Ecco perché adattarsi alla McLaren è difficile per Ricciardo

Andrea Stella, racing director della McLaren, ha spiegato i motivi per cui Daniel Ricciardo non sta riuscendo a rendere allo stesso livello di Lando Norris nel suo primo anno con la squadra di Woking.

Ecco perché adattarsi alla McLaren è difficile per Ricciardo

La stagione 2021 di Formula 1 è stata fin qui incoraggiante per la McLaren, che sta battagliando con la Ferrari per il terzo posto nella classifica Costruttori.

Questa lotta è diventata ancora più serrata dopo l'Ungheria, dove la McLaren non è riuscita a portare a casa neanche un punto, a seguito della carambola del primo giro, mentre Carlos Sainz ha regalato un prezioso terzo posto alla Ferrari.

Le due squadre sono quindi appaiate a quota 163 punti, con la Ferrari che però è davanti in virtù dei due secondi posti che è riuscita a conquistare nella prima metà di campionato.

Questo dice molto sullo stato di forma delle due squadre, visto che la stessa McLaren nel 2020 dopo lo stesso numero di gare, 11, ne aveva messi insieme solamente 116, ma poi è riuscita a chiudere al terzo posto nella classifica costruttori, davanti alla Racing Point.

Non c'è alcuna possibilità di migliorare quel piazzamento nel 2021, e in effetti non sarà semplice neppure confermarlo, vista l'ottima crescita della Ferrari. Ma è interessante notare come si sia chiusa anche la forbice per quanto riguarda il gap dai due team di testa.

Per il resto di questa stagione, il duello tra McLaren e Ferrari sarà un intrigante contorno alla battaglia per il titolo tra la Red Bull e la Mercedes. Quello che è chiaro è che la squadra di Woking ha bisogno del miglior Daniel Ricciardo, che deve dare un maggior supporto ad un fin qui ottimo Lando Norris.

Le ottime prestazioni di Norris hanno evidenziato un ulteriore passo avanti della McLaren nel 2021, continuando il progresso mostrato nelle ultime stagioni, nelle quali è passata dal nono posto del 2017 fino al terzo dello scorso anno.

Una delle forze trainanti dietro a questa crescita costante è il racing director Andrea Stella, che è arrivato dalla Ferrari nel 2015. L'italiano non parla spesso con i media, ma quando lo fa dà sempre una visione onesta ed intrigante di ciò che sta accadendo dietro le quinte a Woking.

"Essere terzi è un grande risultato", ha detto. "E' stato un po' sorprendente l'anno scorso, lottando con la Racing Point".

"E lo è anche quest'anno, perché stiamo combattendo con la Ferrari, che è ovviamente una grande squadra, per la quale abbiamo molto rispetto. Vedremo realisticamente se saremo in grado di confermare il terzo posto, perché il tasso di punti richiesti quest'anno è molto alto".

"Stiamo facendo 16 punti di media per gara (bilancio fatto prima dell'Ungheria). E questo, realisticamente, è un risultato abbastanza ambizioso".

Andrea Stella, Racing Director, McLaren

Andrea Stella, Racing Director, McLaren

Photo by: Charles Coates / Motorsport Images

In definitiva, la McLaren vorrebbe tornare a vincere gare e campionato, non accontentandosi di essere solo la terza forza. Come detto, il divario con le due squadre di testa si è ridotto e ci sono state gare in cui Norris è stato in grado di battagliare con loro.

"Siamo rimasti un po' sorpresi in alcune gare di essere in grado di stare così vicini alla Mercedes ed alla Red Bull", ha ammesso Stella.

"Per esempio, nella seconda gara in Austria siamo andati davvero molto vicini alla pole position, e anche in gara siamo stati davvero veloci, mentre normalmente Red Bull e Mercedes tendono ad aprire subito un gap sugli altri. Questa è la tendenza che avevamo visto per tutto l'anno".

Stella è soddisfatto del modo in cui la squadra ha risposto ai tagli di carico aerodinamico imposti dal regolamente, mentre si destreggiava anche dal passaggio alla power unit Renault a quella Mercedes, dovendo affrontare anche il blocco dello sviluppo meccanico imposto dalla FIA.

"Ovviamente le vetture sono state adattate rispetto all'anno scorso, a causa dei cambiamenti del regolamento tecnico", ha detto. "Anche se geometricamente non sembrano drammatici, in realtà l'impatto in termini di perdita complessiva di downforce è abbastanza significativo".

"Quindi c'è stato un grande lavoro per recuperare questa perdida di downforce, e siamo abbastanza soddisfatti di ciò che siamo stati in grado di ottenere in questo senso".

"Poi quello che abbiamo capito abbastanza presto nel farlo, quando abbiamo raggiunto un buon livello di efficienza aerodinamica della vettura, è che abbiamo mantenuto alcune caratteristiche che rendono la nostra vettura relativamente speciale da guidare. E lo abbiamo capito con le difficoltà che sta attraversando Daniel".

La fatica che sta facendo Ricciardo ad adattarsi alla MCL35M è una delle storie più controverse di questa stagione.

