F1: ecco perchè non si è scatenata la guerra dei motori

Nella F1 Commission di lunedì non si è parlato di congelamento delle power unit, sebbene l'argomento sembrasse una priorità impellente per la Red Bull. Il tema potrà essere riproposto solo quando verrà delineato quale sarà lo scenario futuro dei motori nei GP. Ma nel frattempo emerge il dubbio che il disimpegno della Honda possa cominciare prima del ritiro a fine 2021 con la riduzione degli investimenti sul mondiale del prossimo anno.

F1: ecco perchè non si è scatenata la guerra dei motori

La Red Bull sperava che il congelamento dei motori diventasse uno dei temi di principale discussione nella F1 Commission di lunedì 26 ottobre, ma così pare non sia stato. La presunta battaglia sulle power unit non c’è stata.

Christian Horner e Helmut Marko sembravano avere fretta per definire il futuro a livello motoristico per capire se potranno portare avanti la collaborazione con la Honda rilevando il materiale di F1 prodotto dalla Casa giapponese, ma hanno dovuto fare i conti con una realtà diversa.

Va detto che il regolamento di F1 già ora prevede un livellamento delle prestazioni delle power unit a partire dal 2023, ma siccome non si è ancora arrivati a quel risultato che era stato raggiunto brillantemente alla fine dell’era dei motori V8 di 2,4 litri aspirati, l’argomento dei “bibitari” non ha trovato sostegno perché diventasse argomento di discussione.

Anzi gli uomini di Dietrich Mateschitz si sono sentiti sciorinare cosa recita il regolamento in materia di squadre che restano senza la fornitura dei motori, sentendosi ripetere quello che già sapevano a memoria e vale a dire che il Costruttore impegnato in F1 con meno team clienti “deve” assicurare la disponibilità di motori.

In prospettiva 2022, quindi, è la Renault il motorista che non avrà altra fornitura se non quella del proprio team ufficiale Alpine e in secondo luogo se la Ferrari dovesse proseguire con Haas e Alfa Romeo avrebbe uno slot libero per Red Bull Racing o AlphaTauri.

È giusto che a Milton Keynes puntino all’accordo con un unico Costruttore per non perdere i vantaggi e la possibilità di risparmio dalla sinergia tecnica che deriva dal disporre di Red Bull Technology, il polo che progetta e produce le parti dei due team di Mateschitz.

Ma intorno a questo scenario cominciano a emergere alcune indiscrezioni che, in qualche modo, spiegano come mai i vertici Red Bull non abbiano affondato il piede sull’acceleratore in materia di congelamento dei motori.

Sembra che dietro alla volontà della Casa giapponese di lasciare la F1 alla fine del 2021 dopo aver espresso il massimo potenziale tecnico nel campionato prossimo, si nasconda una realtà meno fulgida di quanto i tecnici Honda vanno auspicando.

I nipponici, infatti, avrebbero deciso di anticipare al prossimo mondiale la power unit che sarebbe stata destinata al 2022, vale a dire quando faranno il loro debutto i nuovi regolamenti con le monoposto a effetto suolo. La Honda vorrebbe dare una dimostrazione di forza prima di uscire dal Circus, consentendo alla Red Bull di sfidare la Mercedes nella lotta iridata.

Ma le indiscrezioni portano da un’altra parte: il marchio del Sol Levante si era dato il GP d’Italia a Monza come limite per chiudere il gap tecnologico con la power unit prodotta a Brixworth e, nonostante gli investimenti esorbitanti nel Centro Ricerche di Sakura, si sarebbero resi conto dell’incapacità di raggiungere le prestazioni della Stella, per cui sarebbe nata l’idea di gettare la spugna.

La drammatica situazione economica innescata dalla pandemia del COVID-19 ha accelerato la decisione che è stata ammantata dalla volontà, legittima, di orientare gli investimenti destinati alla F1 alla ricerca della mobilità sostenibile e al raggiungimento del carbon free entro il 2050, un limite che il mondo dei GP si è dato venti anni prima!

E allora emergerebbe addirittura uno scenario di graduale disimpegno ben prima del ritiro a fine 2021: secondo alcuni bene informati la logica del taglio dei costi potrebbe portare a un ridimensionamento delle ambizioni Honda già per l’anno prossimo.

Noi ci auguriamo che non sia affatto così e che la Red Bull possa permettere a Max Verstappen di lottare con le frecce nere, nel tentativo di rompere l’egemonia Mercedes.

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