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Analisi
Formula 1 GP del Canada

F1 | Ferrari: il motore è salvo, si prepara il rilancio in Spagna

L'accensione molto irregolare sulla power unit di Leclerc in Canada non ha messo in crisi il motore 3 di Leclerc. Tutt'al più verrà sostituita la centralina per evitare guai di natura elettronica. La Scuderia si mette alle spalle Montreal e prepara Barcellona, dove la rossa dovrà tornare a sfidare Red Bull e McLaren.

Carlos Sainz, Ferrari SF-24

La Ferrari non è quella che si è vista in Canada. Sotto l’acqua di Montreal abbia visto la rossa peggiore della stagione. Pessima. Tanto deludente da sembrare solo una brutta copia della SF-24 che nelle gare precedenti se la giocava al decimo di secondo con Red Bull e Mercedes. Sabato il “censore” Fernando Alonso dopo le qualifiche aveva commentato con quel suo fare saccente con i media: “Siamo di fronte a gente in gamba, no? Siamo davanti a Perez e davanti alle due Ferrari, che a Monte Carlo avevano già vinto il Mondiale”.

Due ritiri, zero punti. Il bottino canadese è desolante, ma la squadra del Cavallino deve reagire subito a questa… caduta che ha interrotto l’entusiasmo che si era acceso dopo il successo di Charles Leclerc nel Principato.

È una Scuderia che è arrivata sull’isola di Notre Dame con le “gomme sgonfie”, senza avere la consapevolezza di potere lottare ad armi pari con gli avversari più accreditati e i fatti hanno dimostrato che nel giro secco la rossa è finita dietro anche a Mercedes, Racing Bulls e Aston Martin. La SF-24 è finita fuori scala, segno che è stato sbagliato qualcosa di grosso nella delibera dell’assetto per i cordoli di Montreal. La sensazione (ma è quasi una certezza) è che la Ferrari, dovendo alzare il fondo dall’asfalto abbia perso molto più carico della concorrenza, ritrovandosi con una vettura che non trasferiva abbastanza energia alle gomme per mandarle nella finestra di temperatura.

Charles Leclerc, Ferrari SF-24

Charles Leclerc, Ferrari SF-24

Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images

È vero che a fare la differenza sono stati pochi millesimi in Q2, ma la squadra non ha saputo reagire alle difficoltà con il piglio di chi è consapevole del suo potenziale, lasciandosi prendere da quel clima di inadeguatezza che ha accompagnato il weekend Nord americano.

Gli stessi piloti sono parsi abulici rispetto ai combattenti che conosciamo, per è lecito credere che nel box del Cavallino si sia diffuso un “virus” che ha contribuito a debilitare l’intera squadra.

Se a tutto questo ci aggiungiamo i problemi elettronici alla power unit di Leclerc è facile completare un’analisi decisamente negativa di una trasferta da cancellare. Il motore di Charles non ha patito danni sebbene abbia accusato il misfiring (accensioni irregolari) che hanno privato il pilota monegasco di una potenza importante per circa 15 giri: Fred Vasseur ha parlato di 80 cavalli.

La Ferrari precauzionalmente sostituirà la centralina della PU e in Spagna tutto dovrebbe tornare nella norma. Barcellona sarà un appuntamento cruciale: la pista spagnola è una sorta di galleria del vento all’aperto che associa tutte le caratteristiche per vedere se una vettura è competitiva. Un terreno non solitamente favorevole alla rossa visto che unisce al lungo rettilineo e alle curve veloci e lunghe un T3 molto guidato che sembra disegnato apposta per mettere in rilievo i difetti della rossa.

Raffreddamento della Ferrari SF-24: le differenze fra Canada e Monaco

Raffreddamento della Ferrari SF-24: le differenze fra Canada e Monaco

Foto di: Giorgio Piola

Nel debriefing di Maranello dopo la “Caporetto” canadese, Vasseur non ha fatto “processi” auspicando che il Reparto Corse ritrovi subito il bandolo della matassa, confidando che il potenziale della squadra sia altro. Le prime simulazioni per la pista catalana sembrano incoraggianti: la volontà è di estrarre tutto il potenziale dalla SF-24 con un accurato lavoro di messa a punto. Finora il pacchetto di aggiornamento che ha debuttato a Imola ha dato indicazioni positive, ma non ha ancora mostrato i numeri che i tecnici di Cardile avevano visto in galleria del vento. C’è un tentativo di anticipare alcune novità in Spagna, ma il team principal preferisce procedere con i piedi di piombo, mettendo in macchina solo parti che siano state adeguatamente verificate.

La botta canadese è stata forte, ma il manager francese, dalle spalle molto larghe, non ha vacillato. E pretende che il resto della Gestione Sportiva lo segua, puntando sui valori tecnici e umani che il Cavallino è in grado di mettere in campo…

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