Bomba in F1: la Honda si ritira alla fine del 2021

La Casa giapponese ha ufficializzato che alla fine della prossima stagione abbandonerà la Formula 1 lasciando senza motori Red Bull Racing e AlphaTauri proprio ora che cominciava a raccogliere qualche risultato dopo anni pieni di delusioni. La Honda motiva la decisione con la volontà di diventare carbon free dal 2050, ma l'uscita dei nipponici apre una grave crisi nel paddock che Stefano Domenicali sarà chiamato a gestire.

La Honda lascerà la F1 al termine della stagione 2021. La Casa giapponese ha appena ufficializzato la notizia che scuote le fondamenta del paddock. Un movimento tellurico che avrà forti ripercussioni sul futuro del massimo campionato dell’automobilismo mondiale.

I nipponici non hanno cavato un ragno dal buco dall’anno del rientro nel Circus come motoristi siglato 2015: la collaborazione con la McLaren era stata addirittura disastrosa non solo per l’inadeguatezza della power unit, tanto che l’ingresso del marchio del Sol Levante era stato molto negativo da un punto di vista mediatico per le continue “punture” a cui la Honda era stata sottoposta dai frequenti team radio di Fernando Alonso che non esitava a mettere il dito nella piaga con frasi storiche (GP2 engine).

Poi le cose sono migliorate decisamente con un anno di fornitura nel 2018 alla Toro Rosso che ha fatto da laboratorio all’approdo nel 2019 alla Red Bull Racing. Sono arrivate cinque vittorie (quattro con il team di Milton Keynes firmate da Max Verstappen e una con l’AlphaTauri al debutto nel recente GP d’Italia con Pierre Gasly), e la risalita al terzo posto nel mondiale Costruttori, ma contro l’egemonia della Mercedes non c’è niente da fare.

"Honda ha deciso di concludere la propria partecipazione nel Campionato del Mondo di Formula 1 come fornitore motore al termine del 2021. Abbiamo avuto il privilegio di lavorare con Red Bull e Alphatauri, nel corso di questa avventura. Ed è proprio all'ex Scuderia Toro Rosso che vogliamo ancora una volta dire grazie: hanno creduto nel nostro potenziale sin dal 2018. Nel 2020 abbiamo vinto 2 gare e voglio ringraziare tutti i nostri partner per averci aiutato a tornare a questi livelli. Un sincero ringraziamento va anche al management della F1, alla FIA e a tutti coloro che hanno collaborato al progetto. La nostra decisione è stata presa ad agosto e prontamente comunicata ai nostri partner ad inizio settembre”, dichiara in Conferenza Stampa Takahiro Hachigo, CEO e Presidente di Honda. 

E così per l’ennesima volta nella sua storia la Honda ha deciso di abbandonare la F1 prendendo come valida scusa la pandemia del COVID-19 che ha fatto esplodere una crisi economica i cui contorni non sono ancora ben definiti.

La decisione lascia senza motorista i due team della Red Bull (RBR e AlphaTauri) e apre una grave crisi nella F1. La prima crepa ha permesso di aprirla Chase Carey, ex CEO di F1: il baffone pur di firmare il rinnovo del Patto della Concordia in agosto, ha concesso ai Costruttori e ai team una insana clausola d’uscita.

Sebbene abbiano siglato un accordo quinquennale hanno il diritto di uscire dal Circus senza pagare alcuna penale al promotore avvisando entro il mese di marzo dell’anno prima. Neanche il tempo di ratificare l’accordo e subito la Honda s’avvale di questa facoltà, lasciando la prima spina nelle mani di Stefano Domenicali, neo amministratore delegato di Formula 1.

Un disastro per il mondo dei GP che mai e poi mai Bernie Ecclestone avrebbe concesso in passato: un autogol che avrà conseguenze pesantissime sulla Formula 1 che, invece, stava cercando una nuova fase di stabilità e rilancio.

Renault, che ha deciso di proseguire l’avventura nei GP con il marchio Alpine, sembra interessata a tornare a fornire un team partner, ma è difficile pensare che la Red Bull Racing possa tornare a collaborare con la Casa francese visto che il divorzio era finito a pesci in faccia e violente polemiche.

La fuga della Honda potrebbe avere altre ripercussioni sulla F1, visto che Ola Kallenius, presidente di Daimler AG, teme che il ciclo di incontrastato dominio della Stella dall’inizio dell’era ibrida potrebbe arrivare alla naturale conclusione con il cambio delle regole e anche la Casa tedesca potrebbe diversificare il suo ruolo, pur restando nel Circus nel ruolo di motorista.

Il COVID-19 sta producendo danni profondi nel tessuto produttivo ed economico e l’esigenza di ridurre i costi spinge i Costruttori a limitare la presenza nel Motorsport per risparmiare.

L’uscita della Honda, che ha vissuto l’era più fulgida con McLaren, Williams e Lotus alla fine degli anni ’80, conquistando sei titoli Costruttori e cinque piloti. Il palmares parla di 77 vittorie e 79 pole position con 65 giri più veloci in 452 partecipazioni da motorista.

La Honda gira i tacchi e se ne va, ma la F1 dovrà affrontare una crisi pesante alla vigilia di un cambio regolamentare che avrebbe dovuto dare un forte impulso alla serie con le monoposto a effetto suolo. L’uscita dei giapponesi non deve avere l’effetto di una valanga…

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