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Anche F1 2021 come mule-car nei test Pirelli con gomme da 18

I 25 giorni di test che la FIA ha concesso alla Pirelli per sviluppare le gomme ribassate che debutteranno in F1 nel 2022 si dovevano svolgere con mule-car modificate da monoposto 2018, 2019 o 2020. La McLaren, passata quest'anno ai motori Mercedes, avrebbe dovuto rinunciare, per cui sarebbe stata concessa una deroga anche alle vetture 2021, alle quali stanno pensando anche i top team. Scopriamo come e perché...

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Anche F1 2021 come mule-car nei test Pirelli con gomme da 18

Il ritardo forzato nella definizione del calendario 2021 non ha ancora permesso di programmare i venticinque giorni di test chiesti ed ottenuti dalla Pirelli per la messa a punto degli pneumatici 18 pollici.

Un volume di prove importante, che vedrà coinvolte tutte le squadre che hanno risposto all’appello della Casa milanese impegnandosi a realizzare una ‘mule car’, ovvero una monoposto delle stagioni 2018, 2019, 2020 modificata nelle sospensioni per poter utilizzare le gomme ribassate e di maggior diametro.

Il paragrafo C dell’articolo 10.5 (regolamento sportivo FIA F1) chiarisce che “potranno essere utilizzata per questi test solo monoposto che hanno corso nei Campionati 2018, 2019 o 2020, opportunamente modificate”. Test, che ribadisce il regolamento, “vengono effettuati prima della gara inaugurale del Campionato 2021”. E dopo tale data?

Da quanto risulta al momento nessun team ha in programma test con gomme 18” prima dell’inizio del Mondiale, quindi tutto verrà posticipato a stagione iniziata. E qui emerge un dato importate.

Il regolamento FIA (come è stato ammesso da diversi addetti ai lavori) tra le righe conferma che dopo il GP del Bahrain le squadre potranno scendere in pista nei test di gomme anche con una monoposto 2021 adattata.

Una possibilità che i top-team stanno valutando, visto che il volume di modifiche richiesto alla monoposto non è eccessivo, e nella giornata di lunedì (sempre libera nei test post-Gp) ci sarebbe il tempo necessario per cambiare le sospensioni e gli altri particolari richiesti.

Per quanto si tratti di una configurazione inedita (si parla anche di modifiche al fondo richieste per questi test) avere l’opportunità di poter girare con la vettura nel Mondiale in corso è sempre roba preziosa per gli ingegneri, e da qui la possibilità che le ‘mule car’ già preparate da tempo restino ferme nelle sedi dei team.

Questa apertura si è resa necessaria per dare la possibilità alla McLaren di aderire al programma di prove, che viceversa sarebbe stata impossibilitata a scendere in pista a causa del passaggio dalla power unit Renault a quella Mercedes.

Chiuso il rapporto con la Casa francese, di fatto le monoposto 2019/20 sono diventate inutilizzabili a fini ‘racing’ non potendo contare sull’indispensabile supporto dei motoristi Renault.

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Autore Roberto Chinchero