E' facile per chi la vede da fuori essere scettici quando un pilota non riesce ad eguagliare le prestazioni del compagno di squadra e parla di una vettura che non si adatta al suo stile di guida. Tuttavia, la McLaren comprende perché questo inizio sia stato così difficile per l'australiano e lo supporta in questa situazione.

Daniel Ricciardo, McLaren MCL35M

Daniel Ricciardo, McLaren MCL35M

Photo by: Mark Sutton / Motorsport Images

"Veniva dal lato opposto in termini di come si dovrebbe guidare una monoposto di F1", ha detto Stella. "La nostra macchina richiede un adattamento speciale, diciamo".

"Penso che non sia un segreto che la nostra vettura sia buona nelle curve ad alta velocità, per esempio. Potrebbe non essere l'auto migliore quando si deve portare la velocità in curva, come altro esempio".

"Quindi, mentre stiamo cercando di regolare alcune caratteristiche per renderla un po' più naturale da guidare, allo stesso tempo, la cosa più importante è fornire efficienza aerodinamica".

"Quindi l'attenzione è sempre stata sul miglioramento dell'efficienza aerodinamica, anche se non potevamo necessariamente migliorare questi aspetti in termini di equilibrio e in termini di sfruttamento della vettura".

"E, di nuovo, siamo relativamente soddisfatti del miglioramento dell'efficienza aerodinamica che siamo stati in grado di ottenere nelle prime gare. E speriamo di fare un altro step nelle prossime gare".

Stella poi ha fornito alcune preziose informazioni sulle difficoltà di Ricciardo.

"È un pilota a cui piace portare la velocità in curva, non necessariamente attaccare la frenata, come richiede la nostra macchina".

"E penso che abbiamo capito molto rapidamente, quale fosse il problema in termini di sfruttamento di tutta la velocità".

"E capirlo è buono, perché potremmo modellare questo aspetto, che significa che poi si sa cosa fare in termini di lavoro sul simulatore, lavorando in termini di coaching con il pilota per alcuni aspetti".

"Questo lo abbiamo capito, ma sappiamo che in Formula 1 i progressi non si vedono necessariamente nel passaggio da una gara all'altra".

Stella ha sottolineato anche che l'attuale mancanza di test, sommata con le sessioni di prove libere del venerdì più corte, ha reso ancora ancora più complicato il compito di Ricciardo. Non ha avuto molte possibilità di concentrarsi esclusivamente sul suo stile di guida, perché deve sempre inserire tutto nel quadro più ampio del weekend di gara.

"A volte faccio l'esempio di un musicista", ha detto Stella. "Puoi dirgli come suonare una chitarra, puoi spiegargli un sacco di teoria, ma ad un certo punto, dovrà passare un bel po' di tempo con la chitarra e fare un bel po' di esercizio".

"E non fai necessariamente un passo avanti in un concerto, la maggior parte dei progressi che fai, li fai quando lavori a casa, e passi ore e ore ad esercitarti.

"Un aspetto, di cui non sento parlare abbastanza, è che nella F1 attuale non è facile fare esercizio. I test invernali sono stati ridotti al minimo nel 2021, e il venerdì si ha un'ora in meno a disposizione".

"Poi si lavora in preparazione di una gara, non è un allenamento in cui si può fare un po' di lavoro sistematico, di adattamento a una macchina, capendo tutte le sottigliezze che sono necessarie per operare al livello incredibilmente alto a cui operano i piloti di F1 al giorno d'oggi".

"E devo dire, e sono in questo settore da un po' di tempo, che il livello dei piloti oggi è molto alto. Il numero di piloti che possono guidare ad un livello molto alto è notevole, rispetto a quello che ho visto in precedenza".

Daniel Ricciardo, McLaren MCL35M, Max Verstappen, Red Bull Racing RB16B

Daniel Ricciardo, McLaren MCL35M, Max Verstappen, Red Bull Racing RB16B

Photo by: Andy Hone / Motorsport Images

Allora perché l'attenzione si è concentrata su Ricciardo che deve adattarsi alla macchina, piuttosto che alla squadra che la deve cambiare per soddisfare le sue esigenze?

"Le auto di F1 sono in un certo senso oggetti relativamente lontani dalle auto normali", ha detto Stella. "Perché le loro prestazioni sono interamente dominate dall'aerodinamica".

"Poi si lavora con le sospensioni, si lavora con altri aspetti meccanici, ma questi aspetti sono molto spesso la compensazione o l'integrazione di quello che è il parametro principale, che è l'aerodinamica della vettura, ai vari assetti - che sono l'altezza di marcia anteriore, l'altezza di marcia posteriore, l'angolo di imbardata, l'angolo di rollio".

"Questo è ciò che fa sì che la vettura sia forte sul rettilineo, e che lo sia meno non appena si genera un certo angolo di imbardata o di rotazione".

"Allo stesso tempo, quando parlo di aerodinamica, questo è sicuramente ciò che porta a queste caratteristiche. Ma è anche abbastanza difficile metterle a punto, perché per generare le forze aerodinamiche, hai bisogno di una struttura di flusso molto stabilita".

