F.1 analisi tecnica di Giorgio Piola
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Aston Martin AMR21: come tenere la... bocca (più) chiusa

La squadra di Silverstone sulla AMR21 ha cambiato il telaio per adeguare la "verdona" ai concetti della Mercedes W11: le prese di raffreddamento della power unit sono ora sopra al cono anti intrusione laterale, sposando un concetto di più delle frecce nere. Andy Green avrà risolto i problemi di temperatura di cambio eturbo registrati nei test?

Aston Martin AMR21: come tenere la... bocca (più) chiusa

Ecco una bella immagine di Giorgio Piola che ci mostra l’Aston Martin AMR21 in allestimento nei box del Bahrain. La monoposto di Andy Green, come diciamo dal giorno della presentazione, è una F1 che riprende tutti i concetti della Mercedes W11 concessi dal regolamento FIA per cui è molto cambiata rispetto alla Racing Point RP20 dalla quale deriva.

Uno dei gettoni di sviluppo sfruttati ha riguardato il telaio che è stato modificato per portare le bocche dei radiatori sopra al cono anti intrusione laterale che è stato spostato più in basso, mentre sulla “rosa” era l’esatto opposto.

La squadra di Silverstone ha modificato la fluidodinamica delle pance, cambiando il sistema di raffreddamento, scegliendo bocche più chiuse e molto tondeggianti, comunque diverse da quelle della W11.

Con le alte temperature registrate nei test e che rivedremo nel weekend, l’Aston Martin ha sofferto nello smaltire il calore, tanto che hanno patito il cambio Mercedes (in versione 2020) e il turbo della power unit 2021.

Non c’è dubbio che la volontà è stata quella di estremizzare l’aerodinamica con scelte finalizzate a ritrovare il carico perso con il taglio diagonale del fondo nel bordo d’uscita, tant’è che le fiancate sono molto spioventi per favorire un riattacco del flusso grazie all’effetto Coanda, in modo da energizzare l’aria destinata al diffusore posteriore.

In questa fotografia della AMR21 “nuda” è possibile apprezzare il grande lavoro che è stato fatto anche sotto pelle, con le parti elettroniche e idrauliche che sono state perfettamente carenate con una cover in carbonio, per cui esiste una specifica presa di raffreddamento di tutte queste componenti delicate, controllandone con cura anche l’andamento di questi flussi.

L’Aston Martin, insomma, sembra aver “ereditato” non solo i pregi Mercedes ma anche alcuni dei difetti che hanno condizionato la crescita della freccia nera nei test di Sakhir. Da domani vedremo in quale modo i due team… cugini avranno cercato di porre rimedio ai problemi di affidabilità visti due settimane fa.

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