F1 | Sorpresa Ferrari: la benzina E10 ha già recuperato i 20 cv persi

Da Maranello filtra una buona notizia: non solo il motore Superfast sta dando risultati positivi, ma anche il centro di ricerca a cui la Shell ha affidato lo studio del carburante E10 per la Ferrari ha sviluppato una benzina che ha permesso di ritrovare la potenza che tutti i Costruttori hanno perduto con l'introduzione dell'etanolo. La Scuderia omologa una power unit che sembra in grado di sfidare Mercedes e Honda.

F1 | Sorpresa Ferrari: la benzina E10 ha già recuperato i 20 cv persi

La notizia potrebbe sembrare una sorpresa di fine anno, ma in F1 i colpi di scena a livello tecnico non esistono, perché i miglioramenti delle performance sono solo il frutto di un duro lavoro. A livello di power unit i Costruttori hanno deciso che il grande cambiamento per il 2022 sarebbe stata l’introduzione sulle monoposto a effetto suolo del carburante E10, vale a dire una miscela con 90% di combustibili fossili e 10% di etanolo.

L’introduzione dell’etanolo ha costretto i motoristi a riprogettare le camere di combustione dei 6 cilindri e la perdita di potenza valutata da Mattia Binotto in una ventina di cavalli è il campo di ricerca in cui tutti i Costruttori (Mercedes, Ferrari, Honda e Renault) stanno lavorando per ridurre un gap che, ovviamente, ha colpito tutti più o meno allo stesso modo.

Dalle poche notizie che filtrano dalla Ferrari, emergerebbe che il motore 2022, pronto per essere omologato e congelato fino al 2025 compreso, avrebbe superato brillantemente i valori di potenza dello 065/6 che ha concluso il campionato, sia per le doti di progetto dell’unità Superfast pensata dall’ingegner Wolf Zimmermann, sotto la direzione tecnica di Enrico Gualtieri, sia per le qualità chimiche dell’ultimo carburante messo a punto dalla Shell.

Charles Leclerc, pilota Ferrari F1, al Shell Trackside Lab

Charles Leclerc, pilota Ferrari F1, al Shell Trackside Lab

Photo by: Ferrari

Il colosso petrolifero olandese dal febbraio scorso, quando è stato rinnovato l’accordo pluriennale che lo lega al Cavallino, è stato elevato a “innovation partner”, un ruolo che non è più solo quello di sponsor e fornitore di benzina e lubrificanti, ma la Shell ha assunto un ruolo fondamentale nell’analisi e lo studio dei carburanti ecologici per la F1 del presente e del futuro.

Il primo esempio di questa stretta collaborazione è la rapida risposta con cui il centro di ricerca a cui è stato affidato lo studio del carburante E10 per la Ferrari abbia saputo colmare l’handicap di 20 cavalli stimato da Binotto per il motore Superfast.

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Insomma, non c’è stato solo il lavoro sul nuovo propulsore nel tentativo di colmare il gap di potenza da Mercedes e Honda, ma la sfida si è allargata a ogni campo che può contribuire alla prestazione. E la capacità del mondo della F1 è tale da saper superare qualsiasi difficoltà o problema con la ricerca e l’innovazione.

Ai banchi prova dei motori della Gestione Sportiva si respira, finalmente, un’aria di fiducia: i risultati ottenuti sono persino superiori a quelli definiti di progetto. Il salto di qualità, indiscutibile, dovrà però essere misurato con il lavoro che avranno svolto gli avversari, per cui le prime risposte sull’effettiva competitività della rossa bisognerà aspettarle dai test invernali…

Un rifornimento della Ferrari 312B nel 1970: la collabirazione con la Shell è sempre stata importante per la Scuderia

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Photo by: Rainer W. Schlegelmilch / Motorsport Images

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