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Formula 1 GP di Monaco

F1 | Allarme Red Bull: "Non c'è correlazione tra simulazioni e pista"

Helmut Marko, consulente del team Red Bull, svela la mancanza di correlazione tra simulatore e pista a Milton Keynes, sottolineando inoltre come la situazione sia ben diversa rispetto alle aspettative di inizio stagione.

Max Verstappen, Red Bull Racing RB20

Che il Mondiale 2024 di Formula 1 potesse essere differente da quello dell'anno passato - magari non nel risultato finale, ma nel percorso in sé - era già stato chiaro in diverse occasioni. Prima in Australia, con la vittoria di Carlos Sainz, poi a Miami, con quella di Lando Norris. Imola è stata un'ulteriore conferma di una Red Bull più che attaccabile, ma poi è arrivata l'ulteriore conferma nelle qualifiche di ieri, quelle del Gran Premio di Monaco.

Sesto Max Verstappen, addirittura 18esimo Sergio Perez. Un disastro, considerando il dominio che Red Bull aveva mostrato al mondo nel corso dell'ultima stagione e mezzo. Difficile pensare a un singolo caso: ormai gli indizi che portano a pensare che McLaren e Ferrari siano davvero quasi a livello del team di Milton Keynes iniziano a essere tanti.

Per di più, ieri Helmut Marko ha dato ulteriori indizi di una difficoltà inattesa di un team che - va ricordato - ha iniziato il 2024 con un vero e proprio terremoto, il caso Horner, ma anche il recente addio al proprio ruolo di Adrian Newey, ora relegato a fare da testimonial al progetto hypercar RB17 per 50 fortunati proprietari prima di lasciare Red Bull e iniziare una nuova avventura nel Circus iridato.

Il consulente di Milton Keynes è stato diretto, come al solito dimostra di essere. Le RB20 sono in difficoltà con gli assetti, e questo è parso evidente ben prima che lo confermasse l'ex pilota austriaco. Poi, però, sono arrivate parole ben più importanti: alla Red Bull manca correlazione tra simulazione e pista. Una cosa di cui la squadra diretta da Christian Horner è spesso stata indicata come punto di riferimento del Circus.

Max Verstappen, Red Bull Racing RB20

Max Verstappen, Red Bull Racing RB20

Foto di: Glenn Dunbar / Motorsport Images

"Credo che sia ben risaputo che abbiamo avuto problemi di assetto per tutto il fine settimana", ha dichiarato Marko dopo le qualifiche di ieri. "Siamo riusciti a migliorare e in diversi giri fatti in qualifica lo abbiamo dimostrato".

"Ma ancora una volta, non abbiamo mai avuto l'opportunità di fare la pole position. E, ancora una volta, Max ha dovuto rischiare tutto per una posizione in prima fila. Ma le cose sono andate male. E' stata una botta".

Marko ha ammesso ciò che sino a ora mai era stato dichiarato dalla squadra campione del mondo in carica: tutti a Milton Keynes pensavano a un'altra stagione dominante come quella 2023. Invece, a partire dall'Australia, le cose sono state diverse in maniera evidente e sempre più repentina.

"Abbiamo iniziato la stagione pensando che sarebbe stata un successo inarrestabile. Poi c'è stata la prima delusione in Australia. Ma il problema di fondo non sono le piste, bensì il fatto che la correlazione tra il simulatore e la pista non funziona".

"Nel simulatore, passiamo sopra i cordoli senza problemi. Qui, per dirla con Verstappen, l'auto rimbalza come un canguro. Questo è il problema, che era evidente anche nell'assetto a Miami e in parte a Imola".

Dopo l'allarme, però, ecco la speranza: con il ritorno di piste permanenti, le RB20 torneranno a essere il riferimento della Formula 1. A patto di non sottovalutare più i rivali, che hanno fatto innegabili passi avanti diminuendo il loro ritardo dal team di riferimento della F1 di oggi.

"È da qui che dobbiamo partire, ma crediamo che quando arriveremo su circuiti veri e propri come Barcellona, ad esempio, ritroveremo la nostra vecchia forma".

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