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Glock: "Per imparare nel DTM arrivi a farti fumare il cervello!"

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Glock: "Per imparare nel DTM arrivi a farti fumare il cervello!"
Di:
22 apr 2020, 08:29

Il tedesco ricorda la fatica nel capire come condurre la sua BMW venendo dalla F1, ma è anche convinto che Kubica possa dire la sua velocemente.

La strada per essere competitivi nel DTM è lunga e difficile, specialmente se arrivi da una categoria totalmente differente come è la Formula 1. Questo è quello che ricorda Timo Glock, che dopo le esperienze nel circus con Jordan, Toyota, Virgin e Marussia ha preferito voltare pagina.

La sua prima esperienza da portacolori di BMW Motorsport nella serie turismo tedesca risale al 2013 con il Team MTEK e le cose non furono affatto semplici all'inizio.

"Ci ho messo un bel po' per capire come andare forte con queste macchine, soprattutto per uno che viene dalla F1 perché non è così automatico come per chi arriva da altre categorie. Ero troppo aggressivo all'inizio, abituato alle monoposto che erano molto più leggere. Qui bisogna staccare e poi sterzare continuando a premere il pedale del freno, è dura cambiare stile e per arrivare in prima fila ti serve quel decimo e mezzo che trovi proprio in queste situazioni", spiega a Motorsport.com il tedesco.

"Mi ci sono voluti tre anni per trovare i tre decimi che mi consentissero di lottare coi migliori, ho fatto un duro lavoro anche su me stesso. Per fortuna ho potuto contare sull'aiuto di compagni come Marco Wittmann e Bruno Spengler, che erano molto più esperti sull'argomento e mi hanno dato una mano coi dati. Li abbiamo confrontati all'infinito più volte e alla fine si impara moltissimo della macchina".

Il livello del DTM è più paragonabile ai prototipi che al turismo, visto che le macchine non sono realmente derivate di serie, ma hanno una marea di componenti che richiedono attenzioni e studi particolari.

"Ho passato talmente tanto tempo sul computer per analizzare i dati che avevo la testa che fumava! Non so quante ore sia stato lì davanti a quei numeri, forse più di 100, andando su e giù, a destra e sinistra. Alla fine penso di essere riuscito a cambiare in positivo e in pista lo si è visto, a parte lo scorso anno che non è stato gran che, anche per sfortuna. Ma un fattore chiave sono stati i miei compagni di squadra, che si sono rivelati davvero disponibili ad ogni domanda. Questa apertura da parte loro mi ha aiutato molto".

"A Valencia ricordo che andai molto forte al primo test, ma poi scoprii che era per via del tracciato appena riasfaltato. Con così tanta aderenza potevo riproporre lo stile della F1 e sono stato velocissimo fin dall'inizio, sceso dalla macchina vidi che avevo solo +0"150 da Augusto Farfus che guidava l'altra BMW".

"L'euforia fu subito smorzata dal mio amico Timo Scheider, che chiamai appena concluso il test. Fu secco nel dirmi: 'Aspetta di correre su una pista dove non c'è grip e vedrai'. Pensavo stesse scherzando, andammo a Barcellona e dopo mezza giornata ero ancora ad 1"5 dalla vetta. Non avevo idea di come fare per ridurre un distacco del genere, non ci ho più capito niente. Richiamai Timo per vederci, ci sedemmo a prendere un caffè, mi guardò e mi disse: 'Benvenuto nel DTM!'. Lì ho capito che dovevo dimenticare tutto quello che avevo imparato fino a quel momento e ripartire da capo".

Glock quest'anno avrà un nuovo compagno di marchio in Robert Kubica, che con la M4 della ART Grand Prix affronterà una nuova avventura dopo il rientro in F1 lo scorso anno con la Williams. Per il polacco non sarà facile, ma il 38enne di Lindenfels è convinto che potrà dire la sua contando sul talento e la determinazione.

"Sono sicuro che gli servirà almeno un anno per essere competitivo, visto che è alla prima esperienza, ma se avrà modo di guidare di più con noi, cosa che spero, allora potremo contare anche su di lui per avere un'altra BMW nel lotto dei migliori. Sono molto contento che sia venuto nel DTM, alla fine è un ragazzo giovane e pure davvero simpatico. Ho avuto modo di conoscerlo meglio lo scorso anno quando provammo a Vallelunga, abbiamo pranzato assieme e ci siamo fatti un sacco di risate. E' un ragazzo schietto, ti dice le cose in faccia ed esprime quel che pensa senza girarci attorno".

"Prima dell'incidente era uno velocissimo e lo aveva dimostrato, ma anche dopo ha fatto vedere quanto sia combattivo. E' tornato in F1 pur sapendo di avere un handicap non da poco, si è confrontato con il livello più alto dell'automobilismo senza paura. E questo lo ha dimostrato anche nei test che ha fatto con noi a Jerez, per essere un debuttante del DTM ha raggiunto subito un livello molto elevato".

Informazioni aggiuntive di Sven Haidinger

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Timo Glock, BMW Team RMG, BMW M4 DTM

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Grid girl di Timo Glock, BMW Team RMG

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