Ferrari: la telemetria promuove motore e carico assoluto

Siamo in grado di confrontare il giro della pole position di Lewis Hamlton con quello di Charles Leclerc che gli è valso il quarto tempo a 329 millesimi. La Ferrari mostra a Imola delle qualità insospettabili che esaltano la Rossa nella percorrenza della Piratella dove il monegasco è anche più veloce del campione del mondo con la Mercedes. Giusta la scelta di montare un'ala più carica dopo le prove libere e il motore è cresciuto molto in potenza media.

Ferrari: la telemetria promuove motore e carico assoluto

A guardare la telemetria delle qualifiche che ci ha fornito Matteo Bobbi viene da credere che la power unit Ferrari abbia fatto un salto di qualità più consistente di quello che dicono le cifre, anche nel confronto con la Mercedes di Lewis Hamilton che ha ottenuto la 99esima pole position in 1’14”740 e, in generale, la SF21 mostri un carico aerodinamico che non è così deficitario rispetto alla freccia nera.

Charles Leclerc in Q3 ha stampato un 1’14”740 che ha portato la Rossa in seconda fila con il quarto tempo a 329 millesimi dal campione del mondo. Come va giudicata la prestazione del monegasco? Sicuramente è arrivato al limite della vettura, se non oltre in alcuni punti dell’insidioso tracciato emiliano romagnolo, ma è indubbio registrare l’incredibile crescita della SF21 rispetto al debutto in Bahrain.

La Ferrari ha pagato qualcosa nel lungo tratto veloce che porta dalla seconda Rivazza fino alla Variante del Tamburello, dove Lewis ha sfruttato una maggiore velocità perché la SF21 ha scelto di rinunciare all’ala a cucchiaio più scarica per utilizzare quella con il profilo piatto più resistente. Ma la differenza marcata è emersa nella percorrenza della variante che Hamilton ha affrontato a 14 km/h in più grazie al comportamento meccanico della freccia nera che ha una sospensione anteriore contrattiva che assorbe in modo fantastico le sconnessioni dei cordoli che devono essere aggrediti se si vogliono fare i tempi.

Questo è un aspetto che dovrà essere curato dai tecnici diretti da Enrico Cardile, ma le condizioni meteo di Imola molto fresche, hanno permesso alla Ferrari di tenere le gomme Pirelli nella giusta finestra di utilizzo senza accusare i deleteri surriscaldamenti che si erano registrati a Sakhir.

Dicevamo del motore 065/6 che si fa apprezzare non tanto in potenza massima, dove paga ancora un gap (più piccolo) con il Mercedes M12 E Performance, quanto in potenza media, vale a dire nel regime di rotazione dove inizia l’utilizzo del 6 cilindri che sfrutta anche un sistema ibrido in grado di erogare con prontezza l’anergia elettrica aggiuntiva dalla MGU-K.

Lo si nota in particolare nelle accelerazioni che portano alla Villeneuve e nella salita verso la Piratella, mentre alla Tosa è Lewis ancora a fare la differenza di 3 km/h.

Leclerc, però eccelle nella percorrenza della Piratella, dove gli aerodinamici misurano il valore del carico aerodinamico assoluto delle monoposto: in quello scollinamento veloce da circa 270 km/h Charles è più veloce della Mercedes #44 rivelando doti aerodinamiche (e di motore) che non ci saremmo aspettati dalla SF21.

Nel tratto che va dalla doppia delle Acque Minerali fino alla Variante alta le due monoposto confrontate sono sostanzialmente pari, mentre la Mercedes torna a prevalere alle due curve della Rivazza. Hamilton si conferma un grande staccatore in frenata, ma attenzione anche Leclerc dimostra un’ottima attitudine in questo esercizio, mostrando qualche limite in più di vettura.

Analizzando il grafico emerge l’indiscutibile crescita Ferrari: sapevamo l’attitudine della Rossa nel giro secco, oggi dovrà mostrare di cosa è capace anche nel passo gara…

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