Ferrari: ecco quanto vale l'ibrido evoluto di Leclerc

La squadra del Cavallino ha smarcato il quarto motore per Charles che andrà in penalità, per cui scatterà dal fondo della griglia del GP della Russia. La Scuderia introduce un nuovo sistema ibrido evoluto (non la MGU-K) che permette un incremento di potenza che non arriva a dieci cavalli, ma assicura una maggiore efficienza dell'impianto elettrico che si traduce anche in un risparmio di peso. La telemetria rivela che...

Ferrari: ecco quanto vale l'ibrido evoluto di Leclerc

Quanto vale davvero la power unit evoluta di Charles Leclerc? Il monegasco ha smarcato a Sochi la PU4 che lo costringe a partire dal fondo della griglia di partenza insieme a Max Verstappen.

La decisione di anticipare una tempistica che era prevista per il GP della Turchia è stata dettata da esigenze di affidabilità. La batteria utilizzata da Charles fino a Monza era la stessa del crash di Budapest, quando al via il filotto di Lance Stroll sul bagnato aveva provocato il Ko della power unit numero 2, salvando solo l’accumulatore a ioni di litio.

E, così, la Scuderia ha deciso di anticipare per Carletto l’uso di un motore fresco che adotta il sistema ERS destinato al propulsore Superfast 2022.

Leclerc non dispone di tutto il pacchetto ibrido nuovo perché la MGU-K è rimasta la stessa della PU3, sebbene nella prima comunicazione della FIA era stata annunciata l’omologazione di un’unità completa, poi corretta senza il motore elettrico che ricarica l’energia cinetica in frenata.

La Ferrari, quindi, ha smarcato una nuova batteria insieme alla MGU-H e alla centralina. Il pacchetto completo doveva valere una decina di cavalli (a Maranello insistono per un incremento di potenza a una sola cifra), ma lo 065/6 Evo a questo punto varrà forse qualcosa in meno.

Ecco la telemetria che confronta in FP1 le prestazioni di Leclerc e Sainz: si nota la maggiore efficienza dell'ibrido di Charles.

Ecco la telemetria che confronta in FP1 le prestazioni di Leclerc e Sainz: si nota la maggiore efficienza dell'ibrido di Charles.

Photo by: Matteo Bobbi

Eppure, andando ad analizzare le telemetrie sviluppate dal team di Matteo Bobbi nel primo turno di prove libere in Russia è emerso in modo piuttosto evidente che, al netto delle diverse configurazioni aerodinamiche in cui hanno girato i due ferraristi nelle libere del mattino, un comportamento migliore del motore si può osservare nei grafici che pubblichiamo.

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Sul rettilineo principale si nota che la velocità massima raggiunta è la stessa, ma la curva rossa di Leclerc ha una gobba maggiore segno che l’ibrido è più efficiente e funziona meglio in potenza media, con un’erogazione dell’energia elettrica che evita il clipping. È il segno che la MGU-H è in grado di alimentare direttamente la MGU-K con una maggiore portata di energia rendendo i 163 cavalli elettrici più a lungo nell’arco del giro con una parcellizzazione della potenza ibrida più diluita ed efficiente.

E allora si scopre che Charles è riuscito a sovrastare lo spagnolo in ogni picco di velocità (tranne che alla curva 14 e 15), ma con valori molto ridotti, mentre alle basse velocità la Rossa del monegasco ha rivelato una maggiore trazione in uscita di curva, segno che i vantaggi del nuovo ibrido si misurano anche in risparmio di peso e miniaturizzazione degli elementi.

Positivo il commento del pilota di Maranello: "Sento che il motore è un pochino meglio e questo è molto positivo, anche perché i dati lo confermano. E' bello sentirlo e anche vederlo".

La Ferrari che a Monza ha dichiarato per voce del suo team principal, Mattia Binotto, che c’era un gap di 20 cavalli rispetto alla power unit Mercedes, fa un piccolo passo avanti nella speranza di chiudere il divario l’anno prossimo, quando sarà omologato il motore che dovrà essere congelato nei prossimi anni.

Charles Leclerc, Ferrari SF21

Charles Leclerc, Ferrari SF21

Photo by: Charles Coates / Motorsport Images

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