Ferrari: riparte il Cavallino con Bottura chef stellato

I campioni di ieri e quelli di oggi sono convenuti al ristorante dove Enzo Ferrari invitava vip, collaboratori, piloti e tecnici: la storia del Cavallino ricomincia grazie alla gestione dello chef stellato e alla visione dell'architetto franco-iraniano India Mahdavi. In attesa che la F1 riporti la Scuderia ai successi che ci aveva abituati, il food potrebbe diventare un’ulteriore espressione dell’eccellenza del brand esportabile da Maranello in Italia e nel mondo.

Ferrari: riparte il Cavallino con Bottura chef stellato

Entrare al Ristorante Cavallino, che ha riaperto il 15 giugno, ma ieri ha inaugurato ufficialmente la nuova era, è stato un po’ come vivere qualche scena di “Ritorno al futuro” in… salsa Motorsport. Vedere uscire dalla saletta privata Enzo Ferrari, il figlio Piero sempre più somigliante ai tratti del Commendatore, dopo Marco Piccinini, Brenda Vernor, segretaria del fondatore, Jody Scheckter, Jacky Ickx e Gerhard Berger ha dato davvero la sensazione che il tempo si fosse fermato, riavvolgendo il filo della storia a momenti non dimenticati e dimenticabili della Scuderia.

Frammenti di leggenda che si sono ricomposti in un caleidoscopio di ricordi in un dejavu di emozioni in quello che non poteva essere solo un pranzo fra i protagonisti della Scuderia di ieri e di oggi. Il Cavallino tornerà a essere un “santuario” per i tifosi della Ferrari dove Re Enzo era solito pranzare con i clienti di riguardo, i suoi collaboratori e i piloti. Quanti dettagli di accordi e contratti sono stati definiti a tavola, fra un piatto di tortellini e un bicchiere di vino rosso?

Se le mura potessero parlare emergerebbero storie, aneddoti e retroscena mai raccontati che certamente hanno riguardato i prestigiosi personaggi che hanno aderito con entusiasmo all’invito del presidente, John Elkann e di Piero Ferrari.

L'inaugurazione del Ristorante Il Cavallino con John Elkann, Rene Arnoux e la moglie di Ickx

L'inaugurazione del Ristorante Il Cavallino con John Elkann, Rene Arnoux e la moglie di Ickx

Photo by: Ferrari Media Center

Abbiamo avuto il privilegio di vivere una reunion d’eccezione nella quale sono riaffiorati ricordi e scambi di racconti fra campioni e team manager di epoche diverse: a cominciare da Jody Scheckter, Jacky Ickx e Arturo Merzario, per arrivare a René Arnoux e Gerhard Berger, passando per Giancarlo Fisichella, Luca Badoer e Marc Genè.

A rappresentare l’oggi della Scuderia Charle Leclerc, Carlos Sainz e Antonio Giovinazzi (terzo pilota in prestito all’Alfa Romeo) e i “ragazzi” di Antonello Coletta, grande capo di Competizioni GT e Corse Clienti orgoglioso della nuova sede appena ultimata a Fiorano): stiamo parlando di Alessandro Pier Guidi, James Calado, Davide Rigon, Andrea Bertolini o la promessa della FDA, Robert Shwartzman.

Prestigiosissima anche la sfilata dei manager con Mattia Binotto, attuale team principal e del suo predecessore Maurizio Arrivabene, appena accasato alla Juventus, ma come non ricordare pietre miliari come Amedeo Felisa, Cesare Fiorio e il già citato Marco Piccinini.

La forza della Scuderia è di riuscire a fare una cesura del tempo accomunando i campioni di ieri con i piloti di oggi, Charles Leclerc e Carlos Sainz, in una proiezione verso il futuro, quel mondiale 2022 che i fan aspettano speranzosi per rivedere una Rossa sul gradino più alto del podio.

Non c’era modo migliore per allacciare il passato al presente della Ferrari. E il nuovo Cavallino n’è un’altra plastica dimostrazione. Il locale è stato completamente rinnovato grazie alla collaborazione del celebre architetto franco-iraniano India Mahdavi, che ne ha curato ogni dettaglio. In cucina la gestione è affidata a Massimo Bottura, chef pluristellato che ha deciso di puntare su questo storico locale per offrire “una nuova prospettiva e un nuovo modo di far vivere la cucina modenese”.

Il Cavallino non perde i connotati della trattoria radicata nel territorio che lo ospita, l’Emilia, e la sua tradizione gastronomica, ma guarda avanti: all’interno e all’esterno del locale ogni dettaglio di design e arredamento è stato realizzato ispirandosi alla tradizionale trattoria italiana, ma è stato sviluppato attraverso i codici tipici del mondo Ferrari.

È lecito domandarsi se il Cavallino resterà un unicum, oppure se nei piani di Nicola Boari, Chief Brand Diversification Officer, non ci sia la voglia esportare l’idea da Maranello. Il food potrebbe diventare un’ulteriore espressione dell’eccellenza del brand e del Made in Italy, esportabile nella nostra Penisola e nel mondo.

Il dolce con il Cavallino rampante

Il dolce con il Cavallino rampante
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Jacky Ickx, Jody Scheckter, Piero Ferrari

Jacky Ickx, Jody Scheckter, Piero Ferrari
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Foto di: Ferrari Media Center

L'insegna del Ristorante Il Cavallino

L'insegna del Ristorante Il Cavallino
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Foto di: Ferrari Media Center

Mattia Binotto

Mattia Binotto
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Foto di: Ferrari Media Center

Stefano Bonaccini, Piero Ferrari, Enzo Mattioli Ferrari

Stefano Bonaccini, Piero Ferrari, Enzo Mattioli Ferrari
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Foto di: Ferrari Media Center

Luca Badoer, Arturo Merzario e Renè Arnoux

Luca Badoer, Arturo Merzario e Renè Arnoux
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Foto di: Ferrari Media Center

Renè Arnoux e Giancarlo Fisichella

Renè Arnoux e Giancarlo Fisichella
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Foto di: Ferrari Media Center

Jacky Ickx

Jacky Ickx
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Foto di: Ferrari Media Center

Arturo Merzario

Arturo Merzario
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Foto di: Ferrari Media Center

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