Binotto: "Il motore ci rende fragili nei confronti diretti"

Il team principal Ferrari ha rilasciato un'intervista ad Auto Motor und Sport nella quale ha parlato molto di power unit. E' soddisfatto dei risultati conseguiti in questo avvio di stagione dalla SF21, ma ammette che "...manca ancora un po' di potenza sul fronte motore, anche se abbiamo fatto ottimi progressi. Mattia contrario alla ricerca dell'allineamento delle potenze: "Ci sono differenze di soli due decimi fra i propulsori".

Binotto: "Il motore ci rende fragili nei confronti diretti"

In un’intervista concessa alla testata Auto Motor und Sport, Mattia Binotto ha parlato dei progressi confermati dalla Ferrari in questa prima fase di stagione sottolineando che si tratta solo di un primo passo sulla strada per tornare al vertice.

“È stato importante poter fare nuovamente affidamento sui nostri dati – ha spiegato il team principal del Cavallino - la correlazione con la pista è di nuovo corretta. Abbiamo lavorato bene sui nostri punti deboli dello scorso anno, ovvero l'elevata resistenza aerodinamica della monoposto, la potenza del motore, la stabilità e il carico aerodinamico in generale. Per questo sono contento dei riscontri arrivati finora, siamo in linea con il programma che avevamo elaborato per la prima fase di stagione”.

“Ci manca ancora un pò di potenza sul fronte motore – ha proseguito Binotto - anche se abbiamo fatto ottimi progressi. Questo aspetto ci rende più vulnerabili nei confronti diretti in gara". 

"Abbiamo riscontrato miglioramenti significativi sul fronte aerodinamico, ma non siamo ancora al livello dei due top team. Realisticamente non era possibile sperare in qualcosa di più, considerando le restrizioni legate alle parti omologate che hanno reso impossibile operare su diverse aree".

"Restrizioni che ci sono anche sul fronte motore, con un impatto anche maggiore. Si cercano sempre maggiori prestazioni senza andare a scapito dell’affidabilità, sono due obiettivi distinti. Lo sviluppo della power unit richiede più tempo rispetto alla monoposto, ma considerato il poco tempo a disposizione abbiamo reagito bene”.

L’allineamento delle potenze non ha senso

“Oggi la differenza tra i singoli motori non è abbastanza grande da richiedere un allineamento delle performance – ha spiegato Binotto parlando della possibilità che venga inserito nel regolamento un sistema per allineare le potenze delle power unit in vista del congelamento - c’è una buona convergenza naturale entro un margine di due decimi". 

"Non avrebbe molto senso chiedere un allineamento, ma ovviamente il nostro obiettivo non è quello di entrare in una finestra di due decimi: vogliamo essere i migliori. Ci vorrà quindi un altro grande sforzo per fare un ulteriore passo avanti nel 2022, sappiamo di non essere ancora i migliori ma abbiamo un’opportunità per migliorare”.

La sfida in vista del prossimo anno include anche l’interpretazione del nuovo regolamento in tema di carburanti, con l’introduzione di una percentuale del 10% di biofuel prevista a partire dal 2022.

“È un grande lavoro – ha chiarito Binotto - perché coinvolge due settori. Come produttore di motori siamo chiamati a cambiare il processo di combustione, mentre il fornitore di carburante dovrà adattare il proprio prodotto". 

"Un nuovo processo di combustione modifica le forze su alcune componenti all'interno del motore termico, e questo ha un impatto sul design e sulla messa a punto di tutti i parametri relativi alla combustione, che dovranno essere rivisti. Inoltre, i produttori di carburante hanno a disposizione una sola opportunità per realizzare il loro miglior prodotto, visto che sarà congelato per tre anni”.

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