Brivio: "In F1 con minore operatività ma più responsabilità"

Davide analizza qual è stato il salto dalla MotoGP con la Suzuki alla F1 con l'Alpine. Il manager italiano fa il punto della situazione dopo i tre giorni di test colletivi in preparazione del GP del Bahrain. La squadra di Enstone ha raggiunto gli obiettivi che si era data, non avendo mai cercato le prestazioni. Brivio è soddisfatto della coppia di pilota formata da Alonso e Ocon: "Fernando è un grande motivatore che sprona tutti quanti".

Brivio: "In F1 con minore operatività ma più responsabilità"

Dal blue elettrico Suzuki a quello più scuro dell’Alpine. Davide Brivio ha esordito nel paddock di Formula 1 di Sakhir presentandosi in modalità “spugna’, ovvero con l’obiettivo di completare al più presto il complesso processo di integrazione all’interno della squadra.

E non ha perso tempo, osservando e prendendo nota di tutto ciò che viene fatto all’interno del box. Un corso molto accelerato in vista dell’avvio, tra una sola settimana, del Mondiale 2021, una stagione in cui l’Alpine sarà uno dei team più osservati per tanti e differenti motivi.

Il buon finale 2020 ha alzato le aspettative e l’arrivo di Fernando Alonso porterà riflettori più potenti ad illuminare il lavoro della squadra. Per quanto concerne tutta l’attività in pista il riferimento sarà proprio Brivio, è lui ad avere le chiavi della squadra dal giovedì alla domenica sera, una responsabilità non indifferente.

Davide Brivio, Alpine F1 Team Racing Director.

Davide Brivio, Alpine F1 Team Racing Director.

Photo by: Alpine

Ma al di là delle conoscenze specifiche, indubbiamente importanti, Brivio avrà a che fare con piloti ed ingegneri, roba che conosce da molti anni ed anche molto bene.

Com’è la Formula 1 vista da vicino?
“Ovviamente è molto, molto interessante. Sto osservando, pongo domande e cerco di mettere tutto a fuoco, poi, ovviamente, è molto entusiasmante. Se confronto quanto ho visto in questi primi test con le mie esperienze precedenti devo dire che ci sono molti aspetti simili, è pur sempre uno sport di squadra con grandi professionisti e grandi piloti".

"Ovviamente l’organizzazione complessiva di una squadra di Formula 1 è più grande rispetto ad una di MotoGP, ci sono più parametri, più settori e tutto è amplificato, ma questo fa parte del fascino di questa categoria e rende anche molto interessante la fase di apprendimento”.

L’Alpine ha un organigramma un po' particolare, ad iniziare dal suo ruolo. Qual’è esattamente la sua posizione?
“Abbiamo deciso di separare le attività portate avanti nella sede di Enstone da quelle in pista. Con un calendario di 23 Gran Premi l’organizzazione diventa davvero fondamentale, non bisogna sottovalutare nulla, quindi Marcin (Budkowski) sarà il responsabile della struttura di Enstone, proseguendo un lavoro di organizzazione che ha già iniziato, mentre io guiderò le attività che vengono svolte in pista".

"Il mio lavoro è quello di fare in modo che non ci siano imprevisti sui campi di gara, che tutti siano nelle condizioni migliori per lavorare, piloti inclusi, e se c’è un problema sono io la figura di riferimento".

"Tra le sedi di Viry e Enstone sono impegnate più di 1.100 persone, ma alla fine in pista siamo meno del 10% del numero complessivo, e dobbiamo valorizzare il lavoro fatto da tutti. È una grande responsabilità e ovviamente una grande pressione”.

Quanto è diverso il suo ruolo attuale rispetto a quello che ricopriva in Suzuki?
“Fino allo scorso anno la mia responsabilità era più ampia, nel senso che mi dovevo occupare di più mansioni essendo la struttura in sé più piccola. Oggi sono in una grande struttura, ci sono più responsabili nei singoli settori perché tutto ha una dimensione maggiore, e tutto è pianificato molto bene".

"Diciamo che oggi ho una minore operatività ma una maggiore responsabilità, semplicemente perché disponendo di staff di collaboratori molto validi, si delegano aspetti che prima svolgevo in prima persona. Come ho detto, c’è però una maggiore responsabilità, pianificare il futuro vuol dire dover prevedere tante funzioni, tanti ruoli e gestire tante persone”.

Ci sono già dei cambiamenti che ha pensato di fare o proporre?
“No, non proprio. Voglio sottolineare di avere trovato un’ottima struttura e ottimi professionisti, Marcin, ha svolto un importante lavoro nell'organizzare il tutto. Da una prima impressione posso dire che la squadra in pista mi sembra ben strutturata, si vede che tutti lavorano in armonia con ruoli chiari e precisi".

