Ferrari: col mondiale inizia la fase del rinnovamento

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Ferrari: col mondiale inizia la fase del rinnovamento
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26 giu 2020, 09:30

Mentre la Scuderia si prepara al debutto nel GP d'Austria con la SF1000, a Maranello si discutono i cambiamenti che dovranno essere apportati nei prossimi mesi all'assetto del Reparto Corse per adeguarlo al Budget cap.

Per la Ferrari è un momento molto importante. La SF1000 non ha ancora fatto il suo debutto nel mondiale 2020 ed è ancora un oggetto misterioso perché nessuno riesce ad avere una percezione su quale sia il vero livello di competitività della Rossa dopo gli interventi che sono stati fatti nell’irrigidimento del cambio e negli sviluppi di motore.

In questo quadro d’incertezza s’inserisce la necessità di guardare al futuro della Scuderia. La Gestione Sportiva, infatti, dovrà essere ridisegnata nelle persone e nei ruoli per il ridimensionamento dell’organico che scaturirà non solo dall’approvazione del Budget cap che entrerà in vigore dal 2021 con un limite di 145 milioni di dollari e che andrà a decrescere negli anni successivi.

La Ferrari in questa delicata fase non ha voluto far valere il diritto di veto che spetta al Cavallino, preferendo appellarsi a quello che Binotto ha chiamato il senso di responsabilità del marchio di Maranello di fronte a una Formula 1 per la prima volta in grave crisi economica e finanziaria.

Ma il “new deal” promosso dal presidente della FIA, Jean Todt, grazie alle difficoltà scaturite dal COVID-19, ha cavalcato un’onda che ha falcidiato da subito le aree di ricerca e sviluppo di una monoposto di Formula 1, puntando a quello che dovrà essere un sempre più spinto congelamento delle parti.

È chiaro il tentativo di appiattire le prestazioni e favorire il livellamento dei valori, rompendo l’egemonia dei tre top team, ma la Ferrari è una delle squadre che più ha da perdere da queste novità.

La riduzione dei tempi in galleria del vento e ai banchi prova dei motori andrà a condizionare lo sviluppo della SF1000 e della sua derivata per il 2021, ma, soprattutto, porta a delineare un grande numero di esuberi.

La Ferrari ha fatto una sua bandiera della volontà di difendere l’occupazione (è una delle poche squadre che non ha fatto ricorso alla Cassa Integrazione durante il lockdown), per cui Mattia Binotto e i vertici delle risorse umane saranno chiamati a rivedere pesantemente lo staff: chi confermare, chi spostare sempre nell’orbita di Maranello.

Un compito gravoso, non facile che si andrà a intersecare con una stagione ancora in partenza. Qualcuno andrà in Gestione Industriale, visto che il piano industriale del CEO, Louis Camilleri è di incrementare la produzione, altri potrebbero diventare parte attiva del ritorno a Le Mans con una Hypercar o con un Prototipo LMDh.

Perché sembra che l’idea di sbarcare in Indycar abbia perso un po’ di mordente, dopo che dalla serie americana hanno fatto sapere che aspetterebbero volentieri la Ferrari come Costruttore di motori, ma non sono disposti a rinunciare al mono telaio Dallara, lasciando magari qualche libertà di sviluppo sull’aerodinamica.

Il Reparto Corse, quindi, nei prossimi mesi si trasformerà in un… cantiere per quella che dovrà diventare la Gestione Sportiva dei prossimi cinque anni. E quando si deve sgretolare un sistema di lavoro per introdurne uno nuovo, o quanto meno diverso, ci potrà essere anche qualcuno che, non soddisfatto, potrà lasciare il Cavallino, affidandosi al mercato (come Giacomo Tortora che dal 1 luglio sarà vice capo progettista della Mercedes).

Non è da escludere, quindi, che la Ferrari, dopo una fase autarchica lanciata nella presidenza di Sergio Marchionne, possa tornare sul mercato per coprire alcuni ruoli e dare un nuovo impulso d’idee a Maranello. Sarà proprio una ripartenza in tutti i sensi.

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