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Chi l'ha più vista la rivista ufficiale della F1 in italiano?

Sono stati solo quattro i numeri che sono andati in edicola del magazine in italiano della rivista della F1. Poi le pubblicazioni sono state sospese lasciando a.. secco chi ci ha lavorato (giornalisti, fotografi e stampatore). L'iniziativa editoriale sembrava nata su basi molto solide e aveva trovato l'appoggio del promotore dei GP, ma qualcosa non ha funzionato.

Chi l'ha più vista la rivista ufficiale della F1 in italiano?

La ricerca potrebbe iniziare su “Chi l’ha visto”, ma è molto più probabile che l’iniziativa finisca in una causa collettiva di lavoro. Agli appassionati italiani di F1 che ancora frequentano le edicole non sarà sfuggita sugli scaffali un’interessante pubblicazione dedicata al mondo patinato dei GP.

L’ambizione era di portare anche da noi la Rivista ufficiale della F1: un magazine di 124 pagine a colori edito da Lifestyle Media House LTD, la società con sede in Gran Bretagna che aveva raggiunto un accordo con il promotore del campionato per diffondere anche da noi una rivista mensile.

Al progetto che sembrava partire su solide basi avevano aderito firme molto prestigiose come Pino Allievi, Mara Sangiorgio, Paolo Bombara, Lawrence Barretto, James Robert e tanti personaggi della comunicazione che gravitano nel Circus come Luca Colajanni (Ferrari), Bradley Lord (Mercedes), Anthony Peacock e Roberto Boccafogli (Pirelli), Fabiana Valenti (AlphaTauri), William Ponissi (Alfa Romeo), ma anche Tom Wood (FIA) tanto per citarne alcuni.

E in copertina c’era il logo ufficiale della F1 a “santificare” un accordo che avrebbe dovuto dare consistenza a un’iniziativa editoriale in un paese come l’Italia che è sempre stato ricco di grandi appassionati.

Ma i quattro numeri pubblicati sono ormai da collezione, perché al magazine di ottobre con Max Verstappen in copertina non ha più fatto seguito alcun uscita, sebbene fosse stata lanciata una campagna di abbonamenti e fosse stata avviata anche una raccolta pubblicitaria fra gli sponsor della F1.

I giornalisti, i fotografi che hanno aderito al progetto ma anche lo stampatore non hanno ancora visto un euro nonostante le promesse fatte dall’editore: in un momento difficile come quello della pandemia del COVID certo tutto può succedere, ma appare strano che si possa usare il marchio ufficiale della F1 senza le minime garanzie per chi si è lasciato coinvolgere in un progetto che era iniziato con molte ambizioni. Come andrà a finire? Evidentemente non è tutto oro quel che luccica…

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Autore Franco Nugnes