la dice lunga sulle sue motivazioni granitiche in un'annata molto avara di soddisfazioni. La vittoria di Silverstone resta l'eccezione che conferma la regola, anche perché è stata ottenuta in vigenza di un regolamento che in Gran Bretagna è durato poco più di un giorno (il divieto degli scarichi soffianti in fase di rilascio), ma il bilancio del Cavallino rampante resta molto deficitario. Alonso per un po' ha ambito al secondo posto nel mondiale dietro allo strepitoso Sebastian Vettel e all'imprendibile Red Bull Racing RB7. Poi si è adattato all'idea che potesse concludere la stagione sul terzo gradino del podio, ma non aveva messo in conto che potesse scivolare addirittura in quarta piazza proprio negli ultimi giri del campionato. E la fotografia della stagione 2011 è impietosa: la 150° Italia non aveva il passo in qualifica di RB7 e Mp4-26, si difendeva egregiamente con le gomme morbide per sprofondare con le dure nel momento risolutivo dei Gp. La McLaren ha dato la sensazione di saper porre rimedio alle carenze della propria monoposto (nei test invernali ha ripudiato gli scarichi octopus per sviluppare quelli soffianti visti sulla Red Bull), arrivando a rompere l'egemonia monolitica dei “bibitari” nelle ultime gare, concretizzando una rincorsa tecnica che a Maranello non hanno mai saputo imboccare. Si dirà: la Ferrari ha fermato lo sviluppo sulla 150° Italia concentradosi sulla macchina del prossimo anno. È proprio vero: le modifiche che si sono viste nelle ultime apparizioni erano tutti esperiementi finalizzati al 2012 perché la squadra diretta da Stefano Domenicali non può sbagliare un altro anno senza che ci siano forti ripercussioni nella Gestione Sportiva. Anche le “ali magiche” sono servite a poco: le fiammate sono arrivate dai colpi di classe di Alonso più che dalla crescita di una monoposto che è nata male e non è cresciuta come la concorrenza. L'iberico ci ha messo del suo a salvare il salvabile: se Hamilton non avesse buttato al vento troppe occasioni nella faida con Massa (ieri i due hanno fatto la... pace!), anche la seconda McLaren avrebbe superato la Rossa dello spagnolo, collocandola in quella quinta posizione che, forse, oggettivamente meriterebbe (del resto quello è stato il valore standard della qualifica). Fernando difende strenuamente la squadra: nello stilare il bilancio dell'annata elogia il comportamento del team nelle strategie, nei pit stop, nell'organizzazione. Secondo lo spagnolo a Maranello ora c'è tutto quello che serve per essere vincenti, meno che la... monoposto. E in Formula 1 non è poco! Prima di lasciare Interlagos Nando ha chiesto a Pat Fry e compagnia una monoposto più veloce di sei/sette decimi al giro. Questo è il margine che serve a colmare il gap che separa la Rossa dalla Red Bull Racing, ma i tecnici del Cavallino in quanto hanno stimato la crescita della monoposto di Vettel e Webber per il 2012? Ovviamente è un valore che nessuno sa, ma è facile prevedere che un certo salto sia da mettere nel conto, conoscendo la fertilità di Adrian Newey, abile nel trasformare alcuni difetti della macchina in pregi utili a incrementare le prestazioni. A Maranello promettono una monoposto estrema, figlia di un progetto tutto nuovo, con alcune soluzioni innovative. Una sorta di o la va o la spacca: non è evolvendo i concetti noti che si può togliere un secondo e mezzo da un campionato all'altro. I tecnici del Cavallino devono fare un grosso salto di qualità in poco tempo. E Pat Fry sta rinforzando l'organico chiamando solo uomini di sua fiducia: la sensazione è che la Gestione Sportiva si stia trasformando in una sorta di succursale di Woking. Non è un segno di forza, ma di debolezza. Al Technocentre stanno mollando gli ormeggi molti personaggi storici del team perché è partito un programma di austerità che prevede il sensibile taglio dei costi (i tecnici più esperti vengono sostituiti da giovanissimi con stipendi da apprendisti). Stefano Domenicali dovrà vigilare: ci auguriamo che Nikolas Tombazis e soci se hanno dovuto copiare qualche soluzione l'abbiano fatto tenendo d'occhio la RB7 e non si siano ispirati proprio alla McLaren veloce sì, ma comunque perdente... Le parole di Alonso che sembravano rassicuranti alla televisione, pare che siano state piuttosto taglienti in via Alberto Ascari: lo spagnolo nel 2012 inizierà il terzo anno del suo ciclo ferrarista e non può più permettersi passi falsi. Non è più il momento di aspettare, ma di agire. E il fatto che alcuni dati di galleria del vento di alcuni particolari del prossimo anno che sono già stati provati sulla 150° Italia non abbiano dato gli stessi risultati di quelli letti nel wind tunnel, ha contribuito ad accrescere un certo nervosismo. La Ferrari ha sempre avuto grandi capacità di reazione e il Cavallino rampante saprà far valere i suoi attributi...

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A proposito di questo articolo
Campionati Formula 1
Piloti Fernando Alonso , Felipe Massa
Articolo di tipo Ultime notizie