Caso Verstappen: dopo il video si scatena una reazione a catena

La pubblicazione da parte di F1 delle immagini della camera car di Max hanno permesso a Mercedes di chiedere la revisione della dura difesa di Max su Hamilton nel GP di San Paolo. Il collegio dei commissari sportivi che era in Brasile sarà chiamato ad esprimersi prima della gara in Qatar, ma gli animi si sono surriscaldati, per cui aspettiamoci altri episodi che potranno condizionare l'esito di uno dei mondiali più belli e combattuti.

Caso Verstappen: dopo il video si scatena una reazione a catena

La posta in palio è notevole e i valori in campo talmente equilibrati da costringere le parti in causa a non poter tralasciare il minimo dettaglio. Uno scenario nel quale Red Bull e Mercedes si stanno dando battaglia su tutti i fronti possibili, in pista e fuori, con un monitoraggio reciproco di tutte le attività tecniche e sportive.

Il weekend di Interlagos è stato un esempio molto chiaro del livello che ha raggiunto questa guerra sportiva, e le vicende del fine settimana brasiliano non si sono concluse con la partenza in direzione Doha.

Tra gli episodi più discussi dopo la gara di domenica scorsa c’è stata la decisione dei commissari sportivi di non analizzare nel dettaglio quanto avvenuto nel corso del giro 48, ovvero quando Max Verstappen si è difeso dall’attacco portatogli da Lewis Hamilton, allungando la staccata alla curva ‘4’ costringendo il rivale a transitare nella via di fuga.

Lewis Hamilton e Toto Wolff festeggiano dopo la vittoria Mercedes a San Paolo

Lewis Hamilton e Toto Wolff festeggiano dopo la vittoria Mercedes a San Paolo

Photo by: Steve Etherington / Motorsport Images

La Mercedes ha subito aperto le comunicazioni con il direttore di gara Michael Masi, e lo stesso ha fatto la Red Bull per sostenere l’operato di Verstappen. L’episodio dopo essere stato “noted”, ovvero notato dai commissari sportivi, è stato archiviato senza sanzioni. Da qui l’ironico “naturalmente” di Hamilton, informato via-radio, e lo sfogo di Toto Wolff quando pochi giri dopo Lewis è riuscito a prendere il comando della corsa.

Due ore dopo la bandiera a scacchi, Masi ha un po' stupito quando nel rispondere ai media sulle motivazioni che hanno portato gli steward a “non investigare”, ha spiegato la scelta con la mancanza delle immagini frontali della camera onboard di Verstappen.

In quel momento sulla monoposto dell’olandese era attiva la telecamera che inquadra il posteriore della vettura e, per recuperare la visione anteriore, sarebbe servito del tempo. Una spiegazione che non ha proprio convinto del tutto, considerando che soprattutto le immagini dall’alto hanno dato un quadro chiaro di quanto è avvenuto.

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Il video è poi apparso ieri, quando la produzione televisiva di Formula 1 lo ha estrapolato dalle immagini registrate, e mostra come Verstappen nell’ingresso alla curva ‘4’ abbia ruotato il volante con un minimo angolo, uscendo dalla traiettoria abituale e spingendo di conseguenza Hamilton nella via di fuga.

La disponibilità di nuove evidenze è stata un’opportunità che Mercedes ha preso al volo per chiedere alla FIA di rianalizzare il caso.

In queste circostanze è il collegio dei commissari sportivi della gara in questione (quindi quelli presenti in Brasile) a dover tornare sulla faccenda, e tra domani e venerdì dovrebbero riunirsi in videoconferenza per decidere se sanzionare l’olandese o archiviare definitivamente il caso.

Non è ancora chiaro se un’eventuale sanzione potrebbe retrocedere Verstappen di una posizione nella classifica del Gran Premio del Brasile o se dovrà scontare una penalità sulla griglia di partenza di Losail.

Tuttavia sono pochi gli addetti ai lavori che credono nella possibilità che il collegio degli sportivi che ha operato a Interlagos cambierà la sua visione sull’episodio, come dimostrano alcuni precedenti, ovvero il caso dell’incidente di Silverstone (imputato Hamilton) di quest’anno e più indietro il discusso caso di Sebastian Vettel a Montreal nel 2019.

Una certezza assoluta è, invece, il clima che si respirerà a Doha tra i contendenti ai titoli 2021. L’approccio a “tolleranza zero” minacciato da Wolff dopo il caso dell’ala posteriore ad Interlagos fa intendere che in squadra hanno già tutto pronto per presentare reclami qualora lo ritenessero necessario, ma è una possibilità che valutano anche in Red Bull.

Dettaglio dell'ala posteriore della Mercedes di Lewis Hamilton contestata nel GP del Brasile

Dettaglio dell'ala posteriore della Mercedes di Lewis Hamilton contestata nel GP del Brasile

Photo by: Giorgio Piola

Christian Horner ha proseguito anche in Brasile la sua campagna contro l’ala posteriore della Mercedes e, commentando la cavalcata vincente di Hamilton, ha sfoggiato un sorriso malizioso evidenziando le doti motoristiche che ha garantito la nuova power unit montata da Lewis nel weekend di Interlagos.

Tutti gli scenari a questo punto sono possibili, e la linea della Mercedes (che ha fatto passare il messaggio di essersi sentita penalizzata ingiustamente in Brasile) appare più un attacco che una difesa.

Puntare il dito contro i cambi di ala concessi alla Red Bull nel parco chiuso sia in Messico che in Brasile è fumo negli occhi. Finora le monoposto di Verstappen e Perez hanno sempre passato le verifiche senza problemi e se c’è un precedente simile è quello di Kimi Raikkonen a Baku nel 2019. L’ala anteriore dell’Alfa Romeo Racing non superò i test di flessibilità per la rottura di un supporto, ma ‘Iceman’ fu comunque costretto a partire dalla pit-lane.

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