Allarme Mercedes: la perdita d'acqua di Perez, ha fatto rallentare le frecce d'argento!

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Allarme Mercedes: la perdita d'acqua di Perez, ha fatto rallentare le frecce d'argento!
Franco Nugnes
Di: Franco Nugnes
24 giu 2018, 19:12

Dopo lo stop del messicano per un problema simile a quello che aveva bloccato nelle libere Bottas. il muretto della Mercedes ha consigliato di ridurre il passo di Hamilton che si è limitato a tenere a bada Verstappen dopo il pit.

Toto Wolff, Direttore del Motorsport Mercedes AMG F1, e Dr. Dieter Zetsche, CEO Daimler AG
Toto Wolff, Direttore Esecutivo (Business), Mercedes AMG
Sergio Perez, Force India
Il vincitore della gara Lewis Hamilton, Mercedes-AMG F1, festeggia sul podio
Il vincitore della gara Lewis Hamilton, Mercedes-AMG F1 festeggia nel parco chiuso
Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W09, precede Valtteri Bottas, Mercedes AMG F1 W09, Sebastian Vettel, Ferrari SF71H, e Max Verstappen, Red Bull Racing RB14, alla partenza
Valtteri Bottas, Mercedes AMG F1 W09
Valtteri Bottas, Mercedes AMG F1

Lewis Hamilton ha vinto il GP di Francia, dando un segno che la Mercedes ha avuto una pronta reazione dopo il risultato deludente del Canada, ma a Brixworth c’è qualcuno che è preoccupato lo stesso. Il motivo? Quando Sergio Perez si è fermato al 27esimo giro per un problema al motore, l’allarme… rosso è scattato non solo nel box della Force India, ma anche in quello delle frecce d’argento.

Il pilota messicano si sarebbe fermato per una water leack, vale a dire una perdita d’acqua dall’impianto di raffreddamento della power unit 2.1 appena montata al Paul Ricard. I tecnici diretti da Andy Cowell dovranno andare a fondo della questione, perché pare che si tratti dello stesso problema che aveva bloccato Valtteri Bottas nel corso del secondo turno di prove libere, quando il finlandese non era riuscito a fare i suoi long run.

Un motore nuovo di trinca non dovrebbe accusare dei problemi e il fatto che si siano registrati due problemi analoghi ha fatto alzare la soglia della guardia: il muretto Mercedes in gra ha avvisato i piloti di ridurre lo sfruttamento delle power unit per mettersi al riparo da possibili guai.

“Sì, c’è stata un po’ di preoccupazione – ha ammesso candidamente Toto Wolff – quando si monta un nuova motore è normale che lo si curi con attenzione e si guardano tutti i dati se si registra qualcosa di anomalo in una delle sei power unit”.

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Da diversi anni i moderni motori di F1 hanno un impianto di raffreddamento con l’acqua che è tenuta in pressione a 2 bar perché così è possibile fare girare il 6 cilindri ad una temperatura di 120 gradi senza che l’acqua vada in ebollizione. Si preferiscono motori “caldi” perché così è possibile limitare la quantità di liquido (che non è più acqua, ma fluidi studiati apposta) in funzione di un risparmio di peso.

Se a Sergio Perez si è rotto un condotto, l’importante è stato fermare subito il motore perché l’assenza di refrigerante potrebbe aver causato dei surriscaldamenti letali nelle parti vitali del motore. Ma in questo caso dovrebbe bastare ricorrere a un tubo più spesso per risolvere il guaio, mentre la sensazione è che in Mercedes la questione possa essere più complessa. La rottura, infatti, potrebbe essere stata originata dalle vibrazioni del 6 cilindri che possono mettono in crisi un pezzo dopo un certo numero di cicli di lavoro.

Non è un caso che il motore 2 non sia stato fatto debuttare in Canada per un cedimento emerso nel long run di delibera per Montreal. E il fatto che tanto il motore di Bottas nelle prove libere, che quello di Perez in gara abbiano accusato delle perdite d’acqua è sintomatico che ci possa essere ancora una criticità, che le modifiche alla nuova unità non hanno risolto.

La Mercedes ha siglato la nuova power unit 2.1 per sottolineare la rapidità d’azione con la quale erano intervenuti su un carter e a Brixworth speravano di averci messo una pietra sopra.

Il Paul Ricard, invece, consiglia di non abbassare la guardia. Bottas ha potuto correre senza che la perdita d’acqua accusata venerdì abbia tolto competitività alla sua power unit, ma un filo di apprensione resta perché la prossima settimana a Spielberg si correrà a 700 metri di quota, dove l’aria sarà leggermente più rarefatta e sarà importante controllare le temperature dell’impianto di raffreddamento.

“Abbiamo identificato il problema sulla macchina di Valtteri – ha proseguito Toto Wolff - non abbiamo ancora scoperto cosa ha fermato Perez, quindi non posso dare una risposta al riguardo. Ma è evidente che quando Lewis è uscito dal pit davanti a Max si è limitato a gestire il gap”.

La Mercedes al di là dei guai di affidabilità ha ritrovato la supremazia di motore?
“E’ molto difficile da dire. Credo che ormai tra Renault, Ferrari e noi si sia molto vicini. E la difficoltà sta nel trovare degli incrementi delle prestazioni senza compromettere l'affidabilità. Questa è la chiave dello sviluppo che caratterizzerà questa stagione…”.

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