Sainz: "Saremo matti, ma vogliamo vincere la Dakar 2022 con Audi"

Carlos Sainz e Lucas Cruz hanno parlato alla presenza di Motorsport.com del nuovo progetto Dakar che li vede impegnati con Audi Sport.

Sainz: "Saremo matti, ma vogliamo vincere la Dakar 2022 con Audi"

Dopo i primi test nel deserto del Marocco, i due spagnoli hanno detto che vogliono vincere già nel 2022.

Il progetto Dakar dei Quattro Anelli prosegue passo dopo passo sulla strada verso il suo debutto il 1° gennaio ad Ha'il. Terminate le prove, Sainz e Cruz hanno voluto presentare la loro nuova avventura insieme ad Audi Spagna e discutere su come procede lo sviluppo del complesso RS Q e-tron.

Il due volte campione del mondo rally e tre volte vincitore della Dakar ha chiarito che sta affrontando la più grande sfida della sua carriera sportiva, ma che è ciò di cui ha bisogno a 59 anni per rimanere motivato ogni giorno.

"Anche il progetto Mini aveva una data di scadenza, alla mia età avevo bisogno di qualcosa che fosse abbastanza seducente da sapere che serve tutta la tua energia e motivazione, e questa avventura ha tutti gli ingredienti per farlo", ha detto Sainz all'evento organizzato da Audi Spagna, a cui ha partecipato Motorsport.com.

"Le nostre aspirazioni ora sono di provare a vincere la Dakar nel primo anno con questa macchina. Siamo un po' matti? Forse sì, ma siamo ambiziosi e questo deve essere l'obiettivo. Forse fra tre mesi le cose cambieranno e dovremo fare marcia indietro, ma so che l'obiettivo di finire soltanto la gara non mi basterà dopo tutti questi anni".

Sainz, un rinomato collaudatore di auto da rally e rally-raid fin dall'inizio della sua carriera agonistica, si è detto particolarmente entusiasta della complessità tecnica della nuova Audi RS Q e-tron con un powertrain elettrico, ma che ricarica la sua batteria con un motore quattro cilindri DTM TFSI.

Sainz ha così riassunto le sensazioni al volante della 4x4 elettrica con range extender (E-REV).

"Essere il primo in qualcosa è sempre attraente, soprattutto se sei un veterano come me. Siamo molto impegnati e motivati, ma anche un po' preoccupati per la responsabilità di portare avanti questo progetto. La prima sensazione quando sali su quest'auto è che va già forte mentre acceleri; non devi rilasciare la frizione, o mettere la marcia, o cambiare al giusto numero di giri come ho fatto nella Dakar e con le auto da rally fino ad ora. Qui, si accelera e si va".

"Per esempio, non avevo mai lavorato con il freno motore prima ed è super efficace su questa macchina, è spettacolare. La coppia e la potenza sono immediate. Passare le dune è molto più facile, non si pensa alle marce, non si tolgono le mani dal volante, si pensa a dove si sta per passare, concentrati, senza dover pensare a quale marcia si deve inserire, se si riuscirà a salire o meno..."

"Forse il divertimento di tutta questa sfida è lavorare su cose su cui non avevo mai fatto nulla prima. È un processo di apprendimento continuo per sapere come funziona la macchina e i miglioramenti che si possono fare. Per esempio, il freno motore; ho sempre avuto la sensazione derivate dal freno a disco, e ora la corsa del pedale ha una parte di software che frena il motore anteriore e posteriore a seconda della configurazione prima di usare le pinze dei freni. È tutta una gestione software basata sulle impostazioni che metti".

"È davvero impressionante a livello tecnologico la quantità di parametri con cui si può giocare, anche con il differenziale virtuale; quando si accelera o si frena si ha una percentuale di bloccaggio di esso... È complesso, difficile, ma eccitante. Per me è qualcosa di nuovo che sto imparando, non è mai troppo tardi e ho accettato la sfida. Quando confronto tutte le auto che ho guidato con questa, si capisce subito quanto l'evoluzione sia grande".

Alla domanda sugli obiettivi per la 44esima edizione del Rally Dakar, Sainz ha chiarito che i progetti di questa natura di solito hanno bisogno di un anno di prova prima di essere in grado di competere per la vittoria.

"Questo è un nuovo progetto e, come tutti quelli per la Dakar, il primo anno è molto complicato, mancano sempre giorni, test e così via. In Marocco tutto è venuto a galla, infatti c'è sempre una mancanza di tempo, e in aggiunta a questo devi moltiplicare tutto per 2-3, perché questa è una sfida gigantesca, con una tecnologia unica per la Dakar, che rende ancora più complicato il tutto".

Quando gli è stato chiesto se non ha paura di non competere e confrontarsi contro i suoi rivali prima della Dakar (il piano di Audi era di andare al Rally del Marocco dall'8 al 13 ottobre, ma alla fine non ci saranno), ha chiarito che è più preoccupato per altre cose.

"Relativamente. Sono preoccupato sul fatto che la vettura vada bene, che non si rompa, perché che ti piaccia o no, sai cosa succede con le macchine. Anche se quest'anno ci sono auto nuove, modificate, con lo stesso peso, corsa delle sospensioni, pneumatici e quant'altro, dobbiamo vedere che potenza ha ciascuna... ma abbiamo già l'esperienza per sapere se la nostra va veloce o no. E io lo so già".

Il piano dell'Audi ora è di tornare in Marocco all'inizio di novembre dopo aver apportato tutte le modifiche necessarie dopo i primi 15 giorni nel deserto. L'opzione di partecipare al Rally Internazionale di Ha'Il (6-11 dicembre) è ancora in fase di valutazione, ma dipenderà da quanto saranno complicati i secondi test marocchini e dalla logistica del trasferimento in Arabia Saudita un mese prima dell'inizio della grande sfida: il Rally Dakar.

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