Ferrari delusa, perché il risultato non rappresenta il vero valore

Leclerc settimo a 79 millesimi dal quarto posto che era alla portata. Sainz 15esimo dopo un crash in Q2: la Ferrari non ha concretizzato nelle qualifiche del GP d'Ungheria quanto la SF21 era in grado di esprimere dopo una lunga notte di lavoro. Le rosse potevano ambire al ruolo di terza forza: il monegasco può sperare con una buona partenza e un passo gara migliore di AlphaTauri e McLaren di recuperare, mentre per lo spagnolo l'impresa sarà disperata.

Ferrari delusa, perché il risultato non rappresenta il vero valore

La Ferrari versione 2021 è una realtà che non si sposa con le previsioni della vigilia. Anticipazioni che ovviamente non arrivano da Maranello, bensì da quell’umore del paddock che gara dopo gara definisce delle gerarchie.

Solitamente la pista conferma il feeling degli addetti ai lavori, ma la SF21 fa eccezione, a volte andando ben oltre le aspettative (come due settimane fa a Silverstone) in altre restando al di sotto delle attese.

Nel sabato di Budapest il potenziale delle rosse non è svanito nel nulla, come si potrebbe pensare leggendo il bilancio di giornata che vede Charles Leclerc settimo e Carlos Sainz quindicesimo, ma diversi fattori non sono andati nella giusta direzione.

L’errore commesso da Sainz durante la sessione Q2 ha avuto un impatto importante, considerando che nella classifica finale si è parlato di millesimi di secondo (il gap tra Leclerc e Sergio Perez, quarto, è di 0”079) e Carlos fino al momento dell’errore aveva confermato di avere nel piede qualcosa in più di Leclerc.

Se a fine sessione fossero arrivate una quarta ed una quinta posizione (risultato realisticamente alla portata) le valutazioni sarebbero ovviamente diverse, ma ciò che conta è la classifica, e ‘nero su bianco’ c’è scritto altro.
“Quando il risultato è inferiore alle aspettative c’è un po’ di delusione – ha commentato il Racing Director del Cavallino, Laurent Mekies - inutile nasconderlo. Visti i tempi del Q3 potevamo aspirare legittimamente ad un posto in seconda fila ma quando i distacchi sono così ridotti basta un niente per perdere o guadagnare molte posizioni: a volte ciò ha giocato in nostro favore, in altre, com’è accaduto oggi pomeriggio, non è stato così. In più, paghiamo a caro prezzo aver perso Carlos in Q2 perché aveva dimostrato di avere anche lui il potenziale per lottare per il quarto posto”.

Nel caso di Sainz l’errore ha messo la parola fine con largo anticipo alle sue qualifiche, ma in un sabato pomeriggio non ideale per la Ferrari c’è stato dell’altro.

Anche Leclerc non ha nascosto la delusione per la settima posizione finale, lamentando un fastidioso problema con il retrotreno causato dal repentino aumento del vento. Ma per il monegasco c’è comunque la prospettiva di una gara non compromessa, una situazione ben diversa da quella di Sainz.

“È dura da mandare giù - ha commentato Carlos - non voglio dare la colpa al vento, ho sbagliato e mi scuso con tutto il team, che ieri notte ha fatto davvero un ottimo lavoro perché la vettura oggi era molto buona”.

La decisione della Ferrari di aumentare il carico aerodinamico rispetto ai valori di venerdì si è confermata corretta e, probabilmente, lo sarà ancora di più in vista della gara di domani.

Il rammarico che si è toccato con mano a fine sessione nel box del Cavallino è legato ovviamente alle aspettative in vista dei settanta giri di gara, ridimensionate in parte dai riscontri emersi in qualifica.

Il ritmo in gara delle rosse è buono, e potenzialmente in grado di confermare la Ferrari come terza forza, ma la posizione di partenza renderà la corsa molto in salita.
“Purtroppo, questo è uno dei peggiori circuiti dove avere problemi in qualifica perché sorpassare non è semplice – ha ammesso Sainz - farò il massimo per recuperare e cercare di fare più punti possibili”.

Ci saranno comunque da giocare delle carte, ad iniziare dalla principale, ovvero l’abituale gestione degli pneumatici che sui sessanta gradi dell’asfalto dell’Hungaroring (le previsioni meteo indicano condizioni stabili in vista di domani) sarà una sfida anche più impegnativa del solito.

“Ci aspetta una gara molto severa per piloti e vetture – ha confermato Mekies - soprattutto per le alte temperature che troveremo. Ieri la prestazione sulla distanza non era male, ma sappiamo quanto sia difficile recuperare posizioni su questa pista. La strategia e la gestione degli pneumatici saranno i fattori decisivi”.

Mentre gli strateghi valutano le scelte da fare in vista di domani, i tecnici che operano sulla vettura di Sainz stanno analizzando con attenzione la monoposto dello spagnolo reduce dall’urto contro le barriere esterne dell’ultima curva.
“Dopo l’esperienza di Monte Carlo è meglio prendere tutte le precauzioni del caso”, ha commentato Mekies, sottolineando che sarà controllato che tutto sia okay prima di dare il via libera in vista della gara di domani. Lo stop di Leclerc poco prima del via del Gran Premio di Monaco è ancora ben presente nella memoria di tutto il box...

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