C'è un rapporto FIA sul procedimento Ferrari a Parigi

C'è un rapporto FIA sul procedimento Ferrari a Parigi

In 9 pagine firmate da Stoker emergono aspetti interessanti sul Consiglio Mondiale di ieri

Sul sito della Fia è apparso il verbale del Consiglio Mondiale di ieri relativo al caso Ferrari che è stato discusso a Parigi in Place de la Concorde. Si tratta di un verbale di nove pagine firmato da Graham Stoker, il vice presidente della Federazione Internazionale, che ha diretto il consesso in assenza di Jean Todt, che ha preferito delegare il ruolo per evitare inevitabili accuse di conflitto di interessi. Alla fine il Consiglio Mondiale ha ritenuto che non era il caso di procedere oltre contro la Ferrari dal momento che non c'erno prove sufficienti per condannare la squadra di Maranello per avere attuato con un ordine di squadra lo scanbio di posizioni fra Felipe Massa e Fernando Alonso nell'ordine di arrivo di Hockenheim. Alla fine hanno ritenuto che fosse sufficiente la multa di 100 mila dollari che era stata comminata dal collegio dei commissari sportivi del Gp di Germania dal momento che la decisione non era stata appellata dagli uomini del Cavallino. Come avevamo anticipato ieri negli aggiornamenti in attesa del verdetto, il giudizio non è stato affatto semplice dal momento che c'era chi aveva ventilato l'ipotesi per una punizione ai danni della squadra del Cavallino: nel rapporto si legge che si potevano attribuire cinque secondi di penalità ad Alonso, per cui lo spagnolo sarebbe stato retrocesso al secondo posto della classifica finale, 100 mila dollari di multa alla squadra, fino ad arrivare alla perdita dei punti relativi ad Hockenheim sia nella classifica piloti che in quella costruttori. Insomma poteva essere una autentica mazzata, ma alla fine ha prevalso la ragione. La difesa della Ferrari ha puntato sul fatto che non c'è mai stato un ordine espresso e a supporto del team di Maranello sono arrivate anche le dichiarazioni a sostegno di Williams e Sauber secondo i quali una squadra deve evitare che si possa arrivare ad un incidente fra i due piloti del team a tutela degli interessi del Costruttore. E' passato, quindi, il principio che si possano rivedere le regole sul divieto agli ordini di squadra, anche se la Ferrari non è stata assolta con formula piena: va detto per esempio che è stato accertato un comportamemto a favore di Alonso perché a differenza di Massa, nel momendo topico della gara, lo spagnolo non ha ricevuto l'indicazione di ridurre il regime di rotazione del motore come invece è accaduto al brasiliano. La multa di 100 mila dollari comminata in primo grado non è stata ridotta (era una facoltà del Consiglio Mondiale) e le spese legali del procedimento saranno tutte a carico della Ferrari. Alla fine, comunque, si è sancita la non procedibilità contro il Cavallino e si è lasciato intendere che l'argomento verrà rispreso dal Consiglio Mondiale per normare il tema dei giochi di squadra in termini più chiari e meno stringenti di quanto non dicano le norme vigenti.

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