Cesarini: "Brembo sviluppa freni a comando elettrico!"

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Cesarini:
Di: Franco Nugnes
18 mag 2015, 12:13

Il responsabile Racing di Curno lancia una proposta per le monoposto del 2017: stesse prestazioni, meno peso

Cesarini:

Lo Strategy Group ha tracciato quali dovrebbero essere le linee guida per ridare vigore alla Formula 1. Molte proposte per il 2017 sono solo degli enunciati che andranno riempiti da contenuti tecnici e sportivi. L’idea è di avere monoposto più veloci di cinque o sei secondi al giro, con un suono più aggressivo grazie all’aumento del regime di rotazione delle power unit e un look più muscoloso. Tante parole, ma poche idee precise. Tanto che anche il ritorno dei rifornimenti sarà messo in discussione se, com’è inevitabile, determineranno un aumento dei costi per portare in giro per il mondo le strutture e gli uomini in più che sono indispensabili.

Un punto fermo è che resteranno i motori ibridi. Grazie alla batteria che produce tre differenti voltaggi è pensabile rendere le monoposto sempre più “elettrificate”, rinunciando agli impianti idraulici di comando con un sensibile risparmio di peso, utile a trovare una maggiore efficienza dei sistemi e incrementare le prestazioni.

La Brembo, azienda leader nei freni che festeggia quest’anno i 40 anni della sua storia, sta sviluppando un concetto innovativo che potrebbe essere rivoluzionario non solo nelle corse, ma anche nel mondo dell’automotive in generale: i freni a comando elettrico.

Per capire di che si tratta ne abbiamo parlato con Riccardo Cesarini, responsabile di Brembo Racing:
“Credo che sia giusto seguire il filone di sviluppo dei Costruttori del veicolo: le piattaforme sono sempre più orientate all’ibrido”.

Questo vuole dire che le vetture avranno più comandi e servizi elettrici che oggi sono idraulici con un importante risparmio di peso?
“L’ibrido porta tensioni disponibili in vettura che non c’erano. Lo sviluppo di un brake-by-wire è stato possibile solo grazie ai diversi circuiti elettrici, perché con i soli 12 volt era difficile avere coppie frenanti adeguate a fermare vetture di grosso peso e prestazioni. Ora l’infrastruttura c’è, così come è più matura la competenza meccatronica in Brembo: negli ultimi quindici anni abbiamo investito tantissimo in un gruppo e in un’organizzazione dedicata nella quale si fondono le tre competenze madri, la meccanica, l’elettronica e l’informazione tecnologica. Questo è un filone inarrestabile…”.

E’ più facile che si veda un freno a comando elettrico sul prodotto o in F.1?
“Dipende dai regolamenti, oggi in F.1 è vietato. La tecnologia è matura, è applicabile. Ovviamente va fatto uno sviluppo dedicato, però nulla osta di avere in un futuro delle macchine da corsa con i freni a comando elettrico, non solo in F.1, ma parlo anche di altre categorie”.

Ne avete parlato con le squadre o la FIA?
“Qualsiasi cosa che ci permetta di usare le corse come un laboratorio utile alla ricerca ci interessa, ma sono diversi gli attori coinvolti in queste scelte: l’ente sportivo, le squadre, il promotore”.

La Federazione Internazionale vuole una F.1 che contribuisca allo sviluppo tecnologico, altrimenti non avrebbe difeso le power unit a spada tratta…
“Sì, dovrebbe esserci una convergenza di interessie. L’importante è dare una progressività delle scelte che tenga conto anche dei costi…”.

Si vuole cambiare la F.1 nel 2017…
“Un’apertura del regolamento in questo senso dovrebbe essere intrecciata con dei tempi graduali in step successivi, ma non sarebbe male tracciare una road map tecnologica. Il brake by wire è stato un inizio importante: per la prima volta c’è dell’elettronica a bordo dell’impianto frenante nei riguardi non solo della vettura, ma anche del feeling del pilota”.

All’inizio i piloti si lamentavano che il brake-by-wire togliesse un po’ di sensibilità alla staccata tradizionale. Il problema è stato risolto?
“Siamo partiti con calcoli di simulazione e prove al banco per cui era inevitabile che nei test invernali dello scorso anno ci fosse ancora qualcosa da mettere a punto, ma non c’era solo il brake-by-wire di totalmente nuovo. L’obiettivo, comunque, era di rendere il sistema completamente trasparente rispetto allo stile di guida del pilota. E credo che sia stato un target che sia stato raggiunto in molto meno di un anno. Molte squadre erano già a posto alla prima gara, altre hanno dovuto fare un po’ di fine tuning seguendo lo sviluppo della power unit”.

A quando i freni elettrici? L’idea è lanciata. Il Circus cosa ne pensa?

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