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Renault R.S.17

Analisi tecnica: la Renault R.S.17 stupisce per alcune soluzioni

Per quanto la R.S.17 presentata fosse una monoposto finita all'ultimo, mostra un'accurata ricerca aerodinamica nella parte centrale dove gli inediti bargeboard si integrano con un rialzo del fondo a profilo alare. Particolari i deviatori di flusso e l'airbox.

Analisi tecnica: la Renault R.S.17 stupisce per alcune soluzioni
Renault Sport F1 Team RS17
Renault Sport F1 Team RS17
Renault Sport F1 Team RS17
Renault Sport F1 Team RS17
Renault Sport F1 Team RS17
Renault Sport F1 Team RS17
Renault Sport F1 Team RS17
Renault Sport F1 Team RS17
Renault Sport F1 Team RS17 detail
Renault Sport F1 Team RS17, l'ala anteriore
Comparazione Renault R.S.16 vs R.S.17
The Renault Sport F1 Team RS17 is unveiled
Renault Sport F1 Team RS17
Renault Sport F1 Team RS17
Renault Sport F1 Team RS17 detail
Renault Sport F1 Team RS17 detail
Renault Sport F1 Team RS17 detail
Renault Sport F1 Team RS17 detail
Renault Sport F1 Team RS17

La Renault volta pagina. Con la R.S.17 il Costruttore francese inizia un percorso di crescita che in tre anni deve riportarlo a lottare per il mondiale per rinverdire i fasti iridati del 2005 e 2006 con Fernando Alonso come pilota nell’era che era stata caratterizzata da Flavio Briatore.

Oggi a capo di Renault Sport F1 c’è Cyril Abiteboul, un giovane manager molto ambizioso che ha vinto il braccio di ferro con Frederic Vasseur per la conduzione della squadra. Il ritorno nel Circus dello scorso anno è stato deciso molto tardi, per cui il marchio della losanga si è presentato al via del mondiale 2016 con una Lotus priva del motore Mercedes e adattata alla power unit Renault: insomma un mezzo aborto che ha fruttato solo il nono posto nel mondiale Costruttori.

Troppo poco per una Casa ufficiale: ecco perché la R.S.17 ha un ruolo strategico nel rilancio della squadra di Enstone che deve vivere la forte concorrenza della Red Bull Racing, il team che parte con l’ambizione di sfidare la Mercedes. La Renault, invece, si pone l’obiettivo di collocarsi al quinto posto e il presidente di Renault Sport, Stoll non ne ha fatto mistero nell’ampollosa presentazione londinese.

C'è la fantasia di Chester

La R.S.17 mostra alcune idee interessanti che riflettono la fantasia che ha sempre caratterizzato le realizzazioni affidate a Nick Chester, il capo progettista che ha lavorato a Enstone sotto la direzione tecnica di Bob Bell. Cyril Abiteboul, managing director della squadra, non ha fatto mistero che la squadra ha dovuto correre per rispettare i tempi della presentazione e diverse parti non sono definitive, ma frutto della lavorazione in rapid prototyping.

Ma quanto sono lunghi i piloni!

Il muso è lungo e presenta l’ormai consueto “nasino”, ma sono i piloni che reggono l’ala anteriore a destare un po’ di curiosità: si estendono verso il posteriore per incanalare il flusso nella parte inferiore del telaio. La Renault adotta l’S-duct per creare un migliore riempimento d’aria in una zona nevralgica della vettura e pesca il flusso ai lati del muso dove so notano le aperture. Proprio in prossimità delle aperture dell’S-duct ci sono due flap verticali leggermente arcuati montat sotto al muso.

L’ala anteriore, invece, mostra il profilo a delta nel rispetto del regolamento 2017, ma i flap e la paratia laterale sembrano ancora un retaggio del 2016 e ci aspettiamo in quell’area delle novità nei test di Barcellona che inizieranno il 27 febbraio.

La scocca ha lo scavo anteriore

Anche la presa dei freni anteriori è particolarmente massiccia e non sembra una soluzione definitiva. La Renault ha seguito la Mercedes per quanto riguarda lo scavo della scocca nella cellula di sicurezza anteriore per fare in modo da inserire eventualmente un terzo elemento idraulico. La sospensione anteriore mostra i triangoli inclinati verso il posteriore con il puntone che si infulcra molto in lato nel vanity panel. Il braccio dello sterzo è stato mantenuto allineato ai bracci superiori.

Bargeboard e lo... scalino nel fondo

La parte più innovativa della macchina è quella dietro alle gomme anteriori: il bargeboard è una struttura piuttosto articolata, perché al profilo molto alto, molto arcuato e seghettato corrisponde un marciapiede vistoso che si allaccia ad un secondo elemento più piccolo che si integra nel fondo, formando un passaggio d’aria importante per incanalare il flusso in un appariscente scalino nel pavimento dalla forma alare che serve a convogliare i filetti direttamente verso il diffusore posteriore, mentre l’aria fra l’elemento aerodinamico e la scocca è quella che serve per raffreddare i radiatori.

Proprio la parte centrale della macchina è uno dei punti dove i tecnici avranno l’opportunità di sbizzarrirsi con soluzioni molto diverse alla ricerca del carico aerodinamico, senza pagare in resistenza all’avanzamento.

Daviatore di flusso a boomerang

Anche il deviatore di flusso verticale è inusuale: mostra tre soffiaggi nella parete verticale che è a forma di boomerang. Non c’è il tradizionale ponte che si allaccia alla fiancata, ma si osserva un profilo a forma di sella che sfrutta una bocca dei radiatori piuttosto generosa sopra alla quale ci sono due flap verticali arcuati verso l’esterno in stile Manor che si completano con un profilo ancorato poco dietro gli specchietti che richiama la soluzione della Red Bull.

Le pance hanno bocche generose

La pancia non raggiunge l’altezza massima nel bordo d’entrata delle bocche che sono tondeggianti: la sensazione è che il nuovo motore Renault abbia fame d’aria e che le masse radianti siano più grandi di altre realizzazioni, visto che la fiancata in coda si chiude più tardi per fare spazio alla zona a CocaCola.

Roll hoop molto pulito

Molto curata aerodinamicamente è la zona del roll hoop: l’airbox sembra quello della Mercedes W07 che è stato schiacciato ed è privo dei due soliti supporti verticali. La struttura integra le due orecchie laterali per il raffreddamento dell’ERS e ha un foro anche dietro al casco del pilota, dove si è cercato di limitare i bloccaggi aerodinamici alla ricerca di una migliore efficienza dall’alettone posteriore.

Il cofano motore veste la meccanica, ma sembra massiccio perché è sovrastato da una grande pinna stabilizzatrice.

La sospensione posteriore mantiene lo schema pull rod con il tirante infulcrato molto in avanti. L’ala posteriore è retta da un mono pilone particolarmente arcuato verso dietro che ingloba anche il comando del DRS. Il profilo principale è molto semplice, mentre il flap mobile ha una V centrale. Le paratie laterali, invece, sembrano più definitive: oltre ai quattro slot orizzontali aperti sul bordo d’entrata, si vedono altri mini profili utili a orientare i flussi per ripulire la scia.

La nuova Renault, insomma, mostra una sua personalità frutto di un attento studio aerodinamico: può ambire a fare un importante salto di qualità a patto che la meccanica segua le ambizioni dei telaisti. E questo lo scopriremo solo la prossima settimana nella prima sessione di test a Barcellona con Nico Hulkenberg e Jolyon Palmer che si alterneranno al volante della R.S.17.

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