29 agosto 1982: trentacinque anni fa l’ultimo Gran Premio di Svizzera

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29 agosto 1982: trentacinque anni fa l’ultimo Gran Premio di Svizzera
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Tradotto da: Riccardo Didier Vassalli
29 ago 2017, 08:41

Ebbe luogo a Digione l’ultima gara di Formula 1 intitolata alla Confederazione: protagonista assoluto fu Keke Rosberg che, grazie alla vittoria in terra francese, la prima in carriera, si laureò campione del mondo.

Keke Rosberg, Williams
Keke Rosberg, Williams
Nigel Mansell, Lotus 91-Ford, parla con la stampa inglese, inclusi Nigel Roebuck, Murray Walker, Joh
Alain Prost, Renault RE30
Il Gran Premio di Svizzera del 1982 fu vinto a Digione dalla Williams FW08-Cosworth del finlandese Keke Rosberg
Come vincitore del Gran Premio di Svizzera, Keke Rosberg ricevette una tipica campana elvetica per l
Rallentato da continui problemi meccanici della sua Arrows A5-Cosworth, lo svizzero Marc Surer fu co

Dal lontano 1955 a oggi parecchia acqua è passata sotto i ponti, ma per certi versi in Svizzera poco o nulla è cambiato. È il caso del divieto alle competizioni in circuito aperte al pubblico, normativa in vigore dopo il tragico incidente alla 24 Ore di Le Mans di quello stesso anno.

Da quel momento l’intera Confederazione Elvetica appassionata di motori ha dovuto adeguarsi alle esigenze, pur se con qualche coraggiosa eccezione. I nostalgici delle gare si diressero verso il circuito di Dijon-Prenois, dove il 24 agosto 1975 si tenne un Gran Premio organizzato dall’ACS per vetture di Formula 1 che, sfortunatamente per il vincitore Clay Regazzoni (Ferrari 312 T), non consegnava punti iridati.

Soltanto sette anni più tardi, il 29 agosto 1982, il GP di Svizzera, svoltosi sempre a Digione, ebbe validità per il Campionato del Mondo di Formula 1, dando in qualche modo seguito e continuità ai 14 storici Gran Premi di Berna, interrotti nel 1954. La corsa in territorio francese è passata alla storia anche per essere stata la 360esima gara della massima formula a partire dal 1950.

Incidenti terribili

La stagione 1982 è stata marcata da numerosi gravi incidenti. Tutto il mondo è a conoscenza del sinistro costato la vita a Gilles Villeneuve, avvenuto l’8 maggio durante le prove del GP del Belgio a Zolder, al volante di una Ferrari 126 C2. Alla vigilia del GP di Svizzera, la Scuderia Ferrari si presentò con Didier Pironi in vetta alla classifica mondiale e con il transalpino Patrick Tambay come sostituto del compianto canadese. Pironi fu tuttavia vittima di un grave incidente a Hockenheim nelle prove del Gran Premio di Germania, episodio che pose fine alla sua carriera nella massima formula.

Prima della corsa elvetica, la classifica piloti vedeva proprio Didier occupare la prima piazza con 39 punti dopo i successi a Imola e Zandvoort. Keke Rosberg, sulla Williams, inseguiva a quota 33 punti. La Lotus di Elio De Agelis aveva tolto al padre di Nico Rosberg la possibilità di passare in cima alla classifica nel precedente GP d’Austria.

Al Gran Premio di Svizzera, come da regolamento, non potevano partecipare più di 26 piloti: con 29 iscritti tre conduttori furono costretti così a guardare la corsa dopo le qualifiche. La gara prevedeva una distanza pari a 80 giri da 3,8 chilometri l’uno, per una durata complessiva di 304 km. All’epoca, i motori turbocompressi da 1,5 litri potevano raggiungere quasi 600 cavalli di potenza.

Renault fortissima

Il turbo fu introdotto in Formula 1 nel 1977 dalla Renault. La Casa francese fu seguita dalla Ferrari tre anni più tardi, da Brian Hart nel 1981 e dalla BMW l’anno successivo. I motori V8 Cosworth avevano la capacità di sprigionare quasi 520 cavalli.

L’intero evento di Formula 1 fu venduto agli organizzatori per 775’000 dollari, pari a un milione e mezzo di franchi svizzeri di allora. Un biglietto per la tre giorni di Dijon-Prenois costava 52 CHF, un posto in tribuna nella giornata di gara intorno ai 160 franchi.

La prima fila fu occupata interamente dalle due Renault di Alain Prost e René Arnoux, decisamente le più rapide nel corso delle prove cronometrate. Riccardo Pratese, alla guida di una Brabham BT50-BMW, e Niki Lauda, sulla McLaren MP4B-Cosworth, occupavano invece rispettivamente la terza e la quarta posizione dello schieramento. Per l’austriaco si trattò di un ritorno alle competizioni dopo due anni di pausa.

Andrea De Cesaris, con un’Alfa Romeo 182 motorizzata da un V12 atmosferico, e Nelson Piquet (Brabham BT50-BMW) seguirono al quinto e sesto posto. Patrick Tambay si dovette accontentare del decimo posto in qualifica, ma non partecipò alla corsa in ragione dei forti dolori alle vertebre che lo avevano colpito.

Siccome la Ferrari non annunciò in tempo il rimpiazzo di Didier Pironi, nessuna “Rossa” prese parte all’ultima corsa elvetica nella storia della Formula 1. Da segnalare anche l’ottavo piazzamento di Keke Rosberg e la 14esima piazza dell’unico pilota di casa, Marc Surer, alla guida di una Arrows A5-Cosworth. 

50.000 spettatori

Il Gran Premio si svolse sotto gli occhi di oltre 50’000 spettatori, provenienti per la maggior parte dalla Svizzera. La prima fase di gara fu particolarmente monotona con Alain Prost che prese il comando delle operazioni in tranquillità fin dal secondo giro.

Quando nessuno se lo aspettava, ecco il colpo a sorpresa. René Arnoux, secondo, fu costretto al ritiro nel corso del 76esimo giro a causa di un guasto meccanico. Così, Keke Rosberg passò in seconda posizione. Il pilota della Williams riuscì anche a sorpassare la Renault di Alain Prost, alle prese con problemi di deterioramento degli pneumatici, a due giri dalla bandiera a scacchi.

Sotto gli occhi di Franco Sancristoforo, storico direttore di corsa di Monza, il finlandese tagliò il traguardo da vincitore con un vantaggio di oltre quattro secondi su Alain Prost (Renault) e Niki Lauda (McLaren). Nelson Piquet (Brabham), Riccardo Patrese (Brabham), Elio De Angelis (Lotus) e Michele Alboreto (Tyrrell) completarono l’ordine di arrivo fino alla settima posizione.

Quanto all’unico pilota elvetico al via, Marc Surer si dovette accontentare della quindicesima posizione, condizionata da continui guasti tecnici alla sua Arrows-Ford. La vittoria, la prima di Rosberg in carriera, permise al finnico di prendere il comando della classifica piloti.

Alla fine della stagione, il Gran Premio di Svizzera si rivelò decisivo in ottica mondiale, vinto appunto da Keke. Alain Prost, René Arnoux, Didier Pironi, John Watson e Niki Lauda trionfarono tutti due volte nel corso della stagione 1982.

Insieme a Rosberg, cinque altri piloti vinsero una sola tappa del Campionato del Mondo di Formula 1 di quell’anno. Segnatamente, furono Riccardo Patrese, Nelson Piquet, Patrick Tambay, Elio De Angelis e Michele Alboreto. 

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