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Formula 1 GP di Monaco

F1 | Budget Cap 2026: vi sveliamo come e dove può cambiare

I team di Formula 1 hanno presentato proposte per rendere il budget cap più efficiente. Si è parlato dell'aumento a 220 milioni di dollari, includendo però tutte le spese relative alle attività esterne alla F1 di ogni squadra. Ma non solo...

La partenza del GP di Miami

Il regolamento finanziario Formula 1, entrato in vigore a partire dalla stagione 2021, è oggetto di costanti valutazioni. Nel corso dei primi tre anni di regime ‘budget cap’ sono emerse alcune aree grigie che sono state al centro di discussioni e polemiche tra le squadre sotto il monitoraggio costante della Federazione Internazionale.

Nello scenario dei colloqui che si stanno tenendo tra i rappresentanti dei team per il varo del nuovo ‘Patto della Concordia’ (che entrerà in vigore a partire dal 2026) sono state anche presentate delle proposte per rendere più efficiente il regolamento finanziario, che a differenza del ‘Concorde agreement’ (Patto della Concordia) è di competenza della FIA.

Al momento il limite massimo di spesa imposto alle squadre è di 135 milioni di dollari, cifra che sale a 142,2 (ovvero 130 milioni di euro) includendo gli extra previsti per un numero di Gran Premi superiori a 21 e le gare sprint. La proposta supportata da diverse squadre è di estendere il budget massimo a 220 milioni di dollari (202,2 milioni di euro) includendo però tutte le spese relative alle ‘Non F1 activities’ che sono attualmente oggetto di molte polemiche.

La barca di Alinghi Red Bull Racing con cui prenderà parte alla prossima America's Cup.

La barca di Alinghi Red Bull Racing con cui prenderà parte alla prossima America's Cup.

Foto di: Alinghi Red Bull Racing

Le squadre di vertice hanno sfruttato un’area grigia del regolamento varando programmi interni all’azienda ma ufficialmente estranei all’attività Formula 1. Uno degli esempi sono i programmi America’s cup (Alinghi per Red Bull, Ineos per Mercedes) che hanno permesso alle squadre di poter aver all’interno dell’azienda forza lavoro i cui costi sono stati addebitati al programma F1 solo in alcuni periodi dell’anno. Dopo le polemiche del 2020 innescate dai top-team che lamentavano la necessità di dover licenziare dal 15 al 20% del personale all’epoca in forza alle squadre, in realtà nel corso degli ultimi tre anni il numero di dipendenti è tornato ad essere lo stesso del 2019, ovvero (nel caso delle squadre di vertice) vicino al migliaio.

La FIA ha fatto uno sforzo notevole per riuscire a monitorare i passaggi di personale tra le F1 activities e le non-F1 activities, ma resta di fatto un’area grigia. La nuova proposta in vista del 2026 è quella di allargare molto il tetto massimo di spesa, con il vincolo però di considerare dipendenti a tempo pieno del programma F1 (con il totale carico del costo salariale) ogni persona che operi anche per un periodo molto ridotto di tempo sul progetto. In apparenza l’aumento di budget può sembrare penalizzante per le squadre che non arrivano a disporre di 200 milioni di euro di budget stagionale, ma d’altra parte non crea una discrepanza tra le i team di vertice (che possono permettersi programmi alternativi) e le altre squadre.

Un'altra proposta di modifica al regolamento finanziario, attualmente sul tavolo, riguarda il costo del lavoro. Ci sono differenze non marginali tra i costi che sostengono le squadre con sede in Inghilterra e quelli di cui devono farsi carico Ferrari e Sauber, più elevati anche a causa anche di sistemi fiscali differenti. La proposta prevede di parametrizzare i costi, eliminando dal budget cap il delta riconosciuto a livello europeo che differenzia il costo tra le varie nazioni, al fine di livellare l’impatto dei salari (la prima voce di costo di tutti i team) sul limite massimo di spesa.

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