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F1 | Binotto: "Strategia? No, il problema è la macchina"

Mattia Binotto, team principal della Ferrari, spiega cosa sia andato storto al Gran Premio di Ungheria. La sua attenzione è posta sulla monoposto, ma anche le strategie hanno destato diverse perplessità.

Mattia Binotto, Team Principal, Ferrari

Alexander Trienitz

Mettere su carta ciò che si pensa non è sempre automatico. Ci sono diverse situazioni in cui le cose possono andare in maniera molto diversa dalle aspettative. Pensiamo alla Ferrari: arrivata a Budapest con il preciso intento di portare a casa una doppietta, è andata incontro a uno dei fine settimana più difficili della stagione, se non il peggiore in assoluto, perché non solo non ha recuperato punti sulla Red Bull, ma ne ha addirittura persi in una gara - almeno sulla carta - favorevole.

Alla Rossa non è andato bene nulla. Eppure sino a metà gara tutto lasciava presagire a un buon gran premio. Le F1-75, soprattutto con Charles Leclerc, stavano dimostrando di avere un buon passo anche se non quello schiacciasassi mostrato al venerdì, quando le temperature dell'asfalto erano più alte di circa 20 gradi.

Al momento del secondo pit stop tutto si è complicato. La scelta - ritenuta non valida già dalla Pirelli prima della gara - ha messo in difficoltà Leclerc, il quale ha perso diverse posizioni sino a essere costretto a fare un terzo pit stop per montare gomme Soft. Ma ormai la gara era compromessa.

A fine gara Mattia Binotto, team principal della Ferrari, si è concesso ai microfoni di Sky per commentare una domenica molto difficile, forse una delle peggiori da quando è al comando della Scuderia, considerando la competitività delle monoposto di Maranello in questa stagione. Ed è proprio la F1-75 a finire sotto la sua lente d'ingrandimento.

"Di base la vettura non ha funzionato come ci aspettavamo, come ci si aspettava. Credo che sia evidente. Poi sento parlare delle strategie, le gomme... Di base non è un problema di strategia ma di macchina che non andava. Oggi Sainz aveva la stessa strategia di Hamilton ma Lewis finisce secondo e Carlos fuori dal podio pur essendo partito davanti".

Carlos Sainz, Ferrari F1-75, Charles Leclerc, Ferrari F1-75

Carlos Sainz, Ferrari F1-75, Charles Leclerc, Ferrari F1-75

Photo by: Mark Sutton / Motorsport Images

"In queste condizioni la Ferrari ha faticato. Non c'era motivo per cui le gomme Hard potessero funzionare così male, quindi se oggi la macchina ci fosse stata non saremmo qui a parlare di scelta gomme. Oggi non ha funzionato niente, ma di base la macchina, non ci ha dato l'idea di fare ciò che volevamo e Carlos è l'esempio principale. Prima di tutto cercheremo di capire perché la macchina non avesse il passo giusto. Questa è la nostra priorità".

"Oggi la macchina non ha funzionato come venerdì in condizioni differenti e nella prima parte di stagione. Non siamo riusciti a tenere il passo gara di altre vetture, Red Bull e Mercedes. Di base c'è questo e dovremo analizzare perché non ho risposta ma qualcosa non ha certamente funzionato".

Secondo Binotto, contrariamente a quanto ha affermato Charles Leclerc a fine gara, il vantaggio delle Rosse nei primi 2 terzi di gara era dato da un margine di gomma che aveva lo stesso monegasco per aver montato le gomme più tardi rispetto a Russell.

"All'inizio Leclerc era su Medium contro altre macchine con gomme Soft. Quindi il confronto con gli altri sarebbe da vedere con vetture a parità di gomme. La Soft era più veloce nei primi giri e poi ha degradato. Russell, invece, è comunque stato superato a parità di gomme. Quando però è rientrato con le Medium contro Russell c'erano 4 decimi in favore di Charles, ma era il gap che c'era per via della differenza di giri tra le gomme che avevano i due. Charles ha fatto un po' meglio di Carlos oggi, ma di base non avevamo quel respiro che era necessario avere per fare quello che volevamo".

"Io, Mattia, responsabile della Scuderia Ferrari, analizzo prima le prestazioni della macchina, poi le strategie. Il problema più grosso è quello. Non dico che sia stato tutto perfetto, ci sono state tante cose che non lo sono state a partire dai pit stop e altre cose. Ma per quello che è il mio ruolo preferisco dare priorità alla macchina, capire cosa non sia andato, poi a tutto il resto".

Binotto ha infine spiegato la scelta di montare gomme Hard per quello che avrebbe dovuto essere l'ultimo stint di gara di Leclerc. Secondo il team di Maranello le mescole più dure avrebbero dovuto garantire un vantaggio negli ultimi giri. Cosa, che però, non è stata.

"Noi sapevamo che passando dalle Medium alle Hard avremmo avuto 2 o 3 giri di warm up molto complessi. Dalle nostre analisi erano 10 giri in cui le Medium avrebbero avuto vantaggio, poi le Hard avrebbero dovuto pagare dividendi. Su uno stint di 30 giri i primi 10 erano quelli difficili per poi avere vantaggio negli ultimi giri".

"La scelta delle Hard è stata estemporanea, nel senso che abbiamo scelto con Leclerc di proteggere Verstappen. Avremmo pagato nei primi giri con le Hard per poi tornare all'attacco alla fine", ha concluso Binotto.

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