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F.1 analisi tecnica di Giorgio Piola
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F.1 analisi tecnica di Giorgio Piola

Caso Mercedes: vi mostriamo dove sono i fori chiusi nel cerchio contestato

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Caso Mercedes: vi mostriamo dove sono i fori chiusi nel cerchio contestato
Di:
23 ott 2018, 16:07

Giorgio Piola ha disegnato la ruota della freccia d'argento mettendo in evidenza dove sono i fori che i tecnici della Mercedes hanno deciso di chiudere prima del GP degli Stati Uniti. La questione adesso verrà allargata agli altri team perché si temono degenerazioni nel 2019.

Non si smonta il caso Mercedes legato ai mozzi e ai cerchi posteriori che sulla W09 sono stati chiusi con del silicone prima del GP degli Stati Uniti. Senza poter contare sull'effetto aerodinamico che i buchi ben congeniati permettevano, Lewis Hamilton si è ritrovato con una freccia d'argento che è tornata a soffrire del surriscaldamento nelle gomme posteriori con conseguente formazione di blistering.

Lewis Hamilton al secondo pit stop con la Mercedes W09 ad Austin

Lewis Hamilton al secondo pit stop con la Mercedes W09 ad Austin

Photo by: Mark Sutton / Sutton Images

Il pilota inglese, infatti, è stato il solo fra quelli top a effettuare una seconda sosta ai box per sostituire gli pneumatici, riproponendo l'endemico problema che ha colpito la Mercedes durante la stagione, fino al GP del Belgio, quando hanno fatto il loro debutto i nuovi cerchi realizzati in collaborazione con la OZ Racing su disegno dei tecnici di Brackley.

Giorgio Piola è in grado di rivelarci dove erano stati aperti i fori nel cerchio Mercedes: le frecce rosse indicano con precisione dove erano i buchi che, nell'accoppiamento con quelli del mozzo, consentivano il tanto discusso passaggio d'aria. Trattandosi di due elementi in movimento, con la rotazione della ruota si generava un interessante effetto aerodinamico che aveva il compito di estrarre il calore in modo tale da controllare la temperatura degli pneumativci entro la finestra operativa.

Charlie Whiting, Direttore di gara, FIA

Charlie Whiting, Direttore di gara, FIA

Photo by: GP3 Series Media Service

Charlie Whiting, direttore di gara della F1, risponendo a Motorsport.com su questo caso ha detto: "Non credo che sia necessario un ulteriore chiarimento perché ci siamo già espressi, e tutti sono consapevoli di ciò che pensiamo, ma credo che ci sia ancora una differenza di opinioni e che, probabilmente, la questione debba essere risolto nel Technical working group".

Nick Chester, capo progettista di Renault F1, sostiene che la questione deve essere definita nei minimi dettagli, perché le squadre potrebbero sviluppare dei concetti più estremi sui cerchi soffiati nel tentativo di recuperare un po' di carico aerodinamico dopo che le nuove regole 2019 imporranno una semplificazione delle ali e il divieto dei mozzi soffiati al centro.

Cyril Abiteboul, CEO di Renault Sport F1 e Nick Chester, capo progettista

Cyril Abiteboul, CEO di Renault Sport F1 e Nick Chester, capo progettista

Photo by: Sutton Images

"Non è niente di completamente nuovo, ma i tecnici cercheranno di estrarre del flusso all'esterno dei cerchi - ha ammesso Chester - e credo che si potranno vedere  alcune interpretazioni interessanti per il prossimo anno. Questo filone di rivcerca sarà ancora più importante con l'adozione delle nuove regole 2019, perché si dovrà trovare il modo di estrarre l'aria dall'ala anteriore. Può diventare importante riuscirci sfruttando la ruota anteriore".

Alla faccia di chi si ostinava a dire che non c'era un effetto aerodinamico solo trasxurabile...

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