Alesi: "La guida di un pilota in F.1 non conta più!"

Per il francese il conduttore diventa solo un elemento importante della macchina per gestire al meglio la potenza

Alesi:
Jean Alesi non è voluto mancare al Salone di Ginevra: il francese lo abbiamo incontrato allo stand della Ferrari, prima del lancio della California T di Luca di Montezemolo. E con l’ex pilota del Cavallino non si poteva che parlare di Formula 1 visto che farà il commentatore tv del francese Canal+. Per un interprete dei Gp nei quali il coraggio era un aspetto importante del saper andare forte, vedere dei piloti che si stanno trasformando in... ingegneri lo preoccupa non poco... “Oggi la Formula 1 è diventata molto difficile e complicata. Ci eravamo ormai abituati alla piena affidabilità delle monoposto: quando si guardava un Gran Premio si sapeva che le vetture sarebbero arrivate alla bandiera a scacchi senza toccate o incidenti. Adesso non è più così, siamo di nuovo entrati in una spirale, che, purtroppo, in passato ho conosciuto anch’io nella quale non si sa quanti giri farà la macchina, se si metterà in moto. C’è davvero una grande incertezza sulle nuove regole che hanno imposto un salto troppo grande in un colpo solo”. E qual è la tua sensazione dopo i test invernali? ”Che la tecnologia ha preso la totale supremazia sul pilota. La nuova Formula 1 è una sfida tutta tecnologica. Si è girata un’altra pagina nella storia dei Gp e siamo entrati in una nuova era moderna, dove conta solo il mezzo…”. Sei d’accordo su questo indirizzo che è stato preso, oppure no? ”No, ma per una sola ragione. Il pilota non può più gestire una corsa secondo quello che è il suo sentire, non ha più diritto di attaccare un avversario se si sente di farlo perché è diventato solo un elemento della macchina. Credo che la capacità di guida in questa fase non sia un valore aggiunto, ma diventerà determinante sapere sfruttare al cento per cento tutti i mezzi che si avranno a disposizione in macchina per andare più forte. Mi è piaciuto Kimi Raikkonen quando ha detto che questa F.1 non è solo più difficile per i piloti, ma è altrettanto anche per i meccanici: non si può più fare un intervento veloce su un particolare della monoposto. Per sostituire un componente bisogna smontare mezza macchina per l’altissimo livello di sofisticazione che hanno raggiunto i sistemi. Ci sono troppi elementi che possono fermare una macchina all’improvviso. Siamo in una fase buia della F.1 e nei primi Gp della stagione non si capirà molto su quali sono i reali valori in pista”. La grande favorita sembra la Mercedes… ”Sì, ma non accade per caso: come ha già detto Stefano Domenicali, la Mercedes è un gigante che ha fatto una preparazione estrema per questo campionato, ma io sono sicuro che anche la Ferrari sarà pronta per essere competitiva. I tempi sul giro con il nuovo regolamento contano il giusto. Bisogna sommare la potenza del motore termico a quella del turbo e dei sistemi ibridi: sparare un giro veloce nell’economia della corsa avrà poco valore, se poi non si saprà arrivare fino alla fine. L’importante sarà saper gestire la potenza dei vari sistemi e si capirà meglio come farlo solo dopo le prime gare”. La Red Bull Racing riuscirà a recuperare dopo i test invernali molto deludenti? ”Sono in grave ritardo e pagheranno queste difficoltà, ma sapranno reagire. Ci vorrà del tempo: quello perso nell’inverno non si potrà recuperare facilmente…”. Sembri molto pessimista… ”No, resto un grande sostenitore della Formula 1, ma prepariamoci perché sarà molto diversa da quella a cui eravamo abituati…”.
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