Peterhansel: "La 2008 DKR assorbe tutte le asperità"

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Peterhansel:
Di: Elisabetta Caracciolo
20 nov 2014, 09:53

Il francese esalta le sospensioni Peugeot, ma teme le tappe marathon senza l'assistenza

Peterhansel:

La chiacchierata con Stephane Peterhansel comincia simpaticamente parlando di sci, dell'ultimo mese che resta prima di partire per la Dakar e della voglia di sciare, prima di spostarsi nel gran calore del Sud America dove sarà potagonista con la Peugeot 2008 DKR. Stephane si lamenta che non ha ancora nevicato: la pioggia, con poco freddo e tanto sole hanno evitato che le montagne svizzere si imbiancassero, ma, prima di partire, magari a Natale, non rinuncerà a qualche discesa vicino a casa. Poi gli argomenti spaziano, ma è inevitabile che si finisca a parlare dell'argomento clou di ieri, la giornata dedicata alla conferenza stampa di presentazione della Dakar 2015, e del percorso della prossima edizione.

“Una bella gara, interessante, non facile e con ben due tappe marathon...”.

È una scelta giusta?
“Mi piace l’idea delle tappe marathon, è lo spirito giusto della gara. Ho sempre pensato insieme al mio copilota che può essere un'ottima occasione visto che noi ce la caviamo bene a gestire la gara anche a livello meccanico e, quindi, ho sempre vissuto positivamente le tappe senza l’assistenza al bivacco. Anche quest'anno mi piace l'idea di avere ben due tappe marathon, però ammetto che non sarà facile per noi e per la Peugeot, che debutta con la 2008 DKR e quindi in questa fase iniziale avremmo assoluto bisogno dell’assistenza al bivacco tutte le sere. Ma andiamo oltre, non fermiamoci su questo problema. Diciamo che mi piacciono le tappe marathon, ma non proprio quest'anno!”.

Se la ride Stephane Peterhansel dopo questo scambio di battute che la dice lunga sullo spirito, il coraggio, la passione di un pilota che dopo 11 vittorie alla Dakar cerca il 12esimo successo, e sa che se potrà arrivare, arriverà proprio con Peugeot.

L'altro argomento clou che sta a cuore a tutti, e stimola la curiosità dei più, è la capacità di apprendimento di Cyril Despres, il motociclista che sarà per la prima volta al volante di una quattro ruote:
“Cyril apprende le cose molto velocemente, ha cominciato la sua carriera con le auto dopo un’ottima carriera con le moto e questo è molto professionale. Ha due ottimi insegnanti vicino a lui, intendo Carlos Sainz ed io, che possono insegnarli davvero tutto. Lui è bravo ad approfittare di tutte le situazioni: in ogni sessione di test riesce ad apprendere qualche cosa di nuovo. Noi non gli nascondiamo nulla, gli facciamo vedere ogni cosa, gli spieghiamo ogni aspetto del correre in macchina. So che per lui non sarà facile quest'anno, ma impara velocemente”.

Con la Peugeot hai siglato un contratto di tre anni: alla conclusione di questo ciclo penserai al ritiro?
“Non lo so, davvero! Quando ho cominciato a correre con le auto, avevo 35 anni, e c'era un pilota, di nome Jean Louis Schlesser che correva e che a quel tempo mi sembrava vecchio, troppo vecchio per gareggiare in una competizione di questo genere. Oggi io ho esattamente l'età che aveva Jean Louis allora... Diciamo che sicuramente per me sarà l'ultima sfida. Dopo, magari, potrei continuare a correre per divertirmi, ma questa sarà sicuramente l'ultima possibilità di provare a vincere, con Peugeot, una Dakar”.

Il lavoro che diventa un divertimento: è un bel privilegio…
“Io mi diverto a fare questo lavoro, ancora mi diverto. Noi piloti siamo fortunati, guidiamo una bella macchina, abbiamo la possibilità di vincere di nuovo, e mi piace aver cominciato lo sviluppo di una vettura come la Peugeot 2008 DKR che potrà solo crescere e migliorarsi nel tempo. È interessante trovare delle soluzioni tecniche per questa vettura, per portare il livello di questo mezzo sempre più in alto e, quindi, se ci sarà la possibilità di continuare, perché no, mi piacerebbe...”.

La Mini, grande favorita, sarà migliorata in quest'ultimo anno?
“La qualità principale della Mini è l'affidabilità che è veramente ad un altissimo livello. Nelle mie ultime Dakar, tutte quelle che ho finito con Mini, non ho sofferto un solo problema tecnico. Parlo dell'ultima, ma anche di quelle precedenti, e questo indica che stiamo veramente parlando di una vettura di altissimo livello”.

Qual è la prima impressione alla guida con una due ruote motrici come la 2008 DKR?
“E' super simpatico da guidare, mi piace. Puoi farla scivolare di lato facilmente ma nello stesso tempo devi controllarlo. Ti dà delle sensazioni incredibili. Ma bisogna trovare il limite quando lo lasci scivolare. Io sono un pilota che guida pulito e non amo essere aggressivo o sporco, ma con le due ruote motrici mi trovo bene. Non si deve essere troppo aggressivi perché se scivola troppo non va bene. Diciamo che mi sto adattando, sto prendendoci la misura”
.

La Peugeot si presenta alla Dakar con una macchina poco convenzionale…
“Di sicuro con questo tipo di sospensioni ad alta escursione il corpo del pilota soffre di meno, gli ammortizzatori lavorano in un modo diverso e questo assorbe molto di più gli scossoni, le buche, oltre al movimento del corpo sul sedile, e le tensioni delle cinture. Il comfort è molto buono però in compenso non c'è molto spazio nell'abitacolo, la vettura sembra tanto grande ma dentro sono a stretto contatto con il copilota. Non ho il posto per mettere il casco, o per sistemare la borraccia. Non ci sta niente...”.

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Serie Dakar
Piloti Stéphane Peterhansel
Autore Elisabetta Caracciolo
Tipo di articolo Ultime notizie