Nico non l'ha fatto apposta, ma ha provocato Lewis

Nico non l'ha fatto apposta, ma ha provocato Lewis

Tocca alla Mercedes trovare una via d'uscita alla faida fra i piloti, altrimenti ne approffitterà Ricciardo

Diciamolo subito: il contatto di Nico Rosberg su Lewis Hamilton è un normale fatto di gara. Il collegio dei commissari sportivi non ha ritenuto di mettere sotto inchiesta i due piloti Mercedes. L’anomalia è che il leader del mondiale piloti , autore di una pessima partenza, voleva riguadagnare la testa già al secondo giro dei quarantaquattro del Gp del Belgio e ha messo le ruote della sua W05 Hybrid all’esterno del rettilineo del Kemmel per cercare un sorpasso impossibile ai danni di Lewis Hamilton.

NICO NON L’HA FATTO APPOSTA, MA...
L’urto non è stato volontario, a dispetto di quanto va dicendo l’inglese, ma Nico non ha fatto proprio niente per evitarlo. È qui che inizia e finisce la sua colpa. È giusto tentare un attacco hamikaze alla seconda tornata che rovina la corsa dei due piloti Mercedes, favorendo il terzo successo di Daniel Ricciardo con la Red Bull Racing?

UN ERRORE GRAVE DI VALUTAZIONE
Se il tedesco era convinto di avere un passo superiore del rivale ha fatto un errore grossolano, perché avrebbe potuto preparare il sorpasso con una manovra meno rischiosa. Diversamente verrebbe da pensare che Lewis potesse riprendere quel passo con cui riesce a essere imprendibile (non ha lottato per la pole perché aveva vetrificato un disco di carbonio anteriore). E, allora, ha dovuto provarci perché avrebbe visto il compagno scappare via dopo essere scattato meglio allo spegnimento dei semafori.

PER TOTO WOLFF CI SARANNO DELLE CONSEGUENZE
Altro che mettere un punto e dare un segno al… nemico. L’azione del tedesco è costata molto cara e Toto Wolff ha promesso che la questione non finirà lì. Sarà interessante scoprire quale sarà l’atteggiamento della Casa, perché alla fine della fiera Rosberg, con il secondo posto, ha messo nel suo carniere altri 18 punti che portano il suo vantaggio su Lewis a 29 lunghezze. Un margine di sicurezza che protegge Nico anche da un ritiro o da una… ritorsione di Lewis a Monza.

DUE GALLI NEL POLLAIO CHE NON SI PARLANO
Un fatto è certo: fra i due conduttori delle frecce d’argento non c’è più nemmeno un rispetto formale. Si sono scambiati vicendevoli accuse, alzando i toni della voce, nel meeting voluto nel de-briefing da Wolff e Lauda. E i due galli del pollaio quando parlano dell’avversario non lo nominano nemmeno più. Questa è una partita che si gioca in pista, ma anche fuori. Dove conta saper tenere schiacciato l’acceleratore e quanto capacità di condizionare l’ambiente, la squadra, i tifosi e la stampa.

LEWIS IL “BUONO”, NICO IL “CATTIVO”
Il pubblico di Spa si è schierato con la “vittima” (Lewis) e ha riservato bordate di fischi al “boia” (Nico). Rosberg non aveva niente da perdere da un incidente in cui i due rivali sarebbero rimasti fuori dal gioco e ha messo i panni del “cattivo”, mentre Hamilton ora cerca di recitare la parte del “buono” maltrattato.

LA RADIO STRUMENTO DI… PROPAGANDA
L’uso della radio di bordo una volta serviva solo alle comunicazioni fra il pilota e gli uomini del muretto dei box. Erano scambi di informazioni utili all’andamento della corsa. Da quando le conversazioni vengono trasmesse in diretta tv sono diventate anche strumento di… propaganda o di condizionamento. Hamilton, finito nelle retrovie dopo il cambio gomme, non era più riuscito a riprendere un ritmo di gara decente e così ha invocato un ritiro volontario per salvaguardare il motore (in una stagione se ne possono usare solo cinque, altrimenti scattano delle penalità che si pagano sulla griglia di partenza: dieci posizioni per la power unit completa, cinque per uno degli elementi che la compongono).

