F1 | Allarme FIA: la valutazione dei diritti 20 miliardi è esagerata

Ben Sulayem, presidente della Federazione Internazionale, ha voluto intervenire dopo che Bloomberg ha scritto di un interessamento del fondo sovrano dell’Arabia Saudita all’acquisto della gestione commerciale della Formula 1. L'offerta fatta a Liberty Media non si è concretizzata, ma la spropositata portata economica avrebbe potuto scatenare degli effetti boomerang sul mondo della F1 che si sarebbero potuti scaricare sui fan.

F1 | Allarme FIA: la valutazione dei diritti 20 miliardi è esagerata

Con un tweet pubblicato oggi, il presidente della FIA Mohammed Ben Sulayem ha esortato alla cautela in merito alla valutazione economica dei diritti commerciali della Formula 1 stimata dalla testata Bloomberg la scorsa settimana.

Il media statunitense ha riportato un interessamento da parte del fondo sovrano dell’Arabia Saudita all’acquisto della gestione commerciale della Formula 1 (oggi nelle mani di Liberty Media) per 20 miliardi di dollari, offerta che secondo Bloomberg sarebbe stata declinata.

Al di là della trattativa, che secondo alcuni addetti ai lavori non è mai arrivata in una fase avanzata e sarebbe risalente alla prima metà del 2022, la notizia ha impressionato per la portata della somma, poiché si tratta di ciò che Liberty Media ha acquisito sei anni fa versando 4,4 miliardi di dollari.

Non è una notizia constatare che il valore commerciale della Formula 1 sia cresciuto molto negli ultimi cinque anni, nonostante gli ostacoli creati dalla pandemia Covid, ma la cifra di 20 miliardi di dollari supera ogni ipotesi, al punto da spingere Ben Sulayem a sottolineare alcune potenziali problematiche.

“In qualità di tutore del motorsport – ha chiarito il presidente - la FIA, in quanto organizzazione senza scopo di lucro, è cauta riguardo alla presunta valutazione gonfiata di $ 20 miliardi associata alla Formula 1. Si consiglia a qualsiasi potenziale acquirente di applicare il buon senso, considerare il bene dello sport e presentare un piano chiaro e sostenibile, non solo un sacco di soldi. È nostro dovere considerare quale potrebbe essere l'impatto futuro che potrebbe ricadere sui promotori in termini di aumento dei costi e l’impatto negativo che potrebbe avere sui fan”.

Lo scenario ipotizzato da Ben Sulayem è l’acquisto della Formula 1 da parte di un fondo per una cifra molto alta (come quella riportata da Bloomberg), cifra che imporrebbe dei cambiamenti nel modello di rendita oggi in vigore, ad iniziare dall’aumento delle cifre richieste oggi ai promoter per ospitare i Gran Premi.

Gli stessi promoter sarebbero così costretti ad aumentare il prezzo dei biglietti, quindi in ultima istanza il tutto ricadrebbe sugli spettatori. Un allarme simile potrebbe esserci anche nella vendita dei diritti televisivi, ormai in grossa parte acquistati da emittenti pay-per-view, le quali davanti ad un potenziale aumento della spesa non avrebbero altra scelta che spalmare il tutto sul canone.

Ad oggi quelli riportati sono rumors, ma non è causale che la FIA sia uscita allo scoperto. Recentemente Ben Sulayem ha sottolineato la necessità che anche le Federazione Internazionale sia coinvolta in questi aspetti, nonostante contratti alla mano, la FIA abbia ceduto i diritti commerciali della Formula 1 per 99 anni nel 1996.
“Di fatto abbiamo affittato la gestione commerciale – ha ammesso Ben Sulayem – ma voglio solo assicurarmi che ci sia chiarezza sui piani futuri”. Ciò che stona, e che Ben Sulayem non ha mancato di sottolineare, è come a fronte di un valore commerciale della Formula 1 così elevato, diventi quasi irrisorio il compenso di 300 milioni di dollari che Ecclestone pagò alla FIA più di trent’anni fa in cambio dei diritti commerciali della Formula 1. Una cifra che oggi appare decisamente sottodimensionata rispetto al profitto in grado di generare.

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