Domenicali: "La F1 ha bisogno di piloti-eroi come Lewis"

L'amministratore delegato di Formula 1in una bella intervista rilasciata al Corriere della Sera ha delineato quali sono le linee guida del suo mandato: ridurre i costi per attrarre nuovi Costruttori nei GP offrendo uno spettacolo meno prevedibile grazie a piloti come Hamilton che attrae persone più lontane dall’agonismo. L'imolese supporta tanto il congelamento dei motori, quanto le Sprint Race.

Domenicali: "La F1 ha bisogno di piloti-eroi come Lewis"

Stefano Domenicali non ha ancora messo piede nel suo ufficio a Londra. La pandemia gli impedisce di prendere servizio nella sede di Formula 1, ma il nuovo capo del Circus non ha bisogno di essere sulla tolda di comando per governare la nave.

Anche dall’Italia riesce ad avere il polso di quanto sta accadendo e il manager imolese è perfettamente consapevole di vivere un momento di transizione che deve sancire un cambiamento, portando le corse in un ambiente che sia più sintonizzato con il mondo che viviamo.

Nell’intervista concessa al Corriere della Sera, Domenicali mette alcuni interessanti punti fermi…

“Il tema “automobili” oggi suscita sentimenti contrastanti. Oggetti del desiderio ma anche elementi di disturbo. La F1 dovrebbe superare tutto questo, offrire una bellissima sfida tecnologica dominata da piloti-eroi”.

I piloti, quindi, come protagonisti principali dello spettacolo, da rimettere al centro di un weekend di Gran Premio, andando oltre le monoposto. È una visione diversa… “Beh, penso a figure che appartengono all’agonismo e che, nel contempo, sanno rappresentare valori universali, in modo da rendere più appetibile la nostra piattaforma a partner presenti e futuri. Qualcosa che faccia innamorare chiunque. Quando affermiamo “We race as one” lanciamo un messaggio al quale credo molto, fa capire ai giovani che le corse non stanno in un mondo a parte ma sono parte anche del loro mondo”.

“Hamilton che punta a diventare l’unico pilota a 8 titoli e intanto comunica le proprie idee, tocca corde particolari, attrae persone più lontane dall’agonismo. Per questo incontrerò tutti i piloti: è importante che ciascuno di loro comprenda l’importanza del proprio ruolo non solo come professionista, ma come uomo che ha a cuore ciò che gli sta attorno”.

La F1 Commission ha approvato il congelamento dei motori dal 2022: secondo alcuni si sta snaturando il DNA della massima disciplina automobilistica… “Non credo. Il livello tecnologico delle power unit è stellare, unico al mondo. Serve pensare alla sostenibilità. Una azienda non affronta un progetto se non sono chiari costi e ritorni sull’investimento, atteggiamento che in F1 non è mai esistito. Ci siamo detti: risparmiamo su fronti meno rilevanti per rilanciare nuovi sviluppi, per consentire ai team di sopravvivere e ad altre aziende di entrare in gioco, senza perdere fascino”.

Altro argomento spinoso è quello delle gare di qualificazione al sabato. Domenicali non si scandalizza, anzi… “Aumentare l’attenzione del pubblico e migliorare il livello commerciale della nostra offerta: i correttivi al format arrivano da qui. Televisioni, organizzatori, tifosi chiedono di innovare. Ci proviamo. Potremmo sperimentare le sprint race in tre occasioni spettacolarizzando il weekend. Il dna della F1 non cambia ma è giusto corrispondere un’aspettativa”.

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