Ferrari: un pacchetto che non può essere un... pacco

Ferrari: un pacchetto che non può essere un... pacco

Troppe novità sulla SF15-T evo che, forse, non è da bocciare. E' da rivedere il metodo di lavoro sullo sviluppo?

La Mercedes ha allungato il passo. Nico Rosberg e Lewis Hamilton hanno regalato alla Stella a tre punte la loro 14esima doppietta, eguagliando un’altra coppia, quella leggendaria formata da Ayrton Senna e Alain Prost con la McLaren-Honda alla fine degli anni ’80. Bisognerà aspettare che la cronaca diventi storia per attribuire alle vittorie delle frecce d’argento il giusto peso che meritano, ma forse non ci stiamo rendendo conto che i due stanno scrivendo pagine che resteranno scolpite nella storia della F.1. Magari non ci stanno regalando corse palpitanti per la superiorità che mettono in campo, perché sono tornate a fare gara a sé.

LA MERCEDES GUARDA TUTTI DALL’ALTO IN BASSO
L’ha capito, eccome, Maurizio Arrivabene. Il team principal era nero come la pece nel dopo Gp: altro che festeggiare il quinto podio di fila della Rossa, perché quel terzo gradino di Sebastian Vettel (era il 70esimo podio del tedesco) sta diventando sempre più… piccolo. Toto Wolff e Niki Lauda tornano a guardare gli avversari con il… binocolo da una posizione dominante, vale a dire dall’alto in basso. E questo brucia, perché il manager bresciano si era abituato a guardarli fisso negli occhi. E magari sperava di incutergli un po’ di timore…

IL DISTACCO DI VETTEL DI 45 SECONDI DEVE FAR RIFLETTERE
Pesano i 45 secondi che la SF15-T Evo ha pagato alle W06 Hybrid. Un salto indietro che deve allarmare gli uomini di Maranello. Questo distacco è peggiore di quello australiano che già sembrava abissale (34 secondi) perché in cuor loro i tecnici del Cavallino ambivano a dare il secondo “schiaffone” alle truppe di Brackley e di Brixworth, dopo la Malesia. E, invece, è arrivata la doccia fredda. Anzi gelata.

OCCHIO ALLA WILLIAMS CHE SI RIAVVICINA!
Perché la Ferrari ha perso la… scia della Mercedes, ma sente che dietro si fa minacciosa la Williams. Per il momento c’è solo Valtteri Bottas che riesce a mettere una FW37 fra le Rosse. Il finlandese ha piantato un cuneo fra le due versioni della SF15-T. La nuova Rossa contro la “vecchia”, se così si può dire. E nei test che iniziano domani proprio a Montmelò la squadra del Cavallino deve trovare delle risposte ad una serie di dubbi, per fare in modo che le speranze non diventino disillusioni.

BARCELLONA E’ UNA GALLERIA DEL VENTO ALL’APERTO
La pista di Barcellona ci è sempre stata presentata come una sorta di galleria del vento naturale, dove è possibile valutare efficienza e carico aerodinamico delle monoposto. Si è sempre detto che una macchina che va forte in Catalunya, non avrà problemi sulle altre piste del mondiale. E se è per questo Aldo Costa può dormire sonni tranquilli, mentre a James Allison devono essere venuti i sudori freddi.

DOVE SONO SPARITI I QUATTRO DECIMI DI MIGLIORAMENTO?
Perché sono affiorati i dubbi che l’evoluzione portata in Spagna non sia molto meglio della Rossa che ha corso fino in Bahrein. Dove sono spariti i quattro decimi che dovevano esserci? Il team principal del Cavallino ci vuole andare con i piedi di piombo prima di buttare tutto all’aria, ma la sua analisi cruda è stata molto seria: vuole capire se la macchina non si adatta alla pista di Barcellona, oppure se i problemi dipendono dal nuovo pacchetto aerodinamico.

L’ANALISI DEI NUMERI DEVE FAR RIFLETTERE
Il risultato della pista parla a favore delle novità (pance rifatte, ali, diffusore, fondo e chi più ne ha più ne metta): Sebastian Vettel con la Evo è stato davanti a Kimi Raikkonen in qualifica e in gara. Se ci si ferma ai macro numeri non ci sono dubbi: si deve andare avanti con le modifiche senza timore. Ma “Iceman” si è lamentato subito della maneggevolezza della Ferrari nuova e aveva manifestato la sua voglia di tornare indietro per ritrovare quella Rossa di cui aveva imparato a fidarsi, dopo la F14 T spesso traditrice.

LA EVO PIU’ LENTA DI UN SECONDO!
E Kimi non si è giocato le sue carte in qualifica (una gomma cotta nella termocoperta gli ha impedito di sfruttare il pieno potenziale della SF15-T vecchia, visto che ha disputato l’ultimo run con pneumatici usati), altrimenti certi tarli sarebbero già stati tolti prima del via. Volete qualche ragguaglio? Raikkonen nel giro più veloce in gara ha preso 1”661 da Hamilton e 0”822 da Rosberg, ma ha rifilato 0”806 al compagno di squadra tedesco con la “nuova”. Il distacco diventa ancora più eclatante se si sommano i tre migliori intertempi e si ricava il giro ideale: 1’29”373 per il finlandese contro 1’30”522 per Sebastian. Balla oltre un secondo, che è decisamente troppo…

QUANDO IL CARICO SI TRASFORMA IN DRAG: TROPPE MODIFICHE INSIEME
Se il carico aerodinamico (spinta verticale) si trasforma in drag (maggiore resistenza all’avanzamento) sono guai. Molto seri. Perché i punti di galleria non si guadagnano, ma si perdono. Probabilmente nella fretta di trafiggere le Mercedes, la Ferrari non ha portato grandi modifiche nelle prime quattro gare, ma solo adattamenti della SF15-T alla pista, e, forse, in Spagna ha messo troppa carne al fuoco. Paddy Lowe, per esempio, ha preferito diluire le novità sulla W06 Hybrid un po’ alla volta, completando il pacchetto al Montmelò che ha reso le frecce d’argento di nuovo imprendibili.

SENZA COLLAUDI FORSE BISOGNA PROCEDERE PER GRADI
Senza test in pista bisogna affidare tutti gli sviluppi alla galleria del vento, al CFD e al simulatore. Nella realtà virtuale la squadra del Cavallino sembra aver trovato una correlazione con la pista, per cui sarebbe da escludere che tutto sia da buttare via, come accadeva puntualmente l’anno scorso. Ora i conti tornano. Il problema, quindi, sta altrove.

NEI TEST DI BARCELLONA AVREMO SUBITO LA RIPROVA…
Che sia di metodo? Maurizio Arrivabene e James Allison a inizio anno avevano convenuto che sarebbero andate in macchina solo le modifiche adeguatamente testate, per cui non ci sarebbero stati adeguamenti della Rossa gara per gara, ma step evolutivi ben definiti. Il “pacchettone” (che non è un… pacco) probabilmente ha bisogno di essere messo a punto, aggiungendo un particolare nuovo alla volta e non tutto insieme. I due giorni di test con Raffaele Marciello ed Esteban Gutierrez serviranno proprio a questo (una giornata sarà dedicata al lavoro di sviluppo delle gomme Pirelli) e non ci dovremmo sorprendere se la SF15-T troppo “acerba” nel Gp, possa maturare in seguito. Ma allora non si capisce perché per collaudi così delicati per l’andamento della stagione non sia stato richiamato un pilota titolare?

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A proposito di questo articolo
Campionati Formula 1
Piloti Kimi Raikkonen , Sebastian Vettel
Articolo di tipo Ultime notizie