"Ho pieno rispetto e apprezzo molto quello che è stato fatto finora, ma ovviamente ora che sono nella squadra dovrò valutare ogni aspetto e valutare se ci sono margini di crescita, ma è un processo che inizierà quando avrò terminato il periodo di apprendimento, solo dopo questa fase spero di poter dare il mio contributo. Magari partorirò un’idea folle, eh eh, ma in quel caso credo che potrebbero fermarmi! Scherzi a parte, provenendo da un contesto differente potrei vedere alcuni aspetti con una prospettiva diversa”.

Ha notato delle differenze nel lavoro di preparazione alla stagione da parte di Alonso e Ocon?
“Credo che Esteban e Fernando formino una combinazione molto interessante di piloti, curiosamente entrambi ad un certo punto della loro carriera si sono fermati ed entrambi sono poi tornati in Formula 1 da piloti titolari".

"Esteban sta crescendo molto, credo che in questa stagione capitalizzerà l’anno di conoscenza del team e sarà anche a suo agio con una monoposto che di fatto è molto simile a quella 2020. Penso che quest’anno abbia tutto per mostrare in pista il suo potenziale, e credo che per lui sia una grande opportunità".

"Fernando è arrivato in ottima forma, sia sul fronte fisico che quello motivazionale, spinge davvero tanto ed è un aspetto molto positivo vederlo spingere tutta la squadra. L’aver scelto di tornare nella categoria più impegnativa del Motorsport conferma quanto sia determinato ed affamato, non è certo di nuovo in pista per fare numero".

"La presenza di Fernando è importante anche per Esteban, che avrà un ottimo benchmark di confronto, ma sono convinto che saprà anche esserlo a sua volta, sta crescendo molto e nella giusta direzione”.

Crede che Fernando avrà bisogno di un po' di rodaggio prima di poter garantire il suo 100%?
“Nei test in Bahrain abbiamo fatto un buon lavoro, coprendo una distanza complessiva importante e completando il programma che avevamo pianificato senza imprevisti. Fernando mi è sembrato subito in linea con il ritmo e la velocità che ci aspettavamo, anche se il lavoro che abbiamo svolto nei test non è stato mirato alla ricerca della massima prestazione, bensì a test prevalentemente di bilanciamento e assetto della monoposto".

"Ho visto Fernando ben inserito, in linea con Esteban e credo con il resto dei piloti in pista, in termini di preparazione non ci sono stati aspetti al di sotto delle nostre attese. Resta poi un grande punto interrogativo sui valori in campo, perché nei tre giorni di prove è stato realisticamente stato difficile farsi un’idea precisa, ma ormai il weekend di gara si avvicina ed avremo le prime risposte”.

In Suzuki ha lavorato con molti piloti giovani. Intende portare questa filosofia anche nel progetto Alpine?
“Non so ancora rispondere con precisione a questa domanda, posso solo dire che non sarebbe male, ovviamente. Abbiamo un ottimo programma Academy con alcuni giovani piloti interessanti, ma dobbiamo anche considerare che Esteban è a sua volta un giovane pilota. Nella mia esperienza precedente ho apprezzato molto il lavoro con ragazzi giovani, sono sempre molto motivati e focalizzati sull’obiettivo. Ma deve essere sempre un buon mix tra esperienza e talento, e dipende anche dalla situazione in cui ci si trova".

"In MotoGP puntare sui piloti giovani ha funzionato anche perché il momento storico è stato favorevole, ovvero a cavallo di un cambio generazionale. Dovevamo creare la nuova generazione di motociclisti in quella fase, e ha funzionato. Oggi in Formula 1 c'è una nuova generazione in arrivo, ci sono già dei giovani decisamente interessanti, ma allo stesso tempo piloti come Fernando hanno un mix di esperienza e talento molto efficiente, e credo che sarà un confronto interessante".

"Non credo che la scelta dei giovani sia premiante a prescindere da tutto, dipende dalla situazione in cui ci si trova nel momento in cui vengono fatte le scelte. Come Alpine abbiamo un ottimo programma giovani, sarebbe bello poter avere con noi questi ragazzi in futuro, ma è necessario disporre anche dell’opportunità per farlo. Al momento non abbiamo un team partner per consentire ad un nostro giovane di esordire prima di essere incluso nella squadra principale, ma diciamo che lavoreremo per creare le condizioni giuste al fine di valorizzare i nostri talenti”.

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