HAMILTON E’ TROPPO LAMENTOSO
Il britannico ha fatto i conti, visto che nel suo computo c’è un V6 Turbo in meno (quello andato letteralmente a fuoco in Ungheria) e ha iniziato a sfinire il muretto box con continue richieste di rientro anticipato in pit lane. Un atteggiamento lagnoso che poi è stato assecondato da Paddy Lowe, direttore tecnico di Brackley. Un atteggiamento poco sportivo, ma capibile per chi si vede sfuggire dalle mani un altro titolo mondiale. Il fatto è che la Red Bull Racing ha piazzato un altro colpo con Daniel Ricciardo. L’australiano è stato magistrale nel saper condurre nei lungi curvoni da brivido (Eau Rouge-Raidillon e Blanchimont) una RB10 scarica aerodinamicamente, con ali più adatte a Monza che ai saliscendi delle Ardenne.

LA RED BULL E’ UNA MINACCIA
Adrian Newey ha cercato di compensare con l’aerodinamica l’assenza di potenza della power unit della Renault: Ricciardo ha mostrato una velocità massima di 312,4 km/h, risultando il secondo alla speed trap dietro solo a Nico Rosberg capace di 314,1 kn/h. Se il successo in Ungheria poteva starci, quello di Spa-Francorchamps è davvero inaspettato, tanto da aprire nuovi scenari in una stagione che sembrava già decisa a favore delle Mercedes.

DANIEL RICCIARDO E’ UN TOP DRIVER
Se Daniel riuscirà a non pagare troppo dazio a Monza, il “canguro” potrebbe inserirsi come un cuneo fra i due galletti di Brackley, anche perché la Red Bull Racing avrebbe accorciato i rapporti (è concessa una variazione all’anno) per sfruttare le caratteristiche della macchina su piste come Singapore e Suzuka. Insomma a Milton Keynes non si sono ancora arresi e si augurano che Nico Rosberg e Lewis Hamilton continuino la loro faida personale per sfruttare tutte le situazioni che si potranno ancora verificare. Ricciardo si trova a 64 punti da Nico e a 35 lunghezze dall’inglese: sono molti, ma non bisogna dimenticare che l’ultima gara di Abu Dhabi conterà doppio, valendo 50 punti.

LA MERCEDES DEVE TROVARE UNA LINEA GUIDA
Ecco perché alla Mercedes faranno bene ad allacciarsi le scarpe, evitando che una guerra intestina possa giovare al terzo incomodo: con l’astronave argento sarebbe folle lasciare riaprire i giochi di un campionato che era già finito. Il pallino ce l’hanno in mano Toto Wolff e Niki Lauda: finora hanno navigato a vista, senza una strategia . Ora dovranno darsi delle linee guida alle quali i duellanti dovranno attenersi. Qualsiasi vincolo gioverà a favore di Rosberg che si trova davanti e non ci sorprenderemmo affatto se l’inglese dovesse decidere di lasciare la Mercedes nel momento in cui vedesse svanire il titolo.

UN LEWIS “FERITO” RIAPRIRA’ IL MERCATO?
Un Lewis “ferito” (che Niki Lauda cerca sempre di blandire) potrebbe scompaginare un mercato che è virtualmente chiuso. Tanto più che anche Sebastian Vettel sta soffrendo la supremazia di Daniel Ricciardo: i 52 secondi di distacco a Spa pesano, anche se il tedesco ha avuto seri problemi sulla RB10 (una volta di più quest’anno). Ma non si creda Fernando Alonso di poter andare alla Red Bul Racing (lo spagnolo si è fatto vedere sabato pomeriggio all’Energy Station con il suo manager per mettere pressione alla Ferrari) perché se il tedesco dovesse davvero andare via da Milton Keynes, verrebbe promosso in RBR il russo Daniil Kvyat che sta facendo molto bene alla Toro Rosso. I “bibitari” perseguono la politica autocratica nella scelta dei piloti e, difficilmente, andrebbero ad affiancare al loro fenomeno del momento, Daniel Ricciardo, un campione scafato come l’asturiano. Monza, quindi, dovrà sciogliere molti nodi. Alcuni sembrano scorsoi…

 

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Campionati Formula 1
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