Analisi: Hamilton fa già paura, ma la Ferrari non è affatto lontana

Il quattro volte campione del mondo ha dominato in mattinata all'Albert Park, ma poi è stato riavvicinato nel pomeriggio. Raikkonen è soddisfatto della Rossa, mentre Vettel ha commesso troppi errori con una SF71H poco a punto.

Lewis Hamilton fa paura, il che non è certo una novità per gli altri diciannove piloti di Formula 1. Al termine della prima giornata ufficiale di attività in pista del 2018 le classifiche hanno confermato quanto era stato previsto, ovvero la Mercedes numero 44 davanti a tutti.

La logica inviterebbe ad una certa prudenza, l’istinto invece spinge a cercare una risposta alla seguente domanda: di quanto Hamilton è davanti a tutti?

Mentre il sole cala lentamente sul paddock di Melbourne le risposte sono differenti. C’è la paura di rivedere copioni visti e rivisti negli ultimi quattro anni, c’è il timore che i ‘grigi’ possano scappare ancora, come avvenuto dal 2014 al 2016.

Una sensazione arrivata in modo violento dopo la sessione FP1, in cui Hamilton ha rifilato mezzo secondo a Bottas e sette decimi a Verstappen, e più limitata nella sessione pomeridiana, in cui Lewis ha limitato a 127 millesimi il margine su Verstappen.
“Devo scoprire se ho perso performance, ma la sensazione mi è sembrata comunque positiva”, ha commentato Hamilton.

“Nel complesso è stata una bella giornata – ha proseguito Lewis – con questo clima è bellissimo lavorare qui ad Albert Park. Le gomme hanno reso bene, non come a Barcellona, e mi sono goduto l’auto in alcuni tratti di pista, come alla 11 e 12… non sembrano neanche più delle curve, è pazzesco".

"Se non pioverà il grip in pista aumenterà ancora e sarà sempre più veloce. Venendo qui alla prima gara, non hai davvero idea di come sarà, non sai come ti sentirai fisicamente, non sai come reagiranno le gomme, la monoposto, un po' tutto. Ma oggi abbiamo iniziato con il piede giusto, abbiamo visto tutto ciò di cui avevamo bisogno, e mi è piaciuto guidare”.

Hamilton spaventa, ma forse è un eccesso di pessimismo (da parte di alcuni degli avversari), perché proprio dodici mesi fa (e proprio a Melbourne) nel box Mercedes gli ingegneri si scervellavano per trovare il modo di far funzionare a dovere gli pneumatici Pirelli, un problema che fu risolto solo nel mese di maggio.

Nella prima giornata sul circuito di Albert Park la Mercedes ha dettato il passo, ma non sono mancate indicazioni incoraggianti anche nei box degli avversari. La Ferrari ha mostrato un passo molto buono quando ha calzato la mescola Soft, sia in termini di giro veloce che nelle simulazioni di gara, con un Kimi Raikkonen pimpante che ha subito trovato un buon feeling con la monoposto a differenza di Sebastian Vettel, che è sembrato meno contento del setup.

Quando le Rosse sono passate alle mescole più tenere non sono arrivati i tempi attesi, ma nel caso della Supersoft Vettel l’ha usata male (spingendo troppo nel primo giro ed alzando così la temperatura degli pneumatici) e quando Seb ha calzato la Ultrasoft ha commesso un errore (nel terzo settore) nella simulazione di qualifica.

Questo non vuol dire che se tutto fosse filato liscio la Ferrari avrebbe creato problemi a Mr. Hamilton, ma magari i margini sarebbero stati di uno o due decimi, roba che non preclude nulla, soprattutto nel lungo periodo.

Domani sarà molto probabilmente un altro giorno su tutti i fronti, visto che le previsioni meteo indicano pioggia certa durante la sessione FP3 e l’ottanta per cento di possibilità in qualifica. Tutto da rifare sul fronte dei setup, e prima stagionale in versione ‘wet’: si ripartirà da zero.

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A proposito di questo articolo
Campionati Formula 1
Evento GP Australia
Sub-evento Venerdì, prove libere 2
Circuito Melbourne Grand Prix Circuit
Articolo di tipo Analisi