Formula 1, se la notte di Abu Dhabi porta consiglio...

Formula 1, se la notte di Abu Dhabi porta consiglio...

Vettel non ascolta gli ingegneri, Alonso supera la riga bianca, la Pirelli chiede regole sulle gomme...

Sebastian Vettel centra la settima gara di fila e raggiunge due assi con Alberto Ascari e Michael Schumacher. Il quattro volte campione del mondo eguaglia un altro record con la Red Bull Racing, che in realtà è già pronto a infrangere a Austin: non gli piacciono le statistiche, ma gode a disintegrare i primati. E nel suo cannocchiale si profila l’immagine di “Magic”, Ayrton Senna: perché il tedesco è arrivato a quattro vittorie dal fuoriclasse brasiliano. Ad Abu Dhabi ha centrato la 37esima affermazione in F.1, a dispetto dei suoi 26 anni. L’età nella quale Alain Prost, un altro campione quattro volte iridato, ha iniziato a imporsi nei Gp. BISOGNA SAPER SCEGLIERE È giovane, ha una fame insaziabile di successo e vuole conquistare un posto nella storia della F.1. Viene denigrato perché domina sulla monoposto migliore, ma saper scegliere la macchina è una dote, non una colpa. Chiedere a Fernando Alonso, a tal proposito cosa ne pensa, visto che è andato alla McLaren quando la squadra di Woking non aveva occhi che per il suo pupillo, Lewis Hamilton, è tornato alla Renault ormai incapace di lottare per il titolo ed è approdato alla Ferrari nel momento di ristrutturazione della squadra del Cavallino. NEL 2014 LA FINE DI UN CICLO? Cambierà team solo quando il ciclo Red Bull Racing sarà chiuso e approderà a Maranello solo se avrà la certezza di salire su una monoposto competitiva. Diamo tempo al tempo, specie ora che incombe questa rivoluzione regolamentare che introdurrà dal prossimo anno i motori turbo V6 con il recupero di energia (KERS + ERS). Sebastian, intanto, si sente un po’ ingabbiato nelle regole della Formula 1 e, a suo modo, cerca di cambiare qualcosa. SEBASTIAN PENSA CON LA SUA TESTA Intanto se n’è bellamente fregato dei “consigli” che via radio gli dava l’ingegner di pista: non ha mai rispettato il target del tempo sul giro, andando sempre più forte, ma avendo la sensazione di avere il pieno controllo di quanto stava facendo, senza correre il rischio di mettere in crisi le gomme medie che su altre monoposto hanno avuto un rendimento molto meno efficace, tanto da far saltare diverse strategie di gara impostate su un solo pit stop. King Seb ha guadagnato un vantaggio tale che si è permesso la seconda sosta senza che abbia dovuto cedere la testa della corsa nemmeno per un metro. VOGLIA DI INCIDERE SULLE REGOLE Poteva guidare con il… braccio fuori, ma ha continuato ad attaccare lo stesso: con le Pirelli “bianche” è arrivato a quattro decimi dal giro più veloce ottenuto da Fernando Alonso con le Soft fresche (e c’erano circa due secondi fra una mescola e l’altra!), risultando l’unico, insieme allo spagnolo ad andare sotto al muro dell’1’44”. Ma la personalità di Vettel è emersa dopo il traguardo, quando ha portato la sua RB9 fuori dalla pista per sfogarsi in spettacolari donuts. In India è stato multato di 25 mila euro per l’esuberanza dei suoi festeggiamenti, che erano stati giudicati pericolosi! Ad Abu Dhabi non si è allineato alle regole del Circus, ma ha cercato il modo di infrangerle senza che venisse sanzionato, senza polemiche. La Federazione Internazionale che vuole avere il controllo su tutto, l’ha presa persa. QUELLA RIGA BIANCA… E nell’Emirato Arabo c’è stata la sensazione che qualcosa potrebbe cambiare, togliendo un po’ di discrezionalità agli uomini di Charlie Whiting e ai commissari sportivi. Dopo le prove libere erano stati definiti con chiarezza i punti nei quali i piloti non avrebbero potuto superare la riga bianca che delimita la pista, pena la cancellazione del tempo. Mark Webber ha conquistato la pole position varcando la fatidica linea con le quattro ruote, ma nessuno si è sognato di mettere in dubbio la sua partenza al palo. In altre situazioni sarebbe stato bacchettato e punito. IL SORPASSO DI ALONSO INVESTIGATO Per non dire del sorpasso su Jean-Eric Vergne condotto da Fernando Alonso: lo spagnolo era a 280 km/h quando ha messo le ruote della F138 oltre la pista, decollando sui “dissuasori” che sono stati disseminati lungo il tracciato. Il pilota di Oviedo stava rientrando in pista dopo il secondo pit-stop nel quale gli erano state montate le gomme soft. Il francese della Toro Rosso non lo ha visto arrivare perché il ferrarista è sbucato dall’insulso sottopasso pensato dall’architetto Tilke e non gli ha lasciato lo spazio all’esterno. Un contatto ad alta velocità poteva avere conseguenze gravi, per cui Alonso ha preferito completare il sorpasso sulla macchina di Faenza prendendo un azzardo. La F.1 è anche questo: rischio calcolato. Roba da Campioni. Non vogliamo corse radiocomandate dai box, né gestite dalla direzione gara, anche se siamo d’accordo che ci sia la massima attenzione alla sicurezza in pit lane (Nico Hulkenberg si è beccato un drive through per unsafe release dopo la ripartenza dal pit stop, quando ha rischiato un contatto con la McLaren di Sergio Perez). Nel rapporto della FIA si legge “…la telemetria ha confermato che la Ferrari era significativamente più veloce, con gomme option, e aveva un vantaggio in quel tratto. Le spiegazioni dei piloti sono state chiarificatrici, pertanto i Commissari hanno deciso che il contatto non si poteva evitare e che nessuno vantaggio è venuto da quell’incidente”. UN QUINTO POSTO VISSUTO COME UN PODIO Abu Dhabi, insomma, potrebbe segnare un cambiamento? Lo speriamo, sempre che non si sia trattato di una “rilassatezza” concessa perché i due mondiali erano già stati assegnati. Lo vedremo in futuro… C’è chi ha visto nel benevolo comportamento federale la voglia di dare una mano alla Ferrari che insegue il secondo posto nel mondiale Costruttori. La squadra del Cavallino in questo momento festeggia un quinto posto come fosse salita podio: è l’emblema della Scuderia alle prese con una monoposto che è arrivata troppo presto al limite dello sviluppo, sulla quale le novità tecniche che man mano vengono portate non funzionano e, puntualmente, vengono parcheggiate nel retrobox. Sarà difficile scalzare la Mercedes e sarò difficile anche arginare la Lotus, se a Enstone smetteranno di fare degli autogol… LA PIRELLI VA AVANTI SE… A proposito di cambiamenti: a Yas Marina c’era anche Marco Tronchetti Provera per trovare un accordo con la FIA per la fornitura delle gomme alla F.1 nei prossimi tre anni. Oltre alla libertà di fare dei test di sviluppo nel corso dell’anno, la Casa milanese ha chiesto che i team siano obbligati a rispettare le indicazioni fornite dal costruttore di pneumatici in merito a pressione, camber e durata, dopo che diverse squadre hanno disatteso i vincoli andando ben oltre quelli che erano i limiti di sicurezza, alla ricerca delle prestazioni. Scelte sagge che dovrebbero riportare a svelenire un tema che nell’arco dell’anno ha acceso fin troppe polemiche…

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