Dakar, Koolen: "Se fossi morto, sarebbe più facile per Carlos e Peugeot"

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Dakar, Koolen:
Sergio Lillo
Di: Sergio Lillo
16 gen 2018, 09:03

Il pilota olandese di Quad critica aspramente ASO e la Peugeot per la lieve sanzione inflitta a Sainz e minaccia di intraprendere azioni legati una volta rientrato a casa.

#267 Barren Racer: Kees Koolen
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#267 Barren Racer: Kees Koolen, #256 Honda: Walter Nosiglia
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#267 Barren Racer: Kees Koolen
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Kees Koolen mostra le presunte lesioni causate da Carlos Sainz
Penalità a Carlos Sainz
Penalità a Carlos Sainz

E' diventato l'uomo del giorno ieri a Salta, ma Kees Koolen non è un signor nessuno. Il co-fondatore di Booking.com ha partecipato a 10 Dakar ed è l'unico ad averla finita in tutte le categorie (moto, auto, quad e camion), oltre ad un uomo d'affari riconosciuto a livello internazionale.

La sanzione di 10 minuti inflitta a Carlos Sainz per "comportamente potenzialmente pericoloso", non è abbastanza per l'olandese, che ha minacciato di agire tramite le vie legali quando si sarà conclusa la gara.

"Nella mia lettera di reclamo, ho scritto nell'ultima riga che sarei stato molto felice se ci fosse stata una penalità dura. Ma che se non fosse stato così, avrei avuto accesso ai migliori avvocati al mondo, forse migliori di quelli dell'organizzazione. Avevo avvisato che se non avessi visto una sanzione seria, una volta fatto ritorno a casa avrei analizzato la cosa con i miei consulenti ed aperto un caso giudiziario" ha detto Koolen al bivacco di Salta.

Poi ha raccontato l'incidente: "Ero con il gruppo dei migliori, in quarta posizione o giù di lì, e al km 180 siamo arrivati in un tratto molto difficile, con fango ed acqua. I quad sono molto facili da guidare sulle dune, ma è esattamente il contrario sul fango, sono quasi impossibili da controllare. Quando senti la 'sentinella' ti guardi intorno ed ha 10-20 secondi per decidere cosa fare. L'ho sentita, mi sono guardato intorno ed ho visto la Peugeot".

"Penso che stavo andando più o meno a 20 km/h, mentre la Peugeot era a tavoletta. Sono stato molto fortunato, perché ha colpito me ed il mio quad. Lui dice di non avermi toccato, perché non aveva danni. Sono un ingegnere meccanico e so che ci vuole un urto da 500 kg per deformare la parte che ha colpito. Penso che la cosa sia stata gestita in maniera stupida da tutti, ma nessuno mi ha chiesto come stavo, solamente Despres. Poi ho letto un sacco di storie di cui non voglio parlare qui, ma che non hanno nulla a che fare con questo".

E qui il riferimento è alle accuse di Orlando Terranova, pilota MINI X-Raid, che si è detto convinto che Koolen abbia fatto tutto questo solo perché è un investitore della Overdrive, il preparatore della Toyota.

Quando gli sono stati chiesti lumi a riguardo da Motorsport.com, l'olandese ha risposto: "Ho una relazione con Overdrive come investitore, ma non ha nulla a che fare con questa situazione. Penso che sia brutto mescolare queste cose che non hanno nulla a che fare. Sono un investitore di professione, ho investito in oltre 100 società. In questo caso, io investo in una società che porta capitali alla Overdrive, quindi non sono un investitore diretto. Anzi, forse sono azionista di almeno dieci società presenti in questo bivacco".

"Penso che sia molto negativo deviare il discorso su queste cose e credo che sia stato Terranova ad iniziare. Perché quello che è successo è stato molto pericoloso e sarei potuto morire. Mi ha colpito sul braccio, sul quad e non si è scusato. Chiederò ad un ingegnere esperto di valutare i pezzi, in maniera da valutare la forza dell'impatto".

"Questo non ha nulla a che fare con Carlos, ma con la situazione complicata che ho vissuto. Se la sua macchina fosse stata 10 centimetri più a sinistra, sarei morto. Penso che se fossi morto, sarebbe stato più facile per Carlos e per la Peugeot, perché ora non potrei più parlare" ha detto in maniera molto dura Koolen.

Sanzione insufficiente per Sainz

I 10 minuti di penalità che i commissari hanno imposto a Sainz dopo la riunione di lunedì non sono sufficienti secondo Koolen.

"Penso che la penalità dovrebbe essere molto più grande, non per Carlos, ma per la situazione pericolosa, e dovrebbe essere un esempio. Molti motociclisti si sono lamentate degli stessi comportamenti e mi hanno chiesto di scrivere la lettera perché non si osavano, perché ASO è un'organizzazione francese e ci sono molte voci sul fatto che le aziende francesi si aiutano a vicenda. Io però non ci voglio credere e penso che siano corretti ed educati".

"Penso che sia ridicolo. Potevo anche essere morto, ma non si è nemmeno fermato per chiedermi come stavo. Penso che tra le moto ed i quad ci sono molti piloti arrabbiati per queste situazioni. Ieri ho avuto bisogno di aiuto per arrivare in fondo, perché il quad era molto danneggiato. Ho finito 12esimo, in una brutta posizione. L'ASO, la FIM e la FIA dicono sempre che facciamo uno sport pericoloso e che la sicurezza viene prima di tutto. Allora, se qualcuno è in pericolo, va aiutato".

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Serie Dakar
Evento Dakar
Piloti Carlos Sainz , Kees Koolen
Autore Sergio Lillo
Tipo di articolo Ultime notizie