"E ci vogliono mesi e mesi o anni e anni di sviluppo per consolidare queste strutture, in modo da poter raggiungere l'efficienza aerodinamica dell'attuale vettura di F1, che è assolutamente sorprendente e mai eguagliata in passato da nessuna monoposto di F1".

"Quando si incorporano queste caratteristiche così profondamente, è difficile cambiarle. Quindi è più facile lavorare sugli aspetti meccanici. Ma anche questi aspetti nel 2021 sono relativamente limitati a causa dell'omologazione. Quindi ci si trova relativamente bloccati, direi".

"Ed è per questo che molte esigenze e molte richieste si spostano sul lato del pilota. Questo è lo strumento, è veloce, ma deve essere guidato in un certo modo. Non c'è molto che possiamo fare al momento".

"Quindi, mentre possiamo migliorare l'efficienza aerodinamica, è molto più difficile migliorare alcune delle caratteristiche di cui abbiamo bisogno per adattare la vettura ad un altro stile di guida".

Una domanda ovvia quindi è da quante stagioni la McLaren abbia cominciato ad andare in questa direzione. Stella ha ammesso che è un quesito che il team si è posto anche internamente.

"Ce lo siamo domandati, da quanto tempo queste caratteristiche fanno parte del nostro bagaglio? Quanto ne abbiamo incorporato delle altre?".

"Parlo molto di aerodinamica, ma è da lì che proviene la forza di una vettura, essenzialmente. E, in effetti, penso che risalga ad alcune stagioni prima di quella in corso".

Daniel Ricciardo, McLaren MCL35M

Daniel Ricciardo, McLaren MCL35M

Photo by: Motorsport Images

"Quindi, in un certo senso, è un insieme di caratteristiche McLaren in termini di come la vettura garantisce aerodinamica che non è nuovo per la vettura di quest'anno. E' sorella stretta di quella dell'anno scorso, e certamente c'è una relazione stretta con quella del 2019".

"Non voglio dire troppo su queste caratteristiche, perché anche se nel 2022 arriverà una drastico cambiamento al regolamento tecnico, certamente alla McLaren abbiamo l'obiettivo di provare a migliorare alcune di queste caratteristiche per il futuro. Perché potrebbero avere a che fare con i nostri metodi di lavoro".

"Questa è una riflessione più ampia che stiamo affrontando, non riguarda solo la vettura 2021. Ma in generale non è un mistero quando guardiamo i dati GPS, che sono a disposizione di tutte le squadre".

"Quindi queste due attitudini della vettura associate a queste due fasi sono abbastanza diverse. In frenata le tue caratteristiche in rettilineo sono più importanti. Nel mezzo di una curva come la 2 in Ungheria invece c'è uno sforzo laterale piuttosto prolungato".

"Poi è sempre difficile in Formula 1 trovare qualcosa che in termini di sviluppo possa aiutarti a crescere su entrambi gli aspetti".

"Normalmente, quando hai per le mani una vettura che è buona su entrambi, di solito significa che disponi di una delle due migliori della griglia".

Stella sottolinea che questa sfida continua nel cercare di destreggiarsi tra i punti di forza della vettura non è una cosa unica della McLaren.

"In un certo senso, tornando ai miei giorni alla Ferrari, penso che ci siano state stagioni in cui la vettura stava sperimentando caratteristiche abbastanza simili".

"E' sempre difficile trovare il giusto mix tra avere una vettura forte in ogni curva e mantenere delle buone caratteristiche in rettilineo e ad alta velocità".

"Al contrario, se ci si concentra sul rettilineo e sulle curve ad alta velocità, allora diventa un po' difficile mantenere una buona aerodinamica a centro curva. Penso che questo sia molto tipico, non è una specificità della McLaren".

"Ciò che è specifico della McLaren è che la nostra vettura è chiaramente impostata su una di queste due differenti caratteristiche che si possono ottenere".

Le difficoltà di Ricciardo possono offrire al team una sfida inaspettata, ma Stella sottolinea che ci sono ancora molti aspetti positivi associati alla sua presenza.

"Vediamo i progressi, passo dopo passo", ha detto. "E vediamo anche il 'mestiere' di Daniel in gara, è un pilota molto completo. Sappiamo che quello che dobbiamo riuscire a dargli al momento è un po' più di velocità".

Andrea Stella, Racing Director, McLaren

Andrea Stella, Racing Director, McLaren

Photo by: Giorgio Piola

"Ma le partenze, la comprensione della corsa, il modo in cui è riuscito a tenere dietro delle vetture più veloci di lui, come ad esempio a Silverstone con Sainz, dice molto del mestiere che ha Daniel in gara".

"E poi c'è l'atteggiamente, che è molto positivo, esattamente quello che vediamo e che sapete di Daniel, il che significa che anche quando non otteniamo la velocità che vorremmo, lo spirito è forte e la motivazione è alta".

"In qualche modo quindi continuiamo a goderci il viaggio. Non necessariamente, nella mia esperienza, un pilota che non riesce a trovare l'ultimo decimo riesce ad essere piacevole con la squadra. Ma Daniel invece lo è sempre. Quindi sono molto ottimista per il futuro".

 

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