Abiteboul su Newey e Ricciardo: "Il mercato di tecnici e piloti vedremo come andrà!"

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Abiteboul su Newey e Ricciardo:
Roberto Chinchero
Di: Roberto Chinchero
19 giu 2018, 17:10

Il CEO di Renault Sport F1, Cyril Abiteboul, non nega una trattativa con due pedine fondamentali della Red Bull: "Faremo tutto il possibile per fargli rimpiangere la decisione che hanno preso".

Red Bull Racing RB14
Christian Horner, Red Bull Racing Team Principal, Alain Prost, Renault Sport F1 Team Special Advisor and Cyril Abiteboul, Renault Sport F1 Managing Director
Carlos Sainz Jr., Renault Sport F1 Team R.S. 18
Adrian Newey, Red Bull Racing
Paul Monaghan, Chief Engineer Red Bull Racing, Remi Taffin, Capo delle operazioni in pista Renault Sport F1
Daniel Ricciardo, Red Bull Racing RB14
Daniel Ricciardo, Red Bull Racing
Cyril Abiteboul, Direttore generale Renault Sport F1 con Dr Helmut Marko, Consulente Red Bull Motors
Carlos Sainz Jr., Renault Sport F1 Team R.S. 18
Carlos Sainz Jr., Renault Sport F1 Team
Stoffel Vandoorne, McLaren MCL33
Cyril Abiteboul, Managing Director, Renault Sport F1 Team, con Marcin Budkowski, Renault Sport F1 Team
Cyril Abiteboul, Managing Director Renault Sport F1, nel garage

La Renault accusa il colpo, ma prepara la rivincita. La decisione della Red Bull di abbandonare la Casa francese dopo dodici anni a favore della Honda, comporterà un effetto domino che influenzerà altre scelte.

Il CEO di Renault Sport F1, Cyril Abiteboul, non è stato sorpreso più di tanto dalla decisione della Red Bull, e non nasconde di sognare una rivincita sul campo. Ma i primi segnali della rivalsa potrebbero arrivare in anticipo rispetto a quello che dirà la pista, perché la Renault potrebbe iniziare a giocare le sue carte sul mercato, dove ci sono ancora dei pezzi importanti della Red Bull, come Ricciardo ed Adrian Newey...

Sorpreso dalla decisione della Red Bull?
“Non sono sorpreso, per noi è una conferma di ciò che era già nell’aria da tempo. Credo che si tratti di una decisione strategica e commerciale più che una decisione puramente tecnica o sportiva”.

È convinto che Red Bull non abbia solo valutato gli aspetti tecnici?
“Ovviamente. Quando siamo tornati in Formula 1 con un team ufficiale credo che la Red Bull abbia capito che non sarebbe più stato la squadra di riferimento della Renault, quindi ha cercato un’alternativa, e ha trovato nella Honda la chance che cercava. Per questo sono convinto che si tratti di un mix di fattori".

"Ci sarà sicuramente stata una valutazione delle performance, ma è chiaro che c’è anche molto di più, e credo che ci siano aspetti che noi non avremmo potuto offrire, come supporti finanziari e accesso alle strutture centrali, perché la nostra priorità è il consolidamento della performance di Renault Sport F1”.

Crede di aver forzato un po' la mano chiedendo alla Red Bull una risposta sul futuro in tempi brevi?
“Non lo so. Voglio ringraziare Red Bull per aver compreso la situazione che ci stava rendendo la vita difficile, e ringrazio sia Christian che Helmut per questo. Era importante per noi fare la massima chiarezza sui piani futuri in tempi molto brevi, sia per i rapporti con i fornitori esterni che si occupano dell’approvvigionamento che per la programmazione generale”.

I progressi confermati dalla Renault, e qualche inevitabile incertezza che precederà il programma Red Bull-Honda, potrebbero concedervi delle chance per poter avere con voi figure di primo piano oggi sul mercato come Newey o Ricciardo?
“Sarà interessante vedere quale sarà l'impatto di questa decisione. Francamente c'è un numero di variabili che conosciamo ma altre imprevedibili, quindi vedremo cosa dirà il mercato. Tutti siamo consapevoli che la Honda sta recuperando terreno, e lo sta recuperando velocemente, e questo aiuterà la Casa giapponese ad avere il credito che merita. Ma sarà il mercato a dire la sua, intendo quello piloti e quello degli ingegneri. Il nostro è un contesto molto competitivo e tutti guardano gli ultimi sviluppi prima di prendere delle decisioni che riguardano la propria carriera. Aspettiamo e vedremo come andrà”.

Il vostro motore ha vinto due gare nella prima fase della stagione, e la Red Bull, classifica alla mano, è in lotta per il titolo. Crede che possano rimpiangere la scelta di essere passati a una power unit che non è ancora salita una volta sul podio?
“Noi faremo tutto il possibile per fargli rimpiangere la decisione che hanno preso. Ci concentreremo sulla nostra squadra, e non vedo l’ora di vedere in pista i risultati del lavoro che stiamo facendo con le ultime evoluzioni, in particolare lo Spec C della power unit, un motore che ovviamente arriverà anche per la Red Bull".

"Spero per noi che li faremo pentire, ma allo stesso tempo è anche positivo per la Formula 1 che una grande squadra come la Red Bull diventi il team di riferimento di un Costruttore di power unit come la Honda. Come ho detto, noi ci concentreremo su Renault Sport Racing, ed avremo più energie a disposizione perché quando fornisci un team come la Red Bull devi cercare di soddisfare le loro ambizioni e le loro aspettative, cosa non certo semplice".

Ora che non avrete più una squadra di confronto come Red Bull, cosa cambierà per voi e per la McLaren?
“Poco. Ovviamente avevamo un importante punto di riferimento, ma sappiamo quanto dobbiamo recuperare rispetto ai top team e i fronti su cui dover intensificare i nostri sforzi”.

Cercherete un altro team per assicurarvi una terza fornitura al posto della Red Bull o preferite restare con due squadre?
“Fino alla fine del 2020 non credo che cambierà nulla. Ferrari e Mercedes avranno tre clienti, noi e Honda due. Quello che dobbiamo ancora definire è la strategia a partire dal 2021, ma prima dobbiamo essere certi di essere in linea con i nuovi regolamenti. Conosciamo a grandi linee il progetto, ma mancano ancora i dettagli”.

Crede che Renault abbia avuto i riconoscimenti per le vittorie ottenute con la Red Bull?
“Nel nostro caso era necessario essere in due per arrivare al successo, e si è sempre in due anche quando la vittoria non arriva. Non abbiamo avuto lo stesso ritorno in pista e fuori pista, e credo che avremmo avuto un maggior riscontro se avessimo sottolineato maggiormente alla gente che la Renault ha contribuito ai successi della Red Bull, facendola diventare ciò che è oggi. È la conferma che essere solo fornitori di motori dal punto di vista del marketing non funziona, e questo è il motivo per cui abbiamo deciso di tornare in Formula 1 con un nostro team ufficiale